ABI, LA CRISI IMPONE GESTIONE PRUDENTE DEL CREDITO

Zadra: la crisi ci ha insegnato che è necessaria un’attenta valutazione del rischio di mercato. Banche italiane robuste, nonostante la crisi, continuano a finanziare le imprese.

Il principio di “sana e prudente gestione” è più che mai attuale alla luce dell’odierna congiuntura economica. Le banche italiane si piazzano meglio delle “cugine” europee nell’utilizzo della raccolta con il 63% dell’attività (nel 2008) rappresentato dagli impieghi ai clienti (di cui il 40% alle imprese) e con solo il 18% di attività finanziarie contro una media del 47% dell’area euro. La crisi economico-finanziaria impone una riflessione sui principi di Basilea2, la normativa europea sull’adeguatezza patrimoniale delle banche, entrata pienamente in vigore dal 1° gennaio 2008.L’ABI mette in cantiere due giorni di dibattito e confronto con le autorità di vigilanza italiane ed europee e gli esperti del settore sui temi della gestione del rischio di mercato e del rischio di credito, degli effetti prociclici della normativa, della riforma delle agenzie di rating e dell’impatto di Basilea2 sul rapporto banca-impresa anche alla luce della crisi finanziaria. Di questo, infatti, si parlerà nel corso del convegno annuale, organizzato dall’Associazione bancaria, dedicato a “Basilea2 e la crisi finanziaria” in programma oggi e domani al Palazzo dei Congressi dell’Eur a Roma.“Se il settore bancario italiano ha potuto assorbire meglio i colpi della crisi è grazie alla preminente attenzione data al finanziamento delle imprese rispetto a quella adottata nel resto del mondo”, ha così commentato oggi il Direttore generale dell’ABI, Giuseppe Zadra, aprendo i lavori del convegno. “E’ un errore annoverare Basilea2 tra le cause delle difficoltà economico-finanziarie che stiamo attraversando – ha concluso Zadra - la crisi impone prudenza e attenzione alla qualità del credito e Basilea2 ha contribuito a mantenere le nostre banche lontane dal credito “facile” che ha, invece, provocato il fallimento di decine di istituti negli Stati Uniti e in Europa”.