Lunedì, il presidente russo Vladimir Putin ha riconosciuto come indipendenti due regioni separatiste nell'Ucraina orientale e questa dichiarazione ha fatto diffondere in Occidente la notizia che stia per scatenarsi una grande guerra.

Che effetti potrebbe avere un conflitto armato sugli investimenti? Sui mercati azionari, obbligazionari, sui mercati dell'oro? 

Poterebbero esserci degli aspetti positivi di una guerra sugli investimenti? E se è sì, quali potrebbero essere?

Vediamo i dettagli nell'articolo!

Quali sta avendo la crisi Ucraina sul mercato dell'oro e dell'argento?

Ieri i prezzi dell'oro sono saliti ad un massimo che non si vedeva da 13 mesi, poiché, ovviamente, con una probabile guerra alle porte, la domanda dei beni rifugio più importanti come l'oro, è aumentata. 

Nel mercato internazionale, l'oro spot COMEX ha guadagnato lo 0,2% a $ 1.909,54 l'oncia, a partire dalle 0035 GMT, dopo aver raggiunto il suo massimo dal 1 giugno di $ 1.913,89 l'oncia, mentre i futures sull'oro americano hanno guadagnato lo 0,7%, scambiati a $ 1.913,60.

Secondo gli analisti, la tensione geopolitica unita all'aumento dei prezzi del petrolio ha stimolato la domanda del bene rifugio per eccellenza: l'oro.

Tecnicamente gli analisti si aspettano che l'oro possa arrivare a 1.925 e 1.950 dollari, molto presto. Al di sopra di $ 1.950 potrebbe testare livelli di $ 1.980 - $ 2.000.

Il presidente degli Stati Uniti Joe Biden ha firmato un ordine esecutivo per vietare il commercio e gli investimenti tra individui statunitensi e le due regioni separatiste dell'Ucraina orientale, ha affermato la Casa Bianca.

Sebbene i metalli preziosi siano considerati una copertura contro l'inflazione e i rischi geopolitici, gli aumenti dei tassi di interesse (manovra dovuta all'inflazione) rischierebbero di aumentare il prezzo della detenzione dei metalli preziosi e di diminuire il loro rendimento

L'argento spot è aumentato dello 0,4% a $ 24,03 l'oncia, il platino è aumentato dello 0,5% a $ 1.080,03 e il palladio ha guadagnato lo 0,5% a $ 2.399,41.

La guerra non è mai una realtà piacevole da nessun punto di vista si guardi, ma, da che mondo è mondo, ci sono sempre state e di certo non cesseranno ora. Cambia il modo di combattere, ma non cambiano i conflitti umani e, soprattutto, i conflitti causati da smania di potere e di denaro, il carburante di tutte le guerre.

Quale impatto potrebbe avere una guerra in Europa sui mercati e sui nostri portafogli?

Già in queste ultime settimane il mercato ha fluttuato selvaggiamente a causa delle notizie quotidiane e contrastanti sull'Ucraina. Vediamo come impatta questa situazione geopolitica sul mercato azionario e sugli investimenti.

La guerra e il conflitto provocano crolli improvvisi, di varia entità e profondità. Ma di solito la ripresa è relativamente solida e prevedibile e sono esistite anche eccezioni a queste regole.

In media, l'S&P 500 (chi investe in azioni sa cos'è: Standard & Poor 500, è il più importante indice azionario americano) è arrivato al 6,5% dopo tre mesi di conflitto armato, ed è arrivato a circa il 13% dopo un anno dall'inizio di tale conflitto.

La guerra del Vietnam ed entrambe le guerre del Golfo sono esempi di conflitti che hanno portato a cali estremamente brevi dell'S&P, seguiti poi da lunghi rialzi. 

Il motivo per cui le attuali tensioni geopolitiche sono così cruciali per il mercato in questo momento e il motivo per cui c'è tanta volatilità, dipendono dalla minaccia di un conflitto armato che sta coincidendo, purtroppo, con un'inflazione che non si vedeva da anni e che non sarà a breve termine. I due elementi possono innescare una bomba dal punto di vista dei mercati e degli investimenti. 

Quale vantaggio potrebbe vedere il mercato azionario da una guerra in Ucraina?

Vedendo il lato positivo di questa situazione, si potrebbero acquistare azioni e fare investimenti di qualità proprio in questo periodo. Pensate che durante le due guerre mondiali, il mercato azionario è cresciuto del 115%.

