I fondi specializzati sui singoli paesi hanno iniziato a correre. Ma, avvertono gli analisti di Morningstar, puntare sui prodotti specializzati su un singolo stato potrebbe dare una esposizione ad altre aree geografiche, rischiando di sbilanciare il portafoglio.  Senza contare che, in generale, sono strumenti da maneggiare con cautela.

Guardando la classifica delle 10 migliori categorie Morningstar in cui sono raccolte le diverse strategie di investimento si nota come nell’ultimo mese (fino al 19 giugno e in euro) a farla da padroni siano stati gli strumenti specializzati sui singoli stati.

Andamento categorie Morningstar fondi paese

“L’interesse per i fondi paese (detti anche country tracker fund) è un elemento che ci preoccupa sempre”, spiega William Samuel Rocco, Senior manager research analyst di Morningstar. “Spesso vengono utilizzati per seguire temi che, in un determinato momento, sono considerati caldi. E questo è sempre un atteggiamento pericoloso. Abbiamo scoperto che non sempre gli investitori percepiscono quanto possano essere rischiosi o come usarli in maniera efficace”.

Questi strumenti, insomma, hanno senso solo per determinati tipi di investitori. “Ad esempio quelli che vogliono costruirsi un portafoglio diversificato a livello geografico”, dice Rocco. “Oppure quelli che si rendono conto di avere una esposizione troppo bassa a un determinato mercato”.

Puntare su una specifica country, tuttavia non garantisce sempre una reale esposizione a quel paese. Lo si nota guardando la revenue exposure (in pratica, dove le aziende realizzano i loro profitti) dei titoli che fanno parte di un determinato paniere.

Chi possiede un fondo azionario UK small cap, ad esempio, in realtà si sta mettendo in portafoglio aziende le cui fortune dipendono in parte (quasi il 20%, mediamente) dal business che riescono a produrre negli Stati Uniti.

“Gli indici borsistici dei mercati nazionali sono spesso citati come barometri della salute economica dei rispettivi paesi”, spiega Dan Lefkovitz, strategist di Morningstar Indexes Group. “Tuttavia, occorre ricordare che la Borsa e l'economia reale sono cose molto diverse. Un mercato azionario è una raccolta di singole società, le cui fortune sono modellate da forze macro e microeconomiche, fondamentali e tecniche, nazionali ed estere. Nell'odierna economia globalizzata, il luogo in cui una società è domiciliata o quotata potrebbe essere indifferente rispetto alla propria attività”.

Attenti al country bias

Un errore che si fa spesso con i fondi dedicati ai singoli paesi è quello di acquistare uno strumento (o un asset) dedicato a un’area geografica che si conosce bene (in finanza questo comportamento viene definito country bias). “Prima dell'arrivo di Internet gli investitori avevano poche informazioni sulle società che erano fuori dai loro confini domestici. Per questo era naturale, soprattutto per i più prudenti, acquistare titoli di cui avevano molte informazioni”, spiega Iam Tam, Director della Investment Research di Morningstar. “Questo portava a una sovraesposizione alle azioni del proprio paese. Oggi gli investitori hanno molte più informazioni, ma il comportamento è lo stesso. Chi si muove in Borsa spesso cerca informazioni sul proprio mercato locale, per non uscire dalla comfort zone. E’ un atteggiamento comprensibile ma, dal punto di vista della diversificazione e del rendimento, rischia di essere penalizzante”.

Di Marco Caprotti