Il Moat ha premiato quegli investitori che non hanno voluto tradire l’equity neanche durante la fase di mercato ribassista. Dai minimi toccati il 16 giugno scorso dai listini di Wall Street, le azioni americane a cui gli analisti di Morningstar riconoscono una posizione di vantaggio competitivo hanno fatto meglio di quelle senza Moat.

Dal 16 giugno al 15 agosto 2022, le aziende con un Economic moat nella misura di Medio (ovvero quelle con un vantaggio competitivo che i nostri analisti prevedono le aiuterà a tenere a bada la concorrenza e a guadagnare rendimenti del capitale elevati per un massimo di 10 anni) hanno guadagnato il 14,9% (in dollari), come misurato dall'indice Morningstar Narrow Moat, sovraperformando quelle con Moat Ampio (società con vantaggi competitivi che dovrebbero durare per 20 anni o più), che nello stesso periodo si sono fermate a +13,6%, e quelle con Moat Assente (+13,1%).

Figura 1: Performance a confronto

“Per periodi di tempo così limitati, la differenza in termini di performance tra le tre tipologie di azioni non è una questione di Moat, ovvero di posizionamento delle aziende all’interno del loro contesto competitivo, ma dipende dal peso di alcuni settori o titoli all’interno dell’indice”, dice Andrew Lane Morningstar’s director of equity research for index strategies. “Il risultato dell’indice Wide Moat, ad esempio, è fortemente legato all’andamento delle Big del settore tecnologia che hanno un peso predominante sulla capitalizzazione di mercato del paniere”.

Figura 2: Chi ha contribuito alla performance dei titoli con Economic moat

Storicamente, le società con un Moat hanno sovraperformato il mercato nel lungo termine. Se allarghiamo l’orizzonte temporale di osservazione notiamo come l'indice Morningstar Wide Moat sia salito del 95,5%, mentre la crescita del mercato americano nel suo complesso si è fermata a +86,8%. Nello stesso intervallo di tempo, l'indice Wide Moat ha sovraperformato il benchmark composto da titoli senza Economic moat di 24 punti percentuali. Inoltre, dicono gli analisti, l’attuale contesto economico giocherebbe a loro favore.

"Se l'inflazione rimane elevata, i titoli con Moat Ampio sono meglio posizionati per resistere alle turbolenze del mercato rispetto a quelli che non hanno Moat. Le aziende con un forte vantaggio competitivo sono generalmente in grado di trasferire i costi dell'inflazione in modo più efficace e questa loro qualità li aiuta a sostenere margini di profitto e flussi di cassa superiori alla media del settore", aggiunge Lane.

Figura 3: Analisi delle performance a 5 anni

Le valutazioni di mercato degli indici

Anche le diverse valutazioni di mercato dei due indici dipendono da quanto alcune stock pesano sulla capitalizzazione di mercato complessiva. Al momento, i titoli del paniere che compongono l’indice Morningstar Wide Moat sono sottovalutati, mentre le valutazioni dell’indice Morningstar Narrow Moat sono largamente superiori a quelle del fair value. Nel periodo dal 16 giugno al 15 agosto 2022, Apple e Tesla, che insieme pesano per il 20% della market cap del benchmark, hanno nettamente sovraperformato il mercato americano registrando guadagni rispettivamente del 28,1% e del 32,8% (in dollari) e ora sono scambiati con premi rispettivamente del 25% e del 12% rispetto ai loro fair value (dati al 26 agosto 2022). Al contrario, Microsoft, Amazon e Alphabet, che insieme rappresentano il 21% circa della capitalizzazione di Borsa dell’indice Morningstar Wide Moat, sono scambiati rispettivamente a un rapporto Prezzo/Fair value di 0,76, 0,68 e 0,65 (dati al 26 agosto 2022).

Di Francesco Lavecchia