Trovare un titolo azionario e trasformarlo in una specie di bond di tipo “step-up”, cioè a cedola crescente - in ottica di lungo periodo - grazie a un buon dividendo, è una sfida che può interessare molti investitori. Quant’è fattibile? Abbastanza, perché di stock dal rendimento sicuro e in progressiva crescita ce ne sono tante, soprattutto sulle Borse estere. Data però la doppia penalizzazione del fisco (alla fonte nel Paese di quotazione e poi in Italia) per la stragrande maggioranza dei mercati, diventa inevitabile trovare alternative a casa nostra. Una – utile in tal senso – è certamente Enel. 

Il passato racconta una storia

Dal 2000 in poi l’importo distribuito dall’utility italiana è stato in realtà altalenante, passando da 0,24 euro del primo anno del nuovo millennio a 0,69 euro del 2004, per poi ridiscendere precipitosamente (per esempio 0,12 euro nel 2012) e risalire di seguito lentamente. Tutto l’opposto quindi di quanto stiamo cercando. Questo però è il passato.

Il futuro ne prevede un’altra

Ora la situazione sta cambiando e proprio nell’ottica di una stabilizzazione. La società ha infatti di recente annunciato un dividendo crescente da 0,35 euro dell’esercizio 2020 a 0,43 euro del 2023, con un tasso di crescita sul 7% annuo. Naturalmente Enel non può andare oltre nelle sue previsioni ma la trasformazione in atto nei business più importanti va a favore di questa svolta, in quanto quelli in formazione si annunciano a maggiore rimuneratività rispetto all’attività di un’utility tradizionale. Con Enel X, iniziativa creata nel 2017, la società si avvia a un’evoluzione radicale. Passa infatti dall’energia tradizionale a quella sostenibile, ampliando i settori di fornitura di prodotti e servizi. Si tratta di una specie di seconda Enel, che probabilmente sorpasserà nel medio termine la “vecchia” società. L’accesso ad attività potenzialmente più redditizie, perfino finanziarie, dovrebbe portare a un flusso di profitti da multinazionale, grazie anche alla presenza in forte crescita in vari Paesi emergenti o che almeno tali noi continuano a definire!

Dividend yield, facciamo un po' di calcoli

Torniamo allora al dividendo. Il rendimento in corso presenta questi numeri in base alla quotazione di chiusura di venerdì (8,427 euro):

  • saldo 2021 esercizio 2020 (stacco 19/7) 2,17%
  • totale 2021 esercizio 2020 (acconto già versato più saldo) 4,25%
  • previsione esercizio 2021 0,38 euro 4,5%
  • previsione esercizio 2022 0,40 euro 4,75%
  • previsione esercizio 2023 0,43 euro 5,1%.

Siffatti valori si riferiscono a una quotazione elevata, sui massimi degli ultimi cinque anni. Nel 2020 e nei primi tre mesi del 2021 si sono però registrati drawdown significativi, che se si ripetessero potrebbero far salire e non di poco gli yield esposti qui sopra. Un obiettivo 6% a scadenza 2023 appare così ipotizzabile senza eccessivi ottimismi. L’aspetto più interessante e innovativo, che porta l’azione Enel a essere considerata ottima creatrice di cash, sta nel fatto che la società ha annunciato il cambiamento della distribuzione di profitti da variabile a fisso, con un meccanismo appunto da bond “step-up” in euro. È possibile che ciò prosegua negli anni successivi all’esercizio 2023? Difficile dirlo ma – salvo sorprese destabilizzanti dell’economia - l’ipotesi è realistica. Quindi il titolo va valutato come ottimo garante di reddito, ancor più se acquistato su eventuali debolezze.