In agosto, gli investitori hanno immesso 61,6 miliardi di euro nei fondi a lungo termine domiciliati in Europa, quasi 10 miliardi in meno rispetto al mese precedente. Ciò è dovuto principalmente al rallentamento della domanda di prodotti obbligazionari, che hanno attirato 24,1 miliardi (8,4 miliardi di euro in meno rispetto a luglio). I deflussi dai fondi obbligazionari governativi in sterline, insieme ai prodotti obbligazionari a scadenza fissa e agli obbligazionari globali dei mercati emergenti in valuta locale, sono stati quelli che hanno pesato di più.

I flussi verso i comparti azionari hanno quasi raggiunto i 22 miliardi di euro, più o meno in linea con quanto visto da maggio. La maggior parte del denaro è stato inviato alle categorie globali large-cap blend e globali large-cap growth, nonché ai fondi azionari sui mercati emergenti.

Allo stesso tempo, i comparti sulle materie prime hanno incassato 510 milioni di euro. Un risultato in gran parte attribuibile agli afflussi verso i prodotti legati ai metalli preziosi (principalmente ETC sull’oro – 512 milioni di euro) e ai fondi esposti a un paniere diversificato di commodity (207 milioni di euro). I fondi energetici, invece, hanno visto 134 milioni di riscatti netti, segnando il loro 15° mese consecutivo di deflussi.

I fondi bilanciati hanno goduto di un altro mese positivo (13,3 miliardi di afflussi netti); i fondi bilanciati moderati globali in euro sono stati i principali beneficiari, con 3,5 miliardi raccolti in agosto.

I fondi alternativi sono riusciti a rimanere in territorio positivo per il settimo mese consecutivo, incassando 1,4 miliardi di euro. Una svolta impressionante per una categoria che aveva segnato solo due mesi di raccolta positiva sui 29 precedenti. Infine, i fondi del mercato monetario hanno registrato una raccolta netta di 13,8 miliardi.

Il patrimonio dei fondi a lungo termine domiciliati in Europa è salito a 11.970 miliardi di euro al 31 agosto, in crescita rispetto agli 11.688 miliardi al 31 luglio. Ciò ha segnato un nuovo record per l'industria europea.

L’onda sostenibile

Il 10 marzo scorso è entrata in vigore la Sustainable Finance Disclosures Regulation dell'Unione europea, o SFDR, che richiede per la prima volta che i gestori patrimoniali forniscano informazioni sui rischi ambientali, sociali e di governance dei loro investimenti. Da allora, le società di gestione hanno aggiornato le proprie strategie e lanciato delle nuove che soddisfano i requisiti dell’articolo 8 o dell’articolo 9. Per esempio, a maggio J.P. Morgan ha spostato 55 fondi dall’articolo 6 all’articolo 8. Su 210 fondi lanciati nel secondo trimestre sui quali Morningstar ha esaminato le informative SFDR, il 48% è stato classificato come articolo 8 o  9. Di conseguenza, dal 34% di oggi, prevediamo che i fondi di questo tipo potrebbero raggiungere il 50% del patrimonio complessivo europeo entro i prossimi 12 mesi.

Dal punto di vista della crescita organica, i fondi classificati come articoli 8 e 9 mostrano negli ultimi due mesi dei tassi nettamenti più alti, rispettivamente del 2,15% e del 3,65%. Nello stesso periodo, i fondi non considerati articolo 8 o articolo 9 hanno avuto tassi di crescita organica medi che vanno dallo 0,37% allo 0,52%.

Attivi Vs Passivi

I fondi indicizzati a lungo termine hanno registrato una raccolta netta pari a 13,8 miliardi di euro ad agosto contro i 47,8 miliardi raccolti dai fondi a gestione attiva (la tabella sottostante include solo i dati per le principali asset class).

Dal lato attivo, i fondi obbligazionari hanno registrato la domanda più elevata (18,8 miliardi). Seguono i fondi azionari gestiti attivamente, con 14 miliardi di afflussi netti.

Dal lato passivo, i fondi indicizzati azionari hanno incassato 7,8 miliardi, mentre i fondi passivi obbligazionari hanno attirato 5,3 miliardi.

Il mercato dei fondi indicizzati europei a lungo termine è salito al 21,23% del totale al 31 agosto 2021, dal 19,98% di un anno prima. Includendo i fondi monetari, che sono di dominio dei gestori attivi, la quota di mercato dei fondi passivi si attesta al 18,92% a fine agosto, contro il 17,34% di 12 mesi prima.

Di Valerio Baselli