Carnival è il numero uno nell’industria delle navi da crociera grazie a un ampio portafoglio marchi a livello globale e 88 battelli con una capacità complessiva di circa 230 mila passeggeri. Gli analisti hanno recentemente alzato il fair value del titolo da 20 a 24 dollari in seguito alle più ottimistiche previsioni relative alla crescita dei passeggeri, e dunque dei ricavi di breve periodo, ma le azioni della compagnia da crociere continuano a essere scambiate a premio e sono valutate con un rating Morningstar di tre stelle (report aggiornato al 21 aprile 2021).

La strada per tornare ai livelli del 2019 è ancora lunga 

“Se è vero che la ripartenza dell’attività ha fatto alzare le nostre previsioni di breve termine, la pandemia ha stravolto il contesto competitivo del settore e ha drasticamente ridotto le prospettive di crescita dell’intero comparto nel lungo termine. Da una parte le compagnie da crociera dovranno mantenere bassi i prezzi di vendita, mentre dall’altra vedranno lievitare i costi operativi a causa dei protocolli di sicurezza da seguire. Per queste ragioni abbiamo tagliato le nostre stime sulla redditività del capitale di Carnival e ridotto il suo Economic moat da Medio ad Assente”, dice Jaime M. Katz analista azionaria di Morningstar. “In base alle nostre previsioni, l’azienda tornerà al numero di passeggeri registrato nel 2019 solo nel 2023 e dovrà aspettare il 2025 per ritornare allo stesso livello di margine operativo”.

Norwegian è finanziariamente solida

Dopo aver perso il 60% della sua capitalizzazione di mercato nel 2020 (in euro), il titolo Norwegian Cruise Line Holdings è salito del 24% da inizio anno (al 30 aprile 2021) e ora è scambiato a un rapporto Prezzo/Fair value di 1,15. Norwegian è la terza aziende del settore al mondo per numero di passeggeri (quasi 60.000) e opera 28 navi attraverso di tre marchi (Norwegian, Oceania e Regent Seven Seas), sia nella categoria freestyle che in quella luxury.

“A dispetto delle preoccupazioni circa il deficit di liquidità per le aziende del settore, la situazione di Norwegian sembra essere rassicurante. L’azienda è riuscita ad accedere a quasi 9 miliardi di dollari nel 2020, tra emissioni di debito e di nuovo capitale azionario, e questo dovrebbe bastare a coprire le esigenze di cassa nel breve periodo, aggiunge Katz. “La compagnia da crociera aveva registrato un calo dei prezzi già prima della pandemia e questo spiega perché la ripresa dalla pandemia sarà più lenta rispetto ad altri competitor. In base alle nostre stime, infatti, i prezzi di vendita dovrebbero salire in media del 3% tra il 2023 e il 2029, anno in cui ci aspettiamo l’azienda potrà tornare vicina ai margini di profitto registrati nel 2019”.

Di Francesco Lavecchia