Uno tsunami di liquidità senza precedenti, ennesimo effetto collaterale della pandemia di coronavirus, si è riversato sul settore degli exchange traded fund (Etf, fondi d'investimento quotati in Borsa) spingendo gli asset manager a lanciare nuove strategie di trading che però, nota MarketWatch, dovranno confrontarsi con le prossime tendenze in arrivo sui mercati azionari. Mercati che, allo stato attuale, sono appesi alle decisioni della Federal Reserve (Fed): 14 e 15 dicembre si riunisce il Federal Open Market Committee (Fomc, la commissione della Fed che si occupa di politiche monetarie) e le attese sono per un'accelerazione nel tapering e quindi di un sempre più vicino ritorno a una politica di aumento dei tassi d'interesse. Comunque vada il 2021 verrà ricordato come un anno record per gli Etf che a fine novembre sorpassano 1.000 miliardi di dollari di flussi.

Per la prima volta flussi in Etf sorpassano quota 1.000 miliardi

Non era mai accaduto. Secondo i dati di Morning Star, citati sempre da MarketWatch, i 1.000 miliardi di dollari già toccati quest'anno si confrontano con i 735,7 miliardi dell'intero 2020. E questo tsunami, complice la crescita dei listini azionari, ha portato il gestito globale negli Etf a quasi 9.500 miliardi di dollari, quasi il doppio del 2018. La maggiore parte di questo denaro è andato su fondi Usa a basso costo che seguono gli indici gestiti da Vanguard Group, BlackRock e State Street (i tre istituti insieme gestiscono oltre due terzi del mercato in Usa). Un successo che gli analisti attribuiscono alla crescita dei mercati (l'S&P 500 ha guadagnato oltre il 27% nel 2021) ma anche alla mancanza di alternative ad alto rendimento.

Liquidità e crescita mercati azionari sostengono flussi su Etf

Un successo che però ha costretto anche gli asset manager a cercare fondi con temi ristretti, nel tentativo di trovare una nicchia non ancora occupata dai colossi del settore. VanEck, per esempio, a inizio dicembre ha lanciato un Etf focalizzato sull'industria alimentare. Non solo, come ricorda il Wall Street Journal società come Dimensional Fund Advisors hanno convertito i fondi comuni d'investimento in Etf attivi mentre i gruppi di maggiori dimensioni hanno lanciato Etf che imitano i fondi comuni più diffusi, come Magellan o Blue Chip Growth di Fidelity Investments. "Dovremmo avere una larga offerta di Etf che si affianchi a un'ampia proposta fondi comuni", ha sottolineato Gerard O'Reilly, co-chief executive di Dimensional.

Molti piccoli Etf sono però a rischio chiusura nei prossimi anni

I 20 Etf a crescita più rapida, in gran parte gestiti da Vanguard e BlackRock, hanno assorbito quasi il 40% di tutti i flussi registrati nel 2021, addebitando una commissione media inferiore a 0,10 punti percentuali. Molti Etf attivi, nota ancora il Wall Street Journal, rimangono relativamente piccoli e addebitano commissioni più elevate rispetto a quelli passivi. Il che rende molti nuovi prodotti a rischio di chiusura nei prossimi anni. Gli Etf di solito necessitano tra 50 milioni e 100 milioni di dollari entro cinque anni dal lancio per diventare redditizi. Sotto tale soglia finiscono per chiudere. Dei quasi 600 Etf attivi in Usa, i tre quinti hanno meno di 100 milioni di dollari di asset, secondo i dati di FactSet. E più della metà sono sotto i 50 milioni di dollari. (Raffaele Rovati)