Start up: questo termine, oggigiorno, lo sentiamo spesso. Ma cos’è una start up? Non tutti coloro che conoscono il vocabolo saranno in grado di darne una definizione semplice ed esaustiva.

Il termine start up sta guadagnando sempre più popolarità, in quanto molte persone hanno acquisito interesse a nell'imprenditoria ed hanno deciso di creare la propria impresa; questa tendenza ha causato la diffusione di questa parola anche nel nostro Paese.

Ma, sebbene la maggior parte delle persone senta parlare quotidianamente di questa realtà, la definizione di "start up" è estremamente ampia e molto poco chiara.

Quindi cos'è una start up?

Cosa significa avviarne una?

E perché questo tipo di impresa sembra avere moltissimo successo?

Cerchiamo di chiarire alcuni dei dubbi più comuni legati al mondo delle start up: quando avrai finito di leggere questo articolo, sarai in grado di definire cosa si intende quando si parla di “start up”.

Cos’è una start up? La parola agli esperti

"Una start up è un'istituzione umana progettata per creare un nuovo prodotto o servizio in condizioni di estrema incertezza".

Questa la definizione di Eric Ries, imprenditore, blogger e autore americano, nonché inventore del metodo Lean Startup.

Altra definizione molto popolare, che ci permette di cogliere a fondo l’essenza della start up è quella di Steve Blank, secondo cui una start up è

“un’organizzazione temporanea in cerca di un business model replicabile e scalabile”.

Anche il co-fondatore e CEO di Startups.com Wil Schroter ha fornito una propria definizione di start up, definendola come:

"l'incarnazione vivente del sogno di un fondatore. Rappresenta il viaggio dal concetto alla realtà. È una delle poche volte in cui puoi prendere qualcosa che è solo un sogno e trasformarlo in realtà, non solo per te stesso, ma per il mondo intero".

Come notiamo, nè Ries, né Blank, né Schroter utilizzano il termine “azienda” per riferirsi alla start up; Ries, in particolare, preferisce utilizzare il termine “istituzione”, mentre Blank la definisce come “organizzazione temporanea”.

Quindi il primo interrogativo che dovremmo porci è probabilmente il seguente: ma la start up è anche un’azienda?

La risposta è affermativa.

Una start up (termine che possiamo trovare trascritto in molti modi differenti: start-up, o anche startup) è un'azienda; nello specifico, un’azienda che si trova nelle prime fasi del suo sviluppo. Per sua natura, la tipica start up tende ad essere un’impresa che inizialmente è a basso costo, il cui finanziamento, la maggior parte delle volte, parte dai soli fondatori.

Generalmente si tratta di un’iniziativa imprenditoriale avviata da un gruppo ristretto di fondatori (di solito da uno a tre), che si propongono di capitalizzare una domanda di mercato, alla quale rispondere sviluppando un prodotto, un servizio o, talvolta, una piattaforma.

Le startup sono dunque giovani aziende fondate per sviluppare un prodotto o servizio unico, portarlo sul mercato e renderlo irresistibile e insostituibile per i clienti.

Esempi di start up di successo che tutti conosciamo?

Facebook, Amazon, Netflix e Google sono state, ai tempi della loro fondazione, delle start up. Per poi riuscire ad evolversi in alcune delle più grandi aziende al mondo.

Caratteristiche di una start up: la temporaneità

Ma cos’è che rende un’azienda una start up, differenziando quindi questo tipo di organizzazione da tutte le altre imprese? E, soprattutto, come fa una start up di piccole dimensioni a trasformarsi in un colosso di successo globale, come le sopracitate aziende?

Tutto ciò è possibile, perché la crescita è un fattore imprescindibile per un’azienda che si possa definire come start up.

Ma facciamo un passo indietro e andiamo per ordine.

Una start up, per essere definita come tale, possiede determinate caratteristiche, senza le quali non possiamo assolutamente parlare di start up. Le caratteristiche che rendono tale una start up, secondo Startup Geeks, sono essenzialmente quattro: temporaneità, scalabilità, replicabilità del modello di business, innovazione intrinseca (di processo o di prodotto).

Una caratteristica su cui la maggior parte delle persone sembra essere d'accordo per la definizione di start up è la temporaneità.

Una start up, infatti, pone particolare attenzione alla propria crescita, in quanto si tratta di un progetto nella sua fase iniziale: questa fase non è destinata a durare per sempre.

Per dirlo in altre parole, ad un certo punto la start up, se ha svolto bene il proprio lavoro, da piccolo progetto dovrà trasformarsi in grande impresa: la fase start up è solo iniziale e temporanea.

Le piccole imprese possono essere felici di rimanere piccole imprese per sempre, ma una start up non nasce per rimanere di piccole dimensioni. Quindi la start up, in fase iniziale, può avere la configurazione di piccola impresa, ma in futuro sarà destinata alla crescita.

Attenzione, però: questo non significa affatto che tutte le piccole imprese siano start up, anzi.

