Non sono tempi facili per gli investitori in obbligazioni americane. Il titolo di Stato statunitense a 30 anni ha un rendimento intorno al 2% e l’indice dei prezzi al consumo è salito dell’1,92% annuo nel decennio. Se l’inflazione seguirà lo stesso andamento nei prossimi tre decenni, i sottoscrittori del Treasury trentennale avranno un ritorno praticamente nullo. In altre parole, l’investimento è come un parcheggio di liquidità.

La situazione non è migliore per le obbligazioni con qualità del credito inferiore. Lo spread tra i titoli di Stato Usa e quelli con rating BBB (il livello più basso dell’investment grade) è ai minimi dalla fine degli anni Novanta e lo stesso vale per le emissioni di qualità inferiore (high yield), salvo poche eccezioni.

Nell’edizione 2022 del rapporto Long-term capital market assumption, che fornisce le previsioni di lungo periodo (10-15 anni) per l’economia e le attività finanziarie, J.P. Morgan asset management ha rivisto al rialzo al 2,4% le stime di rendimento del Treasury decennale e all’1,3% quelle della liquidità in dollari. Tuttavia, un’attesa di inflazione statunitense al 2,3% implica ancora rendimenti reali negativi per il cash e praticamente nulli per i titoli di Stato nel periodo considerato.

Perché non allontanarsi dai bond

Questo non significa che è giunto il momento di abbandonare il reddito fisso. I governativi mantengono, comunque, la loro funzione di protezione dalle fasi di ribasso delle Borse. Gli strumenti a breve o brevissimo termine danno la possibilità di ottenere un rendimento leggermente superiore alla liquidità tenuta sul conto corrente. Inoltre, i titoli short term sono meno sensibili a un eventuale rialzo dei tassi di interesse.

“Sulla base delle performance e della duration attuali, le obbligazioni a breve termine sono capaci di sopportare in misura molto superiore l’irripidimento della curva dei rendimenti provocata dall’inflazione”, dice Raymond Sagayam, senior investment managerdi Pictet asset management. “Ad esempio, i guadagni delle obbligazioni high yield statunitensi saranno cancellati in caso di aumento dei rendimenti di 100 punti base, mentre quelli delle obbligazioni high yield a breve termine rimarranno positivi fino a quando i rendimenti non saliranno di 240 punti base. In situazioni normali, una riduzione della durata finanziaria comporterebbe un significativo sacrificio in termini di ritorni. Ora non più. Le obbligazioni high yield statunitensi hanno un rendimento medio (yield to worst) del 4,17% per una duration di 4,2 anni. Riducendo quest’ultima di 2,7 anni, il segmento a breve termine del mercato rende solo 73 punti base in meno”.

Le opzioni sul mercato

Per gli investitori che non vogliono abbandonare del tutto il mercato obbligazionario in dollari o sono interessati a diversificare in questo segmento del reddito fisso, abbiamo selezionato alcuni fondi governativi e a breve termine, utilizzando il Morningstar Analyst rating, una valutazione qualitativa e prospettica che ha l’obiettivo di individuare le migliori strategie all’interno delle categorie di appartenenza.

Obbligazionario governativo

Nel segmento dei titoli governativi in dollari, è provato storicamente che i gestori attivi fanno fatica a battere i fondi indicizzati nel medio-lungo periodo. Secondo l’ultimo Barometro Morningstar, il loro tasso di successo a tre anni è del 10% (11,6% a dieci anni). Il 2020 ha, però, rappresentato un’eccezione con un success rate intorno al 65%. Tra i fondi indicizzati, Vanguard Government Bond Index ha un Analyst rating pari a Silver (dato al 20 gennaio 2021). “Il comparto è una soluzione a basso costo (le spese correnti sono dello 0,12% annuo, Ndr) che ben rappresenta il mercato americano dei titoli di Stato”, dice Jose Garcia-Zarate, direttore associato per la ricerca sulle strategie passive di Morningstar. “All’interno della categoria Obbligazionari governativi in dollari, il fondo ha fornito rendimenti corretti per il rischio superiori alla media a tre, cinque e dieci anni”.

Obbligazionario diversificato

Tra gli obbligazionari diversificati a breve termine in dollari, che investono in titoli investment grade (governativi e societari) con scadenza aggregata che non eccede il triennio, ci sono tre prodotti di Pimco che ricevono un Analyst rating positivo. Si tratta di Pimco US dollar short term maturity ETF, Pimco GIS Low Average Duration (classe R) e Pimco GIS US Short-Term (classe E). Il primo, un ETF quotato anche su Borsa Italiana, è medaglia d’oro (dato al 1° ottobre 2021) grazie al solido processo di investimento, che è focalizzato sulla conservazione del capitale, e alle commissioni molto competitive (0,35% annue). “Il fondo non ha evitato completamente i ribassi durante il crollo dei mercati a inizio 2020 a causa dello scoppio della pandemia”, dice Karin Anderson, direttore per la ricerca sulle strategie passive di Morningstar in nord America. “Tuttavia, nel lungo periodo l’approccio attento al rischio e disciplinato ha permesso di ottenere risultati competitivi rispetto sia al benchmark monetario, sia ai concorrenti attivi e passivi. In base allo Sharpe ratio (misura del rendimento corretto per il rischio) a dieci anni, il fondo si colloca nel miglior decile della categoria”.

L’ETF di Pimco è la versione passiva della strategia GIS US Short-Term che, nelle classi disponibili in Italia, ha un Analyst rating pari a Bronze (al 1° ottobre 2021). Quest’ultima ha meno vincoli nella costruzione del portafoglio e può, ad esempio, trarre vantaggio dai differenziali nei tassi e nelle valute estere. La maggior flessibilità aumenta i rischi, ma, secondo Anderson, il team è esperto e può contare sulle risorse sul reddito fisso di Pimco, per cui è in grado di gestirli. Dal lancio nel 2014, il rendimento annualizzato è stato dell’1,8%, collocando il fondo nel miglior decile della categoria. Anche il Pimco GIS Low average duration ha un giudizio Bronze (al 12 aprile 2021) per le classi disponibili in Italia. “I gestori sono saggi nell’applicare un approccio attento al rischio ma flessibile, che ha protetto gli investitori quando è stato necessario”, spiega Miriam Sjoblom, direttore della Global manager research di Morningstar. “La posizione difensiva, che dura da anni, è stata un po’ penalizzante per i rendimenti durante le fasi risk on. Per contro, gli investitori hanno ottenuto una migliore protezione dai ribassi, con conseguente minore volatilità. Questo è un compromesso interessante per i più cauti”.

Obbligazionari high yield

Infine, nel segmento dei titoli obbligazionari high yield in dollari, gli ETF iShares USD short duration high yield corporate bond e Pimco short-term high yield corporate bond index source hanno entrambi un Analyst rating pari a Bronze  e sono quotati in Borsa Italiana (rating al 29 aprile 2021). I due ETF offrono un’esposizione al mercato dei corporate bond con giudizio inferiore all’investment grade e scadenze brevi o medie (0-5 anni), ma gli indici replicati sono differenti. Per Garcia-Zarate, il settore delle obbligazioni ad alto rendimento (e rischio) è uno di quelli dove i gestori attivi possono fare la differenza, tuttavia i bassi costi dei fondi passivi costituiscono un vantaggio. Inoltre, le duration corte riducono i rischi derivanti dalla variazione dei tassi di interesse.

Di Sara Silano