L’agenzia di rating DBRS Morningstar ha portato il trend sul giudizio dell’Italia (confermato a BBB - High) da Negativo a Stabile.

La nuova tendenza è frutto dell'opinione di DBRS Morningstar secondo cui il miglioramento delle prospettive economiche e i progressi attesi con le riforme incluse nel National recovery and resilience plan (PNRR) italiano faciliteranno il risanamento dei conti pubblici nel medio termine. “Il debito pubblico è aumentato drasticamente al 155,6% del Pil lo scorso anno dal 134,3% nel 2019, ma la sua gestione e il suo profilo dovrebbero continuare a migliorare”, spiega DBRS Morningstar in una nota del 29 ottobre. “Il rapporto debito/Pil inizierà a diminuire quest'anno (prima del previsto) e riteniamo realizzabile un rapporto inferiore al 150% entro il 2023. Inoltre, si prevede che il paese sperimenterà una rapida ripresa sostenuta da investimenti che porteranno a un livello del Pil nel 2023 superiore a quello previsto pre-Covid”.

DBRS Morningstar considera positivamente la strategia del governo italiano per aumentare gli investimenti pubblici e progredire con le riforme incluse nel PNRR. “La spesa pubblica per investimenti è destinata a crescere del 16% quest'anno in percentuale del Pil e a  raggiungere il 3,4% nel 2024 dal 2,3% del 2019”, spiega la nota. “La riuscita del PNRR potrebbe consentire all'Italia di affrontare alcune delle debolezze strutturali che in passato hanno minato il suo potenziale di crescita economica”.

La crescita è solida

La conferma del rating BBB (high) è motivata da diversi fattori. “L'Italia beneficia dell’attuale sostegno finanziario straordinario della Banca centrale europea”, dice la nota. “Inoltre, ha un'economia ricca e diversificata e i settori manifatturiero e delle costruzioni hanno continuato a dimostrare un'elevata resilienza. L'avanzo delle partite correnti è uno dei maggiori tra i paesi avanzati e, allo stesso tempo, le famiglie e le aziende stanno affrontando lo shock pandemico con uno dei livelli più bassi di debito del settore privato. Sia i risparmi delle famiglie che i depositi delle imprese nel complesso sono aumentati in modo sostanziale, il che è di buon auspicio per liberare i depositi e far crescere la domanda e gli investimenti in futuro. Il sistema bancario italiano è in una posizione più forte rispetto al passato in termini di capitalizzazione e ha compiuto progressi nel ridurre notevolmente i crediti deteriorati, anche se le conseguenze della pandemia influenzeranno le attività nei prossimi anni”.

Secondo l’agenzia di rating, una ripresa congiunturale post-pandemia migliore del previsto fa ben sperare per le valutazioni del paese. “Prevediamo che la performance economica dell’Italia nel medio termine sarà più forte rispetto a quella vista dopo la crisi finanziaria mondiale”, dice la nota. “L'Italia dovrebbe registrare tassi di crescita reale molto solidi nei prossimi anni, con un Pil in espansione del 4,7% e del 2,8%, rispettivamente, nel 2022 e nel 2023. Questo sarebbe l’effetto del mix fra una politica espansiva, la ripresa del settore turistico e dell’occupazione oltre che dei consumi e degli investimenti. Il livello del Pil reale dovrebbe essere di 1,6 punti percentuali in più nel 2024 rispetto a quanto previsto prima della pandemia”. I principali rischi per le proiezioni economiche derivano da una possibile recrudescenza dei casi di Covid a causa di una variante più aggressiva e resistente ai vaccini.

Di Marco Caprotti