A fronte delle crisi, tra loro strettamente correlate, di perdita della natura e del conseguente (appunto) cambiamento climatico, investire sia nella conservazione che nel ripristino delle foreste è una strategia che può giovare alle imprese, che quindi possono diventare attori di primo piano nella transizione verso un'economia positiva per la natura e a impatto zero.

In questo contesto, le imprese sono sottoposte a una crescente pressione da parte di governi, consumatori e investitori per mitigare, ridurre ed evitare le loro emissioni di carbonio e, conseguentemente, ridurre il loro impatto sulla biodiversità, e quindi la natura in generale.

Molte imprese sono direttamente vulnerabili agli effetti del cambiamento climatico e della perdita della natura: 44.000 miliardi di dollari di valore economico generato dipendono dai servizi applicabili ad ogni e qualsivoglia concetto in qualche modo collegato alla natura.

Il degrado e la distruzione delle foreste stanno accelerando la crisi del clima e della natura, con la perdita della copertura arborea tropicale che genera quasi 5 GtCO2 (gigatonnellate di anidride carbonica) di emissioni annuali.

Interrompere le pratiche di commercio che contribuiscono alla perdita di natura e foreste e, conseguentemente, al cambiamento del clima è una delle massime priorità, assolutamente vitale.

Allo stesso tempo, sono necessari investimenti sia in conservazione che nel ripristino delle foreste, investimenti necessari per salvaguardare gli interessi commerciali, ed invertire i danni che sono già stati fatti.

Le foreste assorbono da sole già circa 7,6 miliardi di tonnellate di CO2 all'anno, cifra una volta e mezzo superiore a quella emessa annualmente dagli Stati Uniti; una conservazione responsabile delle foreste, con un parallelo ripristino delle medesime può essere una soluzione efficace in costi per rimuovere il carbonio dall'atmosfera e costruire una vera resilienza al clima.

Investire nelle foreste ripristina e protegge l'essenziale biodiversità, facendo la stessa cosa, al contempo, per i servizi a livello di ecosistema da cui dipendono le economie e le società.

Tre modi per creare valore commerciale da investimenti nella conservazione e nel restauro delle foreste

Investire nelle foreste soddisfa moltissime priorità delle aziende. Prima di tutto, contribuisce ad affrontare le crisi della natura e del clima. In secondo luogo, investimenti in conservazione e ripristino delle foreste possono creare valore sia a breve che a medio e lungo termine per le imprese in tre modi principali:

Resilienza aziendale: Investire in conservazione e ripristino forestale protegge le aziende dalla perdita di quello che è assolutamente un deciso capitale naturale, e dagli effetti fisici del cambiamento climatico, facendole preparare, nello stesso momento, al cambiamento di preferenze di consumatori ed investitori.

Con molti governi che stanno per introdurre nuovi regolamenti per affrontare la perdita di natura e il cambiamento climatico, investire nelle foreste offre alle aziende l'opportunità di stare al passo con questi cambiamenti politici.

Redditività e crescita aziendale: Il valore in termini economici delle foreste è davvero molto grande. Una stima suggerisce che questo valore totale (foreste integre ed intatte, e loro servizi ecosistemici in funzione) sia fino a 150 trilioni di dollari, praticamente il doppio del valore dei mercati azionari globali sommati tutti insieme.

Conservazione e ripristino delle foreste possono far aumentare indirettamente i profitti del core business, con un capitale che costi meno, ed una maggiore fedeltà dei clienti, quest'ultima associata agli attributi di sostenibilità.

Investire nelle foreste genera anche ritorni ambientali e commerciali diretti, come attraverso l'uso e la vendita di prodotti forestali sostenibili.

Leadership basata sui valori: Una forte posizione dell'azienda e una leadership basata sui valori sono fondamentali per le imprese per costruire un valore a lungo termine. Conservazione e ripristino delle risorse forestali aiutano le aziende a diventare leader nella sostenibilità, rafforzando la reputazione aziendale tra i clienti, i dipendenti e i partner commerciali e dell'ecosistema, comprese le comunità in cui operano.

Le imprese e le foreste

Riconoscendo questi benefici economici, molte imprese di tutti i settori hanno già iniziato ad agire ad agire, cogliendo le opportunità di investire nella conservazione e restauro delle foreste.

Le imprese che dipendono fortemente dalle foreste, come alcuni beni di consumo, e le aziende che dipendono dai prodotti di consumo e quelle che dipendono dai prodotti forestali, stanno investendo nel restauro delle foreste e nella gestione sostenibile delle medesime.

Tali pratiche costruiscono la resilienza ai rischi chiave, e permettono alle aziende di cogliere nuove opportunità di crescita aziendale e di redditività integrando approcci ecologicamente sani e socialmente responsabili.

Altre imprese con bassa dipendenza diretta dalle foreste, come come quelle della tecnologia e dei servizi finanziari, hanno identificato le opportunità di sviluppare nuovi prodotti che beneficiano della conservazione e del ripristino delle foreste, e aumentano la redditività e la crescita dell'azienda, migliorando allo stesso tempo le loro relazioni con i dipendenti, i clienti e partner.

Nel frattempo, alcune aziende con grandi emissioni di gas serra riconoscono la necessità di evitare e ridurre le loro emissioni come una priorità, e stanno contemporaneamente investendo nella conservazione e ripristino delle foreste per mitigare e catturare le loro emissioni residue nel viaggio verso lo zero netto.

