L’invasione dell’Ucraina da parte delle forze russe e la possibile escalation del conflitto, le crescenti preoccupazioni su una ripresa economica più lenta del previsto e la forte pressione inflazionistica hanno reso gli investitori particolarmente cauti. I fondi a lungo termine domiciliati in Europa hanno perso in deflussi 1,6 miliardi di euro a marzo, il peggior risultato mensile in termini di raccolta degli ultimi due anni. Ciò è dovuto principalmente ai forti riscatti dai prodotti a reddito fisso e azionari.

I fondi azionari hanno segnato 4,3 miliardi di euro di riscatti netti a marzo 2022, segnando il primo mese di negativo da marzo 2020. I fondi azionari europei sono stati il principale detrattore, così come il settore dei servizi finanziari e i fondi azionari giapponesi. È stata una storia unilaterale, con i prodotti a gestione attiva responsabili della totalità dei riscatti.

Con 4,6 miliardi di euro di prelievi netti, i fondi obbligazionari hanno registrato il terzo mese consecutivo di deflussi. Il primo trimestre dell'anno ha visto 28,5 miliardi volare via dalla finestra, segnando una brusca inversione di tendenza per il mercato obbligazionario, causata principalmente dalla stretta della politica monetaria e dall'aumento dei tassi di interesse. Se escludiamo il primo trimestre del 2020 (81,6 miliardi di euro di deflussi netti), dobbiamo tornare indietro fino al quarto trimestre 2018 per trovare un trimestre peggiore. La maggior parte di questi riscatti è arrivata dai fondi obbligazionari flessibili globali, da quelli esposti alle obbligazioni cinesi in renminbi e dai fondi obbligazionari globali con copertura in euro. Come per i fondi azionari, i riscatti sono interamente attribuibili alle strategie attive.

I fondi esposti alle materie prime hanno avuto un mese molto positivo (3,3 miliardi di euro di raccolta netta). Ciò è dovuto principalmente ai 4,3 miliardi che riversati nei prodotti focalizzati sui metalli preziosi – per la maggior parte si tratta di ETC sull’oro – segnando il miglior mese di sempre in termini di flussi per questa categoria.

Infine, dopo essere diminuito in febbraio, il patrimonio dei fondi a lungo termine domiciliati in Europa è salito a 11.749 miliardi di euro a fine marzo da 11.639 miliardi del 28 febbraio.

Gestione attiva Vs gestione passiva

I fondi indicizzati a lungo termine hanno registrato afflussi per 16,1 miliardi di euro a marzo, contro i 17,3 miliardi di deflussi netti dei fondi a gestione attiva. Sul versante attivo, i fondi bilanciati hanno goduto della maggiore domanda, raccogliendo 4 miliardi. I fondi indicizzati azionari hanno attirato 5,8 miliardi, mentre i fondi passivi obbligazionari hanno raccolto 7,6 miliardi. I fondi obbligazionari a gestione attiva hanno vissuto il terzo peggior trimestre in termini di flussi dell'ultimo decennio, con 40,8 miliardi di euro persi per strada.

La quota di mercato dei fondi passivi a lungo termine è salita al 22,58% a marzo 2022 dal 20,58% di marzo 2021. Se si includono i fondi monetari, che sono di dominio dei gestori attivi, la quota di mercato degli indicizzati si attesta al 20,19%, dal 18,21% di 12 mesi prima.

L’onda sostenibile

Gli investitori hanno continuato a versare denaro nei fondi “dark green” (verde scuro), cioè quei comparti che rientrano nell’ambito dell’articolo 9 del regolamento europeo SFDR. D’altra parte, i fondi considerati come articolo 8 (detti anche fondi “verde chiaro”) hanno perso 14 miliardi di euro a marzo.

Di Valerio Baselli