Lunedì 24 maggio sarà il giorno caldo per la distribuzione dei dividendi del Ftse Mib, mentre per quelli esteri l’assegnazione continua a restare molto più diluita. Intanto però, dopo il rialzo dei rendimenti obbligazionari, si ripropone il confronto di sempre, quello fra l’erogazione dei profitti societari e il pagamento delle cedole obbligazionarie. Chi vince? La prima risposta è semplice: sul fronte euro l’azionario è più munifico, mentre su quello del dollaro accade l’opposto. Integrando quindi i due fronti si ottiene un “mix” particolarmente ricco. È il caso di raffrontare allora i numeri dei rispettivi asset, gli uni opposti agli altri.

Piazza Affari contro Btp – La stima dello yield dei primi 25 titoli più munifici del Ftse Mib si colloca al 4% contro lo 0,7% del decennale italiano. In questo caso è una battaglia persa in partenza per l’obbligazionario di casa nostra e ciò avviene da anni. Per ritrovare infatti un 4% del Btp bisogna tornare indietro al 2013, cioè a un contesto totalmente diverso rispetto a quello di oggi. Quando ipotizzare di ritrovarlo in futuro? Bisognerà probabilmente attendere che le giovani generazioni di oggi passino ai capelli bianchi!

I primi fra gli uni e gli altri – Inevitabile approfondire l’analisi. La pattuglia di cinque azioni del mondo finanziario quotate a Borsa Italiana (Banca Generali – Banca Mediolanum – Assicurazioni Generali – Unipolsai ed Equita), leader assolute in termini di dividendi, porta a un valore medio di circa l’8% contro l’1,98% del Btp 2067 (Isin IT0005217390) ma la differenza si riduce inevitabilmente considerando il valore al netto del prelievo fiscale, dato che i dividendi sono tassati al 26% e i titoli di Stato al 12,5%: il divario resta comunque enorme, con i rispettivi valori al 5,9% e all’1,73%. Un rapporto di oltre 1:3 è un abisso. Considerando la volatilità su base annua dei due fronti si hanno invece questi numeri: il quintetto finanziario si colloca al 30% come dato medio, mentre il più lungo e remunerativo dei Btp si situa al 18%. Quest’aspetto azzera perfino la pretesa peculiarità dei titoli di Stato – sebbene su una scadenza molto lunga – di maggiore stabilità delle quotazioni nel corso degli anni, retaggio del passato.

Etf € stock contro Etf € bond – Usciamo dai confini nazionali e passiamo agli equivalenti strumenti del contesto europeo. Prendendo in considerazione i primi cinque Etf sull’azionario a elevato dividendo si ottiene – in base alle stime per il 2021 – un 4,7% lordo, mentre aggregando sottostanti obbligazionari subordinati bancari e societari high yield si arriva di poco sotto il 4%. Soltanto i replicanti dei bond CoCo riescono a superare il settore delle stocks, con yield oltre il 5%. È il caso del WisdomTree AT1 CoCo Bond (Isin IE00BZ0XVF52) e del WisdomTree AT1 CoCo Bond Eur Hedged (Isin IE00BFNNN236).

In $ una panoramica opposta – Attraversando l’Atlantico il quadro assume caratteristiche molto diverse. È infatti l’obbligazionario a garantire di netto una redditività maggiore, il che avviene da tanto tempo. Bisogna infatti considerare che interi comparti dell’azionario Usa – a cominciare dal Nasdaq – sono poco o per nulla remunerativi. Realizzando un confronto fra Etf si ottiene questo risultato: sul fronte bond – grazie in particolare agli high yield – ci si colloca in alcuni casi sopra il 6% (per esempio il Lyxor $ High Yield - Isin LU1435356149 - è da anni stabilmente oltre tale asticella), mentre quasi tutti gli altri almeno un 5% lo riconoscono. L’azionario invece, se si esclude la nicchia dei cosiddetti Mlp, riferita alle società attive nella logistica petrolifera, riesce al massino a garantire un 3,7% ma nella maggioranza dei casi non va oltre il 3%.

Una perfetta integrazione – I numeri confermano quindi come l’accoppiata fra azionario europeo (ancor meglio italiano) e obbligazionario Usa sia in grado di garantire un’ottima redditività, seppur in presenza di potenziali forti variazioni future delle quotazioni su entrambi i fronti. Intanto si annuncia comunque la guerra di primavera, visto che nelle prossime settimane Piazza Affari e molti Etf dai diversi asset sottostanti staccheranno dividendi e cedole di tutto rilievo. Adesso è il momento della raccolta. Dopo occorrerà rifare i conti per verificare se le ipotesi di oggi saranno state confermate da quanto realmente incassato.