Mentre lo slancio intorno alla conservazione e al restauro delle foreste continua a crescere, ci sono tre strade principali che le aziende possono prendere in questo momento per investire nelle foreste. Evitare e rimuovere la deforestazione all'interno delle operazioni e delle catene di valore esistenti rimane una priorità critica, ma le aziende possono anche andare oltre:

  • Investendo nella conservazione e nel ripristino lungo le loro catene di valore per affrontare rischi e garantire nuove opportunità economiche;
  • Usando le loro risorse esistenti per sostenere le foreste attraverso la loro esperienza sui prodotti, le reti globali e l'influenza, la base di clienti e i dipendenti; e, dove queste opzioni non sono fattibili,
  • Identificare le opportunità di finanziare la conservazione e il ripristino delle foreste al di fuori del loro attività principali per sostenere altri obiettivi strategici (compensare le emissioni residue, consentendo l'impegno della comunità, ecc.) come porzione di una più vasta decarbonizzazione, strategie positive sia per la natura che per la sostenibilità.

Adottando la seguente serie di principi, le aziende possono garantire che i loro investimenti nelle foreste generino con successo un valore commerciale, e allo stesso tempo sostengano il clima, la natura e le comunità locali.

PROTEGGERE le foreste che già esistono: proteggere le foreste climax (cioè quelle primarie ancora intatte) come precedenza per evitare e ridurre la deforestazione e il degrado delle foreste, questo poiché sono punti nodali, cioè hotspost, di biodiversità, luoghi per assorbimento di carbonio a lungo termine e un deposito di bioinnovazione nella ricerca di nuovi materiali o farmaci.

PARTNER con le comunità locali, i popoli indigeni, i governi, le ONG e le altre imprese: co-sviluppare e implementare progetti con partner locali, comunità e comuni per garantire che le attività siano efficaci, si basino sulla locale delle foreste e proteggano i diritti locali sull'uso del diritti d'uso della terra, con un approccio a lungo termine in mente.

PREVENIRE i GHG, ossia i gas serra e la perdita di natura come priorità: investire nella conservazione e nel ripristino delle foreste come misura complementare a strategie più ampie incentrate sull'evitare e ridurre le emissioni come parte degli obiettivi "net-zero", e per invertire impatti negativi sulla natura e la biodiversità.

PRIORIZZARE i progetti che offrono benefici sia ambientali che sociali: stabilire obiettivi chiari sul mix di indicatori ambientali e sociali che un progetto privilegia, e sviluppare obiettivi chiari e perseguibili durante l'attuazione per monitorare i progressi.

PIANIFICARE per coltivare gli alberi corretti nel modo e nelle regioni giuste: scegliere le regioni e gli alberi più adatti per assicurare una corretta resilienza al clima e la permanenza delle nuove foreste nel lungo termine, evitando così conseguenze negative non previste né volute.

Lavorando insieme, le imprese possono cogliere tutte le opportunità ambientali, sociali e di mercato associate a conservazione e ripristino delle foreste, mitigando al contempo i rischi emergenti.

Le aziende leader sanno che possono dare un contributo individuale allo sforzo globale per conservare e ripristinare le foreste.

Tuttavia, solo lavorando in partnership tra loro e governi, ONG, società civile, comunità locali e indigene, scienziati, ecoprofessionisti e altri attori impegnati, le barriere possono essere superare collettivamente sfruttandone le opportunità.

Attraverso queste partnership e piattaforme collaborative, come la 1t.org Corporate Alliance, le aziende possono sostenere iniziative di field-building e marketshaping, ad esempio sulla definizione di linee guida condivise, meccanismi di certificazione, piattaforme per la creazione di progetti e strumenti di implementazione e monitoraggio. 

Le aziende che abbracciano questo movimento hanno un un'opportunità unica di aiutare a conservare, ripristinare e a far crescere un trilione di alberi entro il 2030, accelerando la resilienza, la redditività e la creazione di valore.

Investire in legname

Le foreste sono da sempre utilizzate per ottenere legname, che sin dall'alba dell'evoluzione dell'uomo è stato indispensabile per fornire calore grazie al fuoco che si sviluppa dalla sua combustione.

Dopo migliaia di anni di esploitazione di questa risorsa, ci si è resi conto che le foreste non vanno solo abbattute ma, come ampiamente visto nei precedenti paragrafi, protette, vista la loro indubbia utilitaà.

Semmai, vanno sfruttate consapevolmente, ripiantando quanto consumato onde mantenere la stessa impronta di carbonio che si consuma e, anzi, piantando ancora più alberi per assorbire ancora più carbonio.

Sui mercati finanziari si può investire direttamente in questa risorsa, che presenta una facilità di investimento per i retailer maggiore rispetto a quanto discusso finora.

Con 2 ETF scambiati sui mercati mondiali, questa risorsa ha, al momento, un patrimonio totale in gestione di $416,92M. Il rapporto di spesa medio dei due ETF è dello 0,52%. Gli ETF Timber investono in azioni di società impegnate nela coltivazione, mantenimento e sfruttamento del legname come risorsa per la civiltà umana.

Il più grande ETF sul legname è l'iShares Global Timber & Forestry ETF, con $311.06M di attività. Nell'ultimo anno trascorso, l'ETF del settore con la migliore performance è stato però l'altro, l'Invesco MSCI Global Timber ETF, con il 45,22%. 

L'ETF di iShares segue un indice ristretto delle 25 maggiori società quotate in borsa dei mercati sviluppati ed emergenti che possiedono o gestiscono foreste e terreni boschivi, società impegnate nella proprietà, gestione o sistema logistico a monte dei boschi e delle foreste da legname.

L'ETF di Invesco traccia un indice ponderato in base alla capitalizzazione di mercato delle società di legname globali attraverso l'intero spettro della capitalizzazione di mercato. L'indice misura la performance dei titoli impegnati nella proprietà e nella gestione di foreste, boschi e nella produzione di prodotti che utilizzano il legno come materia prima.