Il titolo Royal Dutch Shell è scambiato sui listini a un tasso di sconto di oltre il 30% rispetto al fair value di 22,50 sterline (report aggiornato all’8 marzo 2021) anche a causa dello scetticismo sulla nuova strategia aziendale.

“Shell ha elaborato un piano strategico per adattarsi alla transizione energetica e raggiungere l’obiettivo “zero emissioni” entro il 2050. Il punto di partenza della nuova strategia è la riduzione del debito anche attraverso il contenimento degli investimenti. Dal punto di vista dell’organizzazione del business, il gruppo si articolerà in tre segmenti: crescita, che include la produzione e la commercializzazione di energie rinnovabili e soluzioni energetiche; transizione, che include la produzione di gas naturale e prodotti chimici, e quello upstream, ovvero la tradizionale attività di estrazione di greggio e gas naturale. Il piano di transizione dai combustibili fossili non impatta sulla valutazione del titolo, dato che non ipotizziamo che la nuova strategia produrrà delle variazioni significative nei flussi di cassa dell’azienda. Nel lungo termine, invece, ipotizziamo una contrazione dei margini di profitto, ma allo stesso tempo una minore dipendenza del business dalla variazione del prezzo delle materie prime”, dice Dave Meats analista azionario di Morningstar.

Margini in crescita per Schlumberger

Il mercato continua a scambiare il titolo Schlumberger a un tasso di sconto di circa il 40% rispetto al fair value di 24,19 dollari, nonostante i risultati realizzati nel quarto trimestre e le ottimistiche previsioni del management sui margini di profitto (report aggiornato al 22 gennaio 2021).

Il gruppo statunitense è cresciuto del 5% rispetto al terzo trimestre e ha registrato un miglioramento di quasi 100 punti base nel margine Ebitda che, nonostante la tremenda crisi del settore energetico, è rimasto in linea con quello del 2019. “Abbiamo assegnato a Schlumberger un Economic moat nella misura di Medio per effetto della sua leadership nell’industria dei servizi per le compagnie oil & gas costruita grazie alla capacità di differenziare l’offerta, alla qualità dei prodotti e a un vantaggio di costo rispetto ai competitor. Il mercato sembra essere scettico sul futuro andamento dell’industria, ma a nostro avviso Schlumberger è tra quelle meglio posizionate per capitalizzare la ripresa del settore energia una volta che l’emergenza del Covid-19 sarà alle spalle. Ci aspettiamo nel lungo periodo che l’attività sui mercati internazionali superi i livelli pre-pandemia e questo sicuramente andrà a vantaggio del gruppo statunitense che può contare su una maggiore diversificazione a livello geografico. Inoltre, non crediamo che il management sia eccessivamente ottimista sul futuro andamento dei margini di profitto. L’azienda ha operato una forte razionalizzazione dei costi operativi e ci aspettiamo che una volta che i ricavi torneranno sui livelli pre-Covid, cosa che ipotizziamo possa avvenire nel 2023, il reddito operativo potrebbe addirittura supere i livelli del 2019 di almeno 1,5 miliardi di dollari”, dice Preston Caldwell, analista di Morningstar.

Di Francesco Lavecchia