Negli ultimi anni, il termine start up è stato sempre più utilizzato, tanto dalla stampa e dai tg, quanto dal mondo dell’imprenditoria, tanto da rendere questo vocabolo molto comune per tutti. Ma non tutti sanno da cosa si è originato il fenomeno delle start up

Il concetto di start up, infatti, sembrerebbe essere nato per designare le nuove aziende digitali a partire dagli Anni Novanta, ma ha senso chiedersi quali siano stare, realmente, le origini del fenomeno (e le prime start up della storia).

Anche se le start up non operano tutte nel campo della tecnologia, il termine si è diffuso a livello internazionale durante la bolla delle dot-com, quando sono state fondate un gran numero di società basate su Internet

Ma è realmente a partire da questa bolla che possiamo rintracciare le prime start up? 

In realtà, associare l'emergere delle start up alla bolla delle dot-com è un errore. Sebbene l'era della bolla delle dot-com sia il momento in cui il termine è diventato così popolare, le prime start up hanno origini più antiche.

Abbiamo già definito, in un precedente articolo, cos’è una start up e perché ha successo e, soprattutto, quali aziende possiamo definire realmente delle start up: sapendo che possiamo definire una startup come una tech company facilmente scalabile e che punta a una rapida crescita, possiamo agevolmente individuare le origini del fenomeno start up e le prime start up della storia.

Origini delle start up: la storia di General Electric

Una delle aziende che possiamo, a pieno titolo, considerare tra le prime start up al mondo è la società General Electric, ad oggi conosciuta come GE; ovviamente, essendo ormai diventata un’azienda enorme, con un fatturato miliardario, la sua fase da start up può considerarsi pienamente superata.

Ma probabilmente non tutti sanno che la GE ha iniziato come qualunque altra start up. Soltanto col tempo è riuscita ad imporsi ed a diventare una delle più grandi e diversificate aziende al mondo. I suoi prodotti includono apparecchiature elettriche ed elettroniche, motori aeronautici e servizi finanziari.

Della storia della General Electric, definendola come una start up, ne ha parlato anche Medium.com in un articolo, sul quale leggiamo che:

GE è cresciuta fino a diventare una delle organizzazioni aziendali più grandi e influenti a livello globale, con un fatturato lordo di oltre 119 miliardi di dollari nel 2016”. 

La società è stata costituita nel 1892, dalle ceneri della Edison General Electric Company (fondata da Thomas Edison per commercializzare la sua lampadina a incandescenza) e di altre società elettriche.

La società è riuscita a passare, da un piccolo laboratorio in cui i prodotti venivano sviluppati da scienziati interni, ad una azienda di dimensioni colossali, che oggi produce una delle più grandi linee di beni di consumo elettrici al mondo e, attraverso i suoi marchi di elettrodomestici General Electric e Hotpoint, è diventata un top seller di vari tipi di elettrodomestici.

Come nascono le start up? Il ruolo della Silicon Valley

Ovviamente, non si poteva, nei primi anni del Novecento, parlare propriamente di start up: il termine, all’epoca, non era ancora neppure stato coniato. Ma la storia della General Electric ci mostra che le aziende innovative destinate ad accrescersi e raggiungere dimensioni colossali esistono da moltissimo tempo.

Ad ogni modo, è più frequente rintracciare le origini delle start up con l'ascesa della Silicon Valley

In effetti, anche startupmag.it sembra essere di questo avviso quando afferma:

Tutte le grandi rivoluzioni tecnologiche sono partite proprio da Silicon Valley, sin dagli anni ’50. Infatti qui sono nati i primi transistor, i microchip, per poi via via assistere alla nascita dei personal computer con i loro sistemi operativi, i software, la rete internet, i social network, il cloud”.

Non è dunque un caso che la maggior parte dei colossi della tecnologia (Facebook, Google ed Apple, solo per citarne alcuni) abbiano sede proprio lì.

Il termine Silicon Valley è stato coniato per la prima volta nel 1971 da una rivista chiamata Electronic News, per riferirsi alla zona della California settentrionale (nello specifico, la parte meridionale della San Francisco Bay Area), dove si localizzavano la maggior parte delle aziende della zona che producevano semiconduttori: dato che l’ingrediente principale usato per la produzione era proprio il silicio, venne coniato questo termine.

A partire dagli Anni Ottanta, poi, il termine Silicon Valley è stato esteso ed utilizzato per indicare l'intera area che comprende le aree di Palo Alto (dove troviamo Tesla), Cupertino (il cuore delle industrie Apple), Mountain View (sede ufficiale di Google), Menlo Park (dove troviamo il quartier generale di Facebook).

È proprio questa enorme concentrazione di società altamente tecnologiche nell’area della Silicon Valley ad aver avuto un enorme impatto sullo sviluppo tecnologico del mondo dagli anni '70

Start up innovative: perché le origini si riscontano proprio nella Silicon Valley?

Ma cosa rende Silicon Valley un terreno così fertile da dare i natali a quelle che un tempo furono start up di successo e che oggi annoveriamo tra le aziende più grandi (e profittevoli) del mondo?