Il detto che afferma: "che è ottima cosa comprare quando c'è sangue per strada", in questo caso si rivela vero.  

Diciamo che il mercato azionario, per esempio, è più volatile durante "i venti di guerra", ovvero quando se ne parla soltanto. Ma, paradossalmente, durante la guerra vera e propria invece, il mercato azionario tende a stabilizzarsi e ciò è piuttosto sconcertante, ma è la verità.

Se si scatenasse una guerra più ampia (anche e soprattutto dal punto di vista dei territori coinvolti) le probabilità che si possa assistere alle interruzioni del commercio, all'innalzamento delle tariffe e dei prezzi, sono piuttosto elevate. Il punto è che questo è accaduto già! A causa dell'inflazione. Quindi se il conflitto dovesse restare localizzato all'Ucraina, probabilmente non ci sarebbe alcun problema di approvvigionamento

Cosa accade ai mercati obbligazionari durante una guerra, come quella che potrebbe scoppiare in Ucraina?

Un ottimo indicatore è il flusso di fondi ETF. In generale, ciò che possiamo vedere è che gli ETF riguardanti oro, argento, platino, palladio e altri metalli, stanno aumentando. 

Per quanto concerne i mercati obbligazionari, innanzitutto diciamo che la convinzione che i fondi a reddito fisso siano una presunta copertura contro la volatilità dei mercati si è finora dimostrata falsa. Al momento non ci sono fondi davvero a reddito fisso "sicuri". Il mercato obbligazionario sta subendo un deflusso di circa 30 miliardi di dollari a settimana. 

In passato, quando ci sono stati massicci deflussi, la Fed ha reagito non alzando i tassi di interesse (2018/2019) o acquistando materialmente le obbligazioni (2020). Probabilmente non sarà così questa volta.

Più obbligazioni vengono vendute e più si abbassa il prezzo, i rendimenti diventano negativi e questo genera ancora più deflussi, generando un circolo vizioso difficile da fermare. Questa spirale al ribasso comincerebbe a prosciugare la liquidità nel mercato obbligazionario e potrebbe in definitiva portare il fondo a dover interrompere addirittura i rimborsi agli investitori. Si scatenerebbe il panico!

Anche in questo caso, nel 2020 nemmeno i fondi di tesoreria più sicuri da 20 anni hanno riscontrato alcun tipo di protezione dalla volatilità. L'ETF ( TLT ) di iShares 20+ Year Treasury Bond è sceso di quasi l'8% nel 2022. Ovviamente questa volatilità non è stata causata dalla situazione ucraina, ma dalla combo problematica tra tassi di interesse e inflazione, sommati alla situazione geopolitica. 

Come si può trarre il meglio sugli investimenti da una guerra?

Troviamo delle società di qualità, facciamo ricerche su di esse per assicurarci che le cose continuino ad essere almeno limitatamente positive e tentiamo di acquistare le loro azioni a basso valore

Per basso valore si intende almeno una svalutazione che va tra il 10 e il 20% del loro valore normale. In questo modo il calo generale del mercato non ci causerà problemi e potremo rivendere le azioni in un momento più positivo, ad un prezzo molto più alto di quello d'acquisto

Alcuni titoli tedeschi, scandinavi, francesi e in generale europei vedranno cali del 5-8% in un arco di tempo molto breve.

Ciò significa che alcuni titoli di qualità A diventeranno incredibilmente attraenti.  Ecco che un conflitto armato diventa un'opportunità di acquisto. Si chiama speculazione. Solo in questo modo si può trarre il meglio da una situazione spiacevole come una guerra. 

Quindi cosa si fa se scoppia una guerra? Tira fuori la lista delle aziende delle quali hai sempre voluto acquistare le azioni ma non lo hai mai fatto perché costavano troppo, e inizia ad acquistare. Quando lsi verificherà l'apprezzamento (e si verificherà certamente) ci avrai guadagnato.

La strada da percorrere in questo momento sia concentrarsi sugli asset riguardanti infrastrutture. Acqua, energia, beni di lusso e ovviamente oro. 

Alcuni di voi potrebbero considerare l'imminente possibilità di un conflitto armato come un fatto negativo a lungo termine per il proprio portafoglio e i propri investimenti. Nella realtà è vero il contrario. Ogni volta che un conflitto armato provoca una flessione del mercato, il modo corretto di gestirlo è stato quello di acquistare a basso prezzo.