La domanda che molti analisti finanziari si stanno facendo è: la crescita dell’inflazione negli Usa è un fenomeno temporaneo o è destinata a salire ancora nei prossimi mesi? “Non lo so. È una domanda a cui è impossibile rispondere. È come chiedersi cosa farà il mercato domani. Nessuno lo sa, e bisogna diffidare da coloro che affermano di saperlo”, risponde David Harrell Editor di Morningstar.

“C’è una corrente del pensiero economico che sostiene che l’inflazione sia un fenomeno puramente monetario, ma a far salire l’inflazione americana al +5,4%, registrato a luglio scorso, ha contribuito anche il particolare periodo storico che stiamo vivendo. La pandemia ha fatto crollare la domanda di beni e servizi e questo ha indotto le aziende a tagliare la produzione, non solo in risposta alla diminuzione della domanda, ma anche per tutelare la propria forza lavoro dal contagio da Coronavirus. Le autorità monetarie e fiscali hanno prodotto uno sforzo senza precedenti per sostenere l’economia e far risalire la domanda interna, ma le interruzioni della catena di approvvigionamento delle materie prime sono persistite e questo gap tra domanda e offerta ha contribuito a far lievitare i prezzi”, aggiunge Harrell.

L’incertezza su quale sarà il sentiero dell’inflazione americana nei prossimi mesi costringe le imprese a dover essere preparate ad adattarsi ad un contesto dinamico. Per questo gli investitori dovrebbero puntare su aziende in grado di superare queste fasi del ciclo economico senza troppi patemi d’animo.

Le scelte di investimento

I titoli inseriti nel portafoglio Dividend Select di Morningstar, secondo Harrell, possono funzionare bene in contesti del genere perché si tratta di società di grosse dimensioni, che possono far leva sulle economie di scala, e con Moat Ampio, ovvero un certo potere nel determinare i prezzi di vendita e trasferire il costo dell'inflazione sui clienti. Inoltre, sono aziende mature che hanno già affrontato situazioni del genere e sanno come gestirle e la cedola generosa offerta da questi titoli permette all’investitore di compensare eventuali perdite causate dall’incertezza sui listini a causa dell’inflazione. Tra le stock inserite nel paniere del portafoglio Dividend Select, General Mills e Hanesbrands sono quelle scambiate ai prezzi più convenienti.

General Mills è leader nel mercato americano del cibo confezionato grazie a un portafoglio marchi di grande valore (come Häagen-Dazs e Cheerios). La forza dei suoi brand, che gli permette di esercitare un forte potere contrattuale nei confronti delle catene di distribuzione, e le elevate economie di scala le permettono di ricavare margini di profitto elevati e di mantenere una redditività del capitale superiore alla media. Il management ha recentemente dichiarato di avere un’aspettativa sull’inflazione del 7%, ma che prevede che attraverso risparmi sui costi e un guadagno in termini di produttività riusciranno a compensare l’aumento del costo delle materie prime. La parte restante sarà recuperata da un aumento dei rezzi al consumatore. Da inizio anno il titolo ha guadagnato il 6% (in euro al 13 settembre 2021), ma continua a essere scambiato a un tasso di sconto del 5% rispetto al fair value di 62 dollari (report aggiornato all’8 luglio 2021) e ha un dividend yield del 3,48%.

Hanesbrand è riuscita a costruirsi una posizione di vantaggio all’interno del settore grazie a un portafoglio marchi di assoluto valore (come Champion, College Apparel e Just My Size), al controllo della catena dei fornitori e a elevate economie di scala. In questo modo l’azienda riesce a ricavare mark-up elevati sui prodotti e dunque a mantenere margini di profitto superiori alla media. “Hanesbrand è un esempio di azienda che è in grado di assorbire l’inflazione. Grazie al controllo della supply chain, l’azienda è in grado di avere un’ottima visibilità sull’andamento del costo delle materie prime e quindi di agire d’anticipo”, dice David Swartz analista azionario di Morningstar. “Il titolo ha guadagnato il 38% da inizio anno (in euro al 13 settembre 2021), ma continua a essere scambiato a un tasso di sconto di circa il 25% rispetto al fair value di 26 dollari (report aggiornato al 17 agosto 2021) e al momento offre uno yield superiore al 3%.

Di Francesco Lavecchia