Secondo startupmag.it, tre sono le condizioni che rendono la Silicon Valley un luogo favorevole per le start up:

  • innovazione
  • cultura
  • capitali

Per quanto riguarda l’innovazione, sappiamo che l’area è specializzata nelle nuove tecnologie e nell’AI, oltre che in tecnologia sostenibile e in blockchain.

Inoltre, da non sottovalutare il fattore cultura: nell’area troviamo la famosa Università di Stanford, tra le più celebri in America (e nel mondo). Inoltre, la Silicon Valley è capace di attrarre ogni anno i migliori cervelli al mondo, che apportano le loro competenze e contribuiscono alle nuove innovazioni.

L’ultimo elemento che ha fatto la fortuna della Silicon Valley è la disponibilità di capitali, senza i quali nessuna start up può assolutamente partire: l’high tech, infatti, si paga a caro prezzo; non basta avere una buona idea, c’è anche bisogno di fondi per svilupparla.

Appurato che la Silicon Valley ha svolto, e tuttora svolge, un ruolo fondamentale nella vita delle start up, non possiamo dimenticare inoltre che è da qui che ha origine la bolla dot-com, che vanta un ruolo di punta nell’origine del fenomeno start up.

La bolla dot-com e le start up Anni Novanta

Il fenomeno delle start up nell'area ha avuto il suo culmine alla fine degli anni Novanta, quando è subentrato il boom delle aziende definite come dot-com, ossia quelle aziende che sviluppano il proprio business utilizzando il web. 

La fiducia nella tecnologia e nella possibilità di Internet, all’epoca, era però talmente elevata che numerose aziende vennero fondate basandosi su Internet e questo, di conseguenza, ha aumentato a dismisura il valore in borsa di tali aziende.

In pratica, i prezzi delle azioni delle dot-come sono aumentati notevolmente, attirando sempre più investitori, i cui investimenti hanno a loro volta incoraggiato altre società. Si è trattato di un boom di dimensioni enormi, tanto da portare, in tantissimi casi, all’aumento dei prezzi di azioni di società neonate, solamente perché contenevano nel loro nome il prefisso "e-" o il suffisso ".com".

Le cose sono sfuggite di mano e la bolla dot-com è scoppiata, causando uno dei più grandi crolli dell'economia globale negli ultimi decenni.

Ma questo periodo ha avuto un ruolo di fondamentale importanza per la storia e l’origine del successo delle start up.

Possiamo infatti rintracciare la nascita della stragrande maggioranza delle startup di successo proprio in questo periodo, ed è questo il momento storico in cui il termine start up ha non solo iniziato a diffondersi, ma anche acquisito l’accezione odierna.

Insomma, anche se la bolla dot.com ha mostrato che una idea non ha valore solo perché è su Internet, la fede nelle aziende digitali non si è affatto spenta.

Il fenomeno start up dagli Anni 2000 ad oggi

Superata la bolla dot-com, dunque, le start up si sono avviate al loro periodo d’oro, sviluppandosi dagli Anni 2000 fino ad arrivare al successo che molte di loro hanno ai nostri giorni.

Nonostante sia stato causa della bolla economica, infatti, Internet, coniugato sapientemente alle moderne tecnologie, ha fornito opportunità di business e di crescita a moltissime aziende, a patto che esse avessero alla base un’idea vincente.

Questo è ciò che, in pratica, ha permesso ad aziende come Google, Facebook e Uber di crescere nel giro di pochissimo tempo e di trasformarsi, nel giro di un ventennio, in colossi da miliardi di dollari; è bene ricordare, infatti, che la maggior parte di queste aziende, fino a pochi decenni fa, non esistevano neppure.

Le aziende tecnologiche e innovative hanno scosso molti settori e, in molti casi, hanno cambiato il mondo.

Negli ultimi decessi, il fenomeno delle start up si è poi diffuso dagli Stati Uniti al resto del mondo, con centri di crescita in Europa e Asia. 

Inoltre, di recente, anche in molti Paese in via di sviluppo si sono diffusi incubatori e acceleratori, consentendo così un terreno fertile per la crescita di nuovi tipi di idee imprenditoriali.

Insomma, anche se gli Anni Settanta e Novanta hanno di certo dato un enorme spinta al successo delle start up, dalle origini al loro successo le cose sono parecchio cambiate.

Le start up sono riuscite a sopravvivere a ben due crisi economiche di grande portata (la già discussa bolla delle dot-com, ma anche il crollo finanziario del 2008).

Il segreto? L’innovazione.

È grazie all'innovazione che, ad esempio a partire dal primo decennio del 2000, i fondatori delle maggiori start up si sono resi conto che, dal pc, gli utenti stavano passando all’utilizzo degli smartphone: per essere competitivo, chi contava sull’utilizzo del web avrebbe dovuto ottimizzare i proprio prodotti per l’utilizzo su dispositivi mobili.

Una delle ragioni del successo, fin dalle origini del fenomeno start up, è legato alla capacità di queste aziende di innovarsi e di colmare le eventuali lacune sul mercato, offrendo soluzioni e prodotti che i concorrenti non hanno la capacità di offrire.