Moat elevato, buone prospettive di crescita dei ricavi e dei margini di profitto e prezzi di mercato convenienti: sono queste le ragioni che hanno convinto gli analisti di Morningstar a preferire Industrial and Commercial Bank of China e Agricultural Bank of China tra gli istituti di credito del paese.

Titolo: Industrial and Commercial Bank of China

Isin: CNE1000003G1

Morningstar rating: 4 Stelle

Grazie al 12% dei depositi e al 13,5% dei prestiti alle famiglie, Industrial and Commercial Bank of China (ICBC) è la più grande banca del paese asiatico. La vasta base di clienti le permette di offrire i propri prodotti e servizi a prezzi concorrenziali, grazie alle elevate economie di scala, e di spingere il fatturato attraverso meccanismi di upselling. ICBC è infatti anche leader nel mercato delle carte di pagamento e in quello del wealth management.

“La banca ha un grande solidità finanziaria, come testimoniato dal fatto che i depositi bancari rappresentano l’80% delle obbligazioni a bilancio, e un merito creditizio superiore alla media dei competitor per effetto di un ampio grado di diversificazione del portafoglio clienti. Inoltre, il processo di digitalizzazione della banca sta procedendo bene e la sua app è la più usata tra quelle delle banche cinesi con oltre 50 milioni di utenti attivi al mese”, dice Iris Tan, analista di Morningstar. “Le nostre previsioni indicano per i prossimi cinque anni una crescita media degli utili dell’8%, ma il titolo ha ceduto il 5% negli ultimi tre mesi (in euro al 4 giugno 2021) e ora è scambiato a un tasso di sconto di oltre il 20% rispetto al fair value di 6,50 dollari di Hong Kong” (report aggiornato al 3 giugno 2021).

Titolo: Agricultural Bank of China

Isin: CNE100000Q43

Morningstar rating: 4 Stelle

Con una rete di oltre 20.000 filiali, Agricultural Bank of China (ABC) ha una posizione dominante nelle zone rurali della Cina. ABC è il terzo istituto di credito del paese e la sua forza è rappresentata da una solida base di depositi. La gente che abita in queste aree ha solitamente esigenza finanziarie semplici ed è restia a cambiare banca. A questo poi si aggiungono le elevate barriere all’ingresso di nuovi competitor, rappresentate dagli ingenti capitali necessari per costruire una rete di filiali paragonabile a quella di ABC. Tutto questo si traduce in flussi di cassa alti e costanti che la banca destina al finanziamento dei prestiti nelle aree urbane, che invece sono più profittevoli.

“Ci sono vari fattori che alimentano il nostro ottimismo sul futuro dell’istituto di credito: il suo rapporto prestiti/depositi è il secondo più basso tra quelli del paese, cosa che potenzialmente le permette di aumentare in maniera sensibile la redditività del capitale, è ottimamente posizionata per sfruttare la crescita dei prestiti nelle zone rurali e ha una base clienti molto estesa che le facilita la possibilità di fare cross-selling: il business delle carte di credito è cresciuto del 14% dal 2016 e nel segmento del private banking è diventata il quarto operatore del paese in soli 10 anni di attività”, aggiunge Tan (report aggiornato al 3 giugno 2021).

Di Francesco Lavecchia