Quando parliamo di start up, non sempre è facile deciderne il modello di business: la start up è infatti, per sua definizione, un’impresa in fase di avvio; non è dunque scontato sapere come vuole organizzarsi e di cosa avrà bisogno per lanciarsi sul mercato e diventare, in breve tempo, un’impresa di successo.

La start up deve infatti cercare il successo a lungo termine e, per ottenerlo, non basta una buona idea o la produzione di un prodotto o servizio innovativo: bisogna quindi determinare come l'azienda si manterrà nel lungo periodo.

Dunque, una delle prima cose da fare è sviluppare un modello di business che consentirà alla start up una corretta gestione a medio e lungo termine.

In realtà, per la creazione di un modello di business efficace, abbiamo a disposizione il Business Model Canvas (BMC), un tool di gestione strategica per definire e comunicare rapidamente e facilmente un'idea o un concetto di business.

Questo tool, rappresentato da un documento di una pagina che lavora attraverso gli elementi fondamentali di un'azienda o di un prodotto, può essere utilissimo per le start up in fase di avvio, in quanto permette agli startupper di individuale le caratteristiche proprie della start up, in modo da scegliere il modello di business adatto all’impresa.

Ma quali sono i modelli di business più utilizzati per le start up in fase di avvio? Analizziamoli, cercando inoltre di definire cos’è esattamente un modello di business.

Start up e modelli di business: di cosa si tratta

Cerchiamo, per prima cosa, di definire cosa intendiamo con esattezza quando parliamo di modello di business o business model.

Sul sito startupgeeks.it, il business model viene definito come

“il metodo con cui una startup pianifica di generare entrate, banalmente come rende disponibile il prodotto o servizio che produce”.

Insomma, possiamo definirlo come il piano aziendale grazie al quale la start up vuole realizzare i suoi profitti; ovviamente il business model non riguarda solamente le start up: stabilire il proprio modello di business è fondamentale sia per le nuove imprese che per quelle ormai consolidate.

Un modello di business serve a identificare quale prodotti o servizi che l'azienda intende offrire, a quale tipo di mercato di riferimento si rivolgerà, ma anche quali sono le spese previste.

Ovviamente ogni start up, in base alla tipologia ed in base al proprio mercato di riferimento, può utilizzare un modello di business differente rispetto alle altre: la scelta non è univoca e dipende dal tipo di start up in questione.

Una cosa, comunque, è certa: dopo aver stabilito l’idea di base e che tipo di prodotto/servizio sarà alla base della start up, dopo aver scelto come finanziare una start up e qual è il mercato di riferimento, occorre scegliere il modello di business adatto alle esigenze della start up.

Modelli di business per start up: marketplace

Se la start up sceglie come modello di business quello legato al marketplacel’azienda agirà come una piattaforma di vendita online: il marketplace aziendale prevederà infatti delle transazioni tra cliente e venditore, transazioni che avverranno prettamente sul web.

Questo modello di business va per la maggiore: lo dimostrano colossi quali Amazon e AirB&B, che hanno fatto del marketplace la loro fortuna.

Si tratta, in pratica, di vendere prodotti ma non di produrliil guadagno aziendale verrà garantito da una percentuale sulla transazione, che il venditore e l’acquirente pagheranno alla start up in cambio del suo servizio, che prevede di mettere in contatto il venditore con i clienti.

Ovviamente, per avere successo con questo modello di business, la start up dovrà dovrai fornire ai clienti un motivo per utilizzare questo marketplace. È chiaro che ricalcare le sembianze dei marketplace di successo (come ad esempio il già citato Amazon) non sarà profittevole; meglio concentrarsi su un mercato completamente nuovo, per evitare di non essere scelti e perdere la sfida contro i grandi marchi del marketplace.

Start up e modello di business freemium

Il modello freemium è tra i modelli di business più popolari per le start up poiché combina servizi gratuiti e premium in un unico modello di business tramite un approccio a più livelli. Il servizio gratuito che che la start up offre a tutti gli utenti di solito include delle funzionalità di base, e questo rappresenta un’attrattiva per i potenziali clienti.

Esiste poi la versione premium, ossia quella a pagamento, che dovrà offrire numerosi vantaggi e funzionalità ulteriori rispetto al servizio di base.

Si tratta di un modello di business che grandi aziende come LinkedIn e Dropbox utilizzano ormai da anni.

Di solito le funzionalità aggiuntive bastano ad invogliare i clienti che hanno usufruito del pacchetto free, e che decidono in seguito di acquistare il pacchetto servizi premium.

Ricordiamo che, se si sceglie il modello di business freemium, le funzionalità gratuite e quelle premium devono essere ben bilanciate: questo significa che il pacchetto free dovrebbe offrire funzionalità sufficienti per essere attrattivo e convincere i clienti ad acquistare i servizi premium; questi ultimi, per contro, dovranno essere molto più attraenti per il pubblico rispetto al solo pacchetto gratuito. In caso contrario, tutti si limiteranno alle funzionalità gratuite.

