Se il nome Altria vi dice forse poco quello Marlboro è conosciuto da tutti, anche da chi non fuma. Ebbene Altria (Nyse – ticker MO) è il gruppo cui appartiene il marchio delle sigarette. In realtà le sue attività sono pure altre ma il tentativo di diversificazione in corso da tempo non è ancora riuscito a disgiungere le due griffe. La capogruppo è comunque popolare presso gli investitori per motivi di redditività. Altria infatti è fra le società Usa una delle più generose in termini di dividendi. Al momento si può stimare lo yield in un 7,9% ma alcuni analisti lo danno in crescita oltre l’8% nel 2022. Da cosa viene questa munificenza? Presto spiegato.

Si spende di più

Negli Usa il numero dei fumatori è in calo ma chi resta devoto alla sigaretta è disponibile a sborsare un incremento di prezzo pur di conservare il gusto di quella preferita rispetto alle altre. Scendono quindi i volumi ma restano alti i margini. Così il dividendo per azione viene dato in crescita anche nei prossimi anni. I numeri consolidati del passato forniscono questa fotografia: 3,20 $ per l’esercizio 2018, 3,28 $ per quello 2019 e 3,40 $ per il 2020. Le stime parlano ora di 3,56 $ per il 2021, di 3,76 $ per il 2022 e infine di 4,02 $ per il 2023. Logicamente si tratta di supposizioni ma il trend favorevole dovrebbe non porre particolari problemi per un’azione salita poco sopra i minimi dello scorso anno (di questo argomento scriviamo nell’ultimo capitolo). 

Obiettivo diversificazione

Altria detiene rilevanti quote di minoranza nella società belga della birra ABInBev, nel gruppo canadese della cannabis Cronos Group e nel produttore di sigarette elettroniche Juul Labs. Nel 2009 ha inoltre finalizzato l'acquisto di UST Inc, specializzata in un particolare tipo di tabacco da masticare o da fiuto e proprietaria di una società leader nel settore del vino cosiddetto premium, la Chateau Ste. Michelle Wine Estates. Tutto questo conferma come il tentativo di ampliare lo spettro delle attività sia una scelta organica di Altria, che vede in particolare in Cronos l’investimento più strategico, soprattutto se l’amministrazione Biden e il Congresso daranno il via alla legalizzazione della cannabis negli Usa. Di qui la convinzione che il gruppo, la cui capitalizzazione in Borsa assomma a 87 miliardi di $, possa garantire un “payout” rilevante anche nei prossimi anni (attualmente si colloca sull’80%), sebbene la spinta di Cronos debba essere valutata con prudenza nel breve e medio termine. Ciò non esclude che se fatturato e utile operativo sono visti in crescita e positivi nel 2021, qualche incertezza si registri invece per utile netto ed Eps (Earnings per share), caratterizzati ancora da un modesto segno meno. Il punto di riferimento in conclusione è l’importo del dividendo versato negli ultimi tre trimestri di 0,86 $ per azione contro i precedenti 0,84.

Un primo obiettivo sui 51,5 $

Il quadro grafico in cui si muove il titolo è costruttivo in un contesto di forte volatilità, dovuta al susseguirsi di veloci fasi rialziste e ribassiste, che l’hanno portato a quasi 47 $ dopo la netta accelerazione iniziatasi con il 2021. Le candele verdi hanno preso il sopravvento e ieri in particolare se n’è registrata una molto corposa con una forte variazione intraday fra minimo e massimo del 4,5%. Il primo target tecnico è sui 51,5 $ e interessante il fatto che la media mobile a 200 sedute sia tornata a inclinarsi all’insù, sostenendo il movimento degli ultimi due mesi. L’upside rispetto ai minimi del 2020 è ciò nonostante nettamente inferiore in confronto a molte altre azioni del Nyse, ma proprio questa situazione contribuisce a migliorare il “dividend yield”, che resta fra i più i alti in assoluto nel contesto delle big di Wall Street.