La pubblicità online negli Stati Uniti corre al traino della ripresa economica. E questo, dicono gli analisti di Morningstar, rende interessanti i titoli del settore. Soprattutto i social media o le piattaforme di vendita.

“Ci aspettiamo che la spesa pubblicitaria totale aumenti del 12,6% quest'anno, rispetto alla nostra precedente stima del 10,5% e ci attendiamo un miglioramento simile anche nel 2022”, spiega Ali Mogharabi, Senior Equity Analyst di Morningstar. “Queste stime si basano sui  numeri del 2020 che sono stati migliori di quanto ci aspettassimo. Sulla base dei dati della società di consulenza GroupM, la spesa pubblicitaria negli Stati Uniti lo scorso anno è stata di circa il 13% superiore alle nostre previsioni”.

Pubblicità online

In questo quadro, a dare la spinta sarà soprattutto la pubblicità digitale che, nel tempo, ha dimostrato di avere alcuni vantaggi rispetto all’advertising tradizionale. “Prevediamo che la pubblicità digitale crescerà del 22,5% quest'anno e del 17,5% nel 2022, continuando a conquistare quote di mercato”, dice l’analista. “Le campagne online offrono maggiore flessibilità nella pianificazione, non richiedono forti investimenti iniziali, sono più rapidamente e facilmente misurabili e consentono aggiustamenti in tempo reale”.

Crescita pubblicità tradizionale e online

Un aiuto al settore online dovrebbe arrivare dall’ecommerce, un segmento che ha vistio un forte sviluppo durante la fase più acuta della pandemia. Nonostante la transizione alla normalità, prevediamo che l’ecommerce sia ormai un fenomeno destinato a durare che guiderà la crescita della spesa pubblicitaria”, dice l’analista. “I consumatori hanno continuato ad acquistare sempre più beni online nella prima metà del 2021”. Secondo le stime di Morningstar le spese sui canali online aumenteranno del 5% l’anno fino al 2025.

Andamento vendite online

Più in generale, la crescita dell’advertising negli Usa è stata (è sarà) un effetto diretto del miglioramento della situazione macroeconomica partendo dall’assunto che, in una buona situazione congiunturale le famiglie sono più propense a spendere e, di conseguenza, le aziende sono incentivate a reclamizzare i loro prodotti.

Le ultime stime di Morningstar dicono che nel 2021 ci sarà una crescita del Pil reale (valore dei beni e servizi calcolato a prezzi costanti) e nominale (beni e i servizi sono considerati in base al loro prezzo corrente) rispettivamente del 6,0% e del 9,6%, in aumento rispetto alle aspettative del 5,0% e del 9,0% formulate a maggio. Per il 2022, Morningstar prevede una crescita del Pil reale del 4,3% e una crescita del Pil nominale del 6,4%, superiore alle stime di febbraio del 4,0% e del 6,2%.

“La spesa pubblicitaria tende a muoversi di pari passo con la crescita dei consumi, che è da sempre un grande motore economico negli Stati Uniti”, dice l’analista. “I forti piani di stimolo messi in campo per far fronte alla pandemia hanno creato una massa di consumatori pronti a spendere. La questione, a questo punto, è se l'offerta di beni e servizi sarà in grado di tenere il passo con la richiesta”.

I rischi

Per quanto riguarda i rischi, bisognerà fare attenzione soprattutto alle iniziative normative che il legislatore potrebbe prendere in materia di protezione dei dati. “Questo aspetto potrebbe essere compensato dalla continua transizione al digitale da parte di consumatori e aziende, che spingerà gli inserzionisti ad aumentare i loro budget pubblicitari digitali. Le limitazioni all'accesso o all'utilizzo dei dati, inoltre, si applicheranno a tutte le aziende senza penalizzare qualcuno in particolare.

I titoli interessati dall’advertising online

Fonte: Morningstar Direct

Di Marco Caprotti