Modello di business per start up: l’abbonamento

Il modello di business in abbonamento è quello utilizzato da piattaforme come Netflixl'azienda che vende un servizio tramite un abbonamento anziché un prodotto una tantum. 

Questo modello di business viene utilizzato, in realtà, da moltissime aziende, sia di grandi dimensioni che piccole e medie, al fine di ottenere flussi di cassa stabili e ricorrenti, tramite abbonamenti su base mensile o annuale.

Non tutte le start up, ovviamente, si prestano al modello di business che prevede un abbonamento ma, qualora lo startupper dovesse rendersi conto che è possibile applicare questo business model alla propria azienda, dovrebbe approfittarne, in quanto si tratta di un modello abbastanza profittevole.

La maggior parte dei clienti sceglierà di rinnovare automaticamente i propri abbonamenti, il che garantisce loro di fruire in maniera continuativa del servizio, oltre che garantire alla start up una fonte di introiti costante.

Il modello di business in abbonamento, inoltre, ha un vantaggio enorme: è possibile fare delle stime delle entrate annuali in maniera molto precisa, un vantaggio non indifferente perché permette di attirare nuovi investitori.

Modello di business basato sugli annunci

Un altro modello di business molto utilizzato quando l’azienda è una start up in fase di avvio è quello basato sugli annuncile entrate sono generate, in questo caso, tramite la creazione di annunci per un sito web, un servizio, un'app o un altro prodotto specifico e il loro posizionamento su canali strategici ad alto traffico. 

In questo caso la start up decide di offrire un prodotto o servizio ai propri clienti in maniera del tutto gratuita: l’unica fonte di guadagno è rappresentata dalle entrate generate dalla pubblicità.

Dato che l’unica fonte di guadagno sono i profitti, per questo business model occorre partire da un pubblico molto vasto, o le cifre provenienti dagli annunci pubblicitari saranno davvero irrisorie.

È vero che guadagnare con gli annunci è un modo semplice e, per questa ragione, molto utilizzato. Ma è pur vero che, per poter raggiungere cifre elevate, bisognerà contare su migliaia di utenti, proprio come fanno piattaforme di successo come YouTube.

Inoltre, la maggior parte delle persone trova gli annunci fastidiosi e, quando possibile, cerca di saltarli o aggirarli: basse percentuali di click, purtroppo, corrisponderanno a minori entrate.

Ecco spiegato perché questo modello di business, anche se molto utilizzato, non sempre è molto redditizio.

Modello di business per start up: affiliazione

Altro modello di business abbastanza popolare nell’universo delle start up è quello dell’affiliazione.

In questo caso, vengono promossi dei collegamenti a prodotti di altre aziende, raccogliendo delle percentuali sulle vendite che la start up è riuscita a raccogliere.

Si tratta di un modello di business molto più vantaggioso rispetto al precedente business model (quello basato sugli annunci pubblicitari, perché la vendita di prodotti è più profittevole. Purtroppo, però, il business model basato sulle affiliazioni condivide con il modello di business basato sugli annunci tutte le criticità legate ai guadagni.

Anche in questo caso, infatti, le entrate saranno pure sempre limitate. Anche se si tratta di un modello di business relativamente semplice, quindi, gli introiti non sempre saranno elevati.

Come scegliere il modello di business più redditizio per la propria start up

Ovviamente, questi non sono gli unici modelli di business per start up esistenti; una cosa però è certa: ogni modello di business, qualunque si decida di scegliere, può avere vantaggi e svantaggi.

Come è possibile, dunque, scegliere il modello di business più adatto alla start up?

Come accennavamo all’inizio dell’articolo, è possibile utilizzare il Business Model Canvas, uno strumento utilizzato per visualizzare tutti gli elementi costitutivi quando si desidera avviare un'attività; tra gli elementi includiamo i clienti, il percorso verso il mercato, la proposta di valore e la finanza.

Nello specifico, il BMC possiede i seguenti specifici blocchi o segmenti:

  • Segmenti di clientela
  • Proposte di valore
  • Canali di promozione
  • Relazioni con i clienti 
  • Flussi di entrate
  • Attività chiave
  • Risorse chiave
  • Partnership chiave
  • Struttura dei costi 

Ciascuno di questi blocchi deve essere compilato accuratamente e rivisitato regolarmente per garantire che il modello di business sia ancora accurato: è una buona cosa da fare prima di registrare un'attività. Ma non basta compilare accuratamente il BMC una sola volta, nel momento in cui si costituisce la start up: ogni grande azienda che si rispetti deve aggiornare il BMC, in quanto potrebbero esserci frequenti modificazioni dei blocchi; in questo caso, il modello di business andrà aggiornato.