I viaggi, dicono gli operatori di Borsa, riprenderanno. E con il crescere degli spostamenti, aggiungono gli analisti di Morningstar, arriverà un rimbalzo dei titoli delle società alberghiere.

Guardando ai grafici, sulla ripresa del settore Travel gli investitori sembrano non avere dubbi visto che da tempo ci stanno puntando. L’indice Morningstar Travel Services da inizio anno (fino al primo aprile e calcolato in euro) ha guadagnato il 18,6%, che si aggiunge al +8,5% segnato nel 2020 (il paniere Global markets da gennaio ha segnato +10%).

Indice Morningstar Travel Services e Global markets a confronto

Dati in euro aggiornati al primo aprile 2021

Base: 10.000 euro

Fonte: Morningstar Direct

"Non crediamo che la pandemia rappresenti una minaccia di lungo termine per l'industria alberghiera”, dice Dan Wasiolek, Senior equity analyst di Morningstar. “Le nostre previsioni dicono che ci sarà un pieno recupero dei ricavi per camera (revenue per available room, un metodo di calcolo della profittabilità degli alberghi, Ndr) entro il 2023. In alcune aree del mondo abbiamo già visto che la pandemia non ha smorzato la voglia di andare in albergo e pensiamo che questo fenomeno possa continuare".

La forza del marchio

Questo non significa che tutte le catene alberghiere vedranno un pieno recupero dell’attività. “A riprendersi saranno soprattutto le società che hanno un forte vantaggio competitivo (Economic moat)”, spiega l’analista. “In questo settore l’Economic moat è dato soprattutto da un elemento intangibile come la forza del marchio che, spesso, è alimentato da buoni programmi di fidelizzazione dei clienti”.

Tutto questo va unito a un altro fattore alla base dell’Economic moat: lo switching cost (il prezzo in più che i clienti potrebbero pagare se si rivolgessero a un’altra struttura).

"Il vantaggio competitivo immateriale del marchio di un albergo è un fattore che richiede tempo e denaro per essere sviluppato", spiega Wasiolek. "Un operatore alberghiero che ha appena iniziato a lavorare deve autofinanziarsi per sviluppare e far conoscere il suo nome. In una situazione del genere non è escluso che le catene di medie dimensioni possano cercare di unirsi ai grandi player del mercato”.

Gli operatori del settore, in ogni caso, dovranno abituarsi a uno scenario diverso rispetto al periodo pre-Covid. “Il forte utilizzo delle videoconferenze che abbiamo visto durante la pandemia potrebbe durare e, nel lungo periodo, far diminuire la necessità  di effettuare viaggi d’affari con la conseguente perdita, per gli alberghi, della clientela business”, dice Wasiolek. "In futuro si potrebbe assistere alla crescita di una clientela che cercherà di unire, nello stesso spostamento, il viaggio d’affari con quello di piacere. Questo andrà a vantaggio di quegli operatori alberghieri che sapranno offrire un ambiente di lavoro confortevole a una location piacevole".

Di Marco Caprotti