In testa alla classifica dei rendimenti di Piazza Affari si collocano solo leader del settore finanziario/assicurativo ma non del mondo bancario puro, stanti le limitazioni imposte dalla Bce per quest’ultimo mondo. Grazie ai loro dividendi molto elevati meritano una valutazione più approfondita, per capire se è il caso di acquistarli anche in presenza di quotazioni ai massimi, come quelle in corso. 

Banca Generali al 10,7%

I tempi sono ancora lunghi per la leader della classifica, poiché i 3,3 euro per azione – riferiti agli esercizi 2019 e 2020 – saranno versati per una prima tranche di 2,7 euro in autunno/inverno e per una seconda di 0,6 euro nel primo trimestre 2022. Alla quotazione del momento - chiusura di ieri a 30,75 euro - ne consegue uno yield lordo “teorico” (dato il lungo lasso di tempo) del 10,7% e quindi netto del 7,92%. Il titolo si sta avvicinando a massimi storici, cui corrispondono due resistenze decisive (31,85 e 33,4 euro), ma la volatilità in crescita negli ultimi periodi fa ipotizzare correzioni che potrebbero portare il rendimento lordo oltre l’11% e perfino all’11,5%. Ciò avverrebbe nel caso di una discesa sui 27,5 euro, corrispondente all’area di congestione registratasi a inizio 2021. La distanza di oltre 3 euro non è marginale ma in un’ottica di parecchi mesi appare realistica.

Banca Mediolanum al 9,8%

In questo caso i tempi sono un po' più corti, visto che la prima tranche di 0,0267 euro per azione sarà in stacco il 24 maggio e la seconda di 0,7533 euro il 18 ottobre. È inevitabilmente su quest’ultima che si hanno i maggiori margini di manovra. Gli 0,78 euro complessivi comportano uno yield lordo del 9,8% - netto 7,25% - alla quotazione di chiusura di ieri (7,964 euro), con la rata di saldo che peserà tantissimo (9,45%). È quindi su questa che occorre concentrarsi in prospettiva di miglioramento del rendimento. La situazione grafica appare simile a quella di Banca Generali ma in questo caso si identifica un maggior numero di supporti, fra l’altro abbastanza vicini fra loro. Basterebbe quindi solo una discesa nell’area dei 7,2 euro per conquistare un 10,8% lordo. La quotazione è realistica, visto che corrisponde ad alcuni minimi intraday di febbraio.

Unipolsai al 7,4%

Da anni ormai il gruppo multi-branch assicurativo si mette in luce per rendimenti molto interessanti. Nel 2021 verserà 0,19 euro per azione ma nel suo caso stacco e pagamento avverranno in un’unica data (rispettivamente 24 e 26 maggio). I margini di manovra appaiono quindi nettamente minori rispetto a Banca Generali e Mediolanum, con uno yield lordo in corso del 7,4% - netto 5,47% -  e una quotazione (chiusura ieri 2,554 euro) che potrebbe lasciar presagire una fase di volatilità ridotta, con possibili discese nell’area dei 2,44 euro, cui corrisponderebbe un rendimento del 7,78%, di poco superiore a quello in corso.

Equita al 6,6%

Una società minore ma dai risultati altrettanto interessanti. L’investment bank indipendente quotato al segmento Star ha deliberato pure una doppia tranche per un importo globale di 0,2 euro, suddiviso in 0,1 euro con stacco il 10 maggio e 0,1 euro l’8 novembre. Lo yield globale si colloca al 6,6% lordo – netto 4,88% - rispetto alla chiusura di ieri a 3 euro tondi e anche in questo caso l’impostazione grafica lascia poco spazio all’immaginazione, collocandosi vicino a massimi di lungo periodo. Se i margini di manovra rispetto a maggio sono contenuti, quelli su novembre risultano inevitabilmente maggiori. In presenza di mercati deboli una correzione sui 2,5 è possibile; ne conseguirebbe una salita dello yield della seconda tranche al 4% contro il 3,3% del contesto attuale.