I ricavi del primo trimestre di Stellantis superano le attese del mercato. Nel primo trimestre il fatturato è salito del 12% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno toccando quota 41,5 miliardi di euro, meglio del +11% stimato dal consensus.

Il gruppo ha beneficiato del favorevole andamento dei tassi di cambio, al netto del quale l’incremento sarebbe stato dell’8%, ma continua a risentire della carenza di chip e della crisi in Ucraina. “Senza il contributo negativo di queste due variabili la crescita dei ricavi sarebbe stata più alta di circa 6 punti percentuali”, dice Richard Hilgert, analista azionario di Morningstar.

A livello regionale, il sud America è stato il mercato che è cresciuto maggiormente rispetto allo scorso anno (+40%) grazie al lancio di nuovi modelli e al tasso di cambio vantaggioso, le vendite nel nord America sono salite del 30%, anche per effetto dell’aumento dei volumi, mentre quelle in Europa sono scese del 9%. A livello globale, le vendite di veicoli elettrici sono salite del 49%.

“I numeri del primo trimestre dimostrano come Stellantis sia stata in grado di sopperire alle interruzioni alla produzione causate dalla carenza di chip, alla crisi in Ucraina e alle crescenti pressioni inflazionistiche attraverso un’allocazione delle risorse a favore dei modelli a maggior valore aggiunto, che si è tradotta in un aumento dei ricavi medi per unità prodotta del 28% rispetto allo scorso anno”, aggiunge Hilgert.

L’azienda ha confermato le guidance per fine esercizio che indicano un margine operativo in doppia cifra e flussi di cassa netti positivi. Gli analisti di Morningstar hanno lasciato invariate le previsioni per il 2022, che indicano una crescita dei ricavi del 6% (+1% in termini di volumi) e con un Ebit del 10%, e il fair value del titolo pari a 33 euro. Alle attuali quotazioni di mercato, le azioni Stellantis sono scambiate a un tasso di sconto di oltre il 60% e valutate con un Morningstar rating di 5 stelle (report aggiornato al 5 maggio 2022).

Di Francesco Lavecchia