Ciò che differenzia una start up da una piccola impresa “canonica” è proprio questo: la start up è un’azienda che ha l’obiettivo di crescere, mentre una piccola impresa rimarrà tale.

Start up e modello di business scalabile

La seconda caratteristica che deve sussistere per poter parlare di start up è quella della scalabilità del suo modello di business. Per poter comprendere cosa significa con esattezza modello di business scalabile, possiamo rifarci alle parole di creazioneimpresa.net, secondo cui con business scalabile:

“si intende un business che può aumentare le sue dimensioni – e quindi i suoi clienti e il suo volume d’affari – in modo anche esponenziale senza un impiego di risorse proporzionali.”.

Una start up, per essere tale, deve iniziare con un'idea innovativa e adottare un modello di business redditizio, che può crescere rapidamente senza intoppi

Questo modello permetterà alla start up l'ingresso nel grande mercato e la creazione di una nicchia per i prodotti e/o servizi che propone. 

Anche in questo caso, le startup scalabili differiscono notevolmente dalle piccole imprese; una start up inizia infatti in piccolo, ma la sua crescita sarà rapida e avverrà in un breve periodo: il suo fine ultimo è quello di dominare il mercato di riferimento; la piccola impresa, invece, resta tale nel tempo.

Replicabilità del modello di business della start up

Terza caratteristica che rende tale una start up è la replicabilità del suo modello di business; continua ancora creazioneimpresa.net:

“Per business model ‘replicabile’ si intende un modello che può essere ripetuto in diversi luoghi e in diversi periodi senza essere rivoluzionato e solo apportando piccole modifiche.”

La replicabilità di un modello di business si riferisce alla capacità del prodotto o servizio di essere replicato, venduto e consegnato, indipendentemente dal luogo e per lungo periodo di tempo; la start up, in concreto, dovrà proporre un prodotto o servizio destinato ad un enorme numero di clienti, che si adatti loro senza necessità di apportare alcuna modifica al prodotto o servizio stesso.

Start up: cos'è l'innovazione intrinseca

Ultima (per ordine, ma non per importanza) caratteristica che una start up deve possedere per essere considerata tale è l’innovazione.

Una start up, infatti, deve possedere almeno un elemento che la renda differente dalla concorrenza, per ottenere un vantaggio competitivo sul mercato.

È l'innovazione che svolge il ruolo fondamentale al futuro successo della start up: questa tipologia di azienda viene infatti avviata dal suo team fondatore grazie ad un’idea iniziale rappresentata da un problema, che andrà risolto; in questo, la start up ha un enorme potenziale, quello di stabilire un business che sarà significativo.

La start up ha il compito di sperimentare un problema, ma non si limita ovviamente a questo: l’idea alla sua base deve risolvere in maniera innovativa tale problema, migliorando significativamente la vita delle persone in un modo che prima non era contemplato.

Quest’ultimo punto è fondamentale: la start up, infatti, si pone l’obiettivo di colmare una lacuna esistente nel mercato; oltre a dover crescere in maniera rapida, possedere un modello di business scalabile e replicabile, la start up deve soddisfare le esigenze dei consumatori riempiendo un vuoto esistente nel mercato.

Deve proporre cioè un prodotto o servizio che al momento nessun’altra azienda concorrente propone.

Cosa significa start up, in definitiva? E perché le start up funzionano?

Siamo quasi giunti alla fine di questo articolo, ed è quindi arrivato il momento di tirare le somme. Possiamo tentare di rispondere in maniera esaustiva alla domanda iniziale: cos’è una start up?

Con start up intendiamo un’azienda nuova, nelle sue prime fasi sul mercato. È un’impresa di piccole dimensioni, ma non è destinata a restare tale: il modello di business che la caratterizza è improntato alla crescita ed all’innovazione. Questo renderà la start up, in futuro, una grande azienda. La start up, infatti, essendo agli inizi non ha ancora successo, ma potenzialmente lo avrà, in quanto risolve un problema unico presentato da più persone.

È vero, si tratta di una definizione abbastanza ampia e articolata, ma non è possibile trovare un sinonimo di questo complesso termine.

Ma la complessità di questo concetto è anche alla base dell’enorme successo che le start up stanno avendo negli ultimi anni.

Le start up sono infatti la modalità più corretta e profittevole per validare e portare nuove innovazioni sul mercato. Le start up, in altre parole, rappresentano uno dei modi migliori per risolvere problemi e implementare soluzioni rapidamente, anche su scala globale. 

Questa tipologia di azienda, poi, si distingue dalle altre attività perché non si limita a riprodurre qualcosa che esiste già, ma propone una soluzione del tutto nuova.

Una start up, infine, è capace di creare nuovi posti di lavoro, attrarre i migliori talenti in circolazione e generare investimenti. Uno degli obiettivi del team fondatore, per far si che l’azienda di piccole dimensioni si espanda, è quello di riuscire ad attrare talenti che espandano il team, fornendo le competenze e le capacità necessarie per trasformare l’idea iniziale in una soluzione concreta.