I fondi a lungo termine domiciliati in Europa hanno attirato 83,6 miliardi di euro in aprile, quasi 23 miliardi in più rispetto al mese precedente. Ciò è principalmente riconducible alla forte richiesta di prodotti a reddito fisso, i quali hanno incassato 29,4 miliardi. La maggior parte dei flussi ha interessato i segmenti più rischiosi dello spazio obbligazionario, come i fondi globali ad alto rendimento, le obbligazioni societarie in euro e i fondi obbligazionari dei mercati emergenti, nonché i comparti di tipo ABS e MBS (Asset-backed securities  e Mortgage-backed securities), cioè composti da obbligazioni garantite da crediti e ipoteche.

I flussi verso i fondi azionari, invece, sono scesi a 38 miliardi di euro dai 47,3 miliardi di marzo, segnando il livello più basso degli ultimi sei mesi seppur mantenendo un passo notevole: aprile ha infatti segnato il settimo mese più positivo in termini di flussi netti nell’ultimo decennio. I settori ciclici e le categorie value hanno continuato a beneficiare di questa tendenza.

Allo stesso tempo, i fondi esposti alle materie prime hanno attirato 963 milioni di euro, spinti dalle rinnovate paure inflazionistiche. I fondi esposti ai metalli preziosi (principalmente Exchange-traded commodity sull’oro) sono tornati in territorio positivo dopo due mesi di deflussi, con 380 milioni di euro di sottoscrizioni nette.

I comparti bilanciati hanno goduto del secondo più alto afflusso mensile da febbraio 2018, mentre i fondi alternativi sono tornati in zona verde, incassando 2,2 miliardi. Questa asset class ha avuto solo sette mesi positivi negli ultimi tre anni. Infine, i fondi del mercato monetario hanno visto afflussi netti per 8,1 miliardi di euro.

Il patrimonio dei fondi a lungo termine domiciliati in Europa è salito a 11.163 miliardi di euro dai 10.952 miliardi a 30 marzo 2021. Ciò ha segnato un nuovo record storico per l’industria europea.

Di Valerio Baselli