E' ANCORA PRESTO PER COLMARE I DISEQUILIBRI DELLA CRISI

E' ancora presto per cercare di colmare i disequilibri introdotti sui mercati e sui bilanci pubblici dalle politiche anticrisi ma non per cominciare a definirle.

Mario Draghi, governatore della Banca d'Italia e presidente del Financial Stability Board, sostiene che è ancora presto per cercare di colmare i disequilibri introdotti sui mercati e sui bilanci pubblici dalle politiche anticrisi ma non per cominciare a definirle."Anche se i tempi non sono ancora maturi per l'immediata attuazione di tali strategie di uscita, io sono per cominciare a progettarle e per riflettere sulle condizioni necessarie alla loro attuazione", dice Draghi. Per il governatore "l'uscita da politiche di bilancio eccessivamente espansionistiche per gestire la riduzione del debito pubblico e l'uscita dall'attuale orientamento delle politiche monetarie per mantenere l'ancoraggio delle aspettative di inflazione sono essenziali, sia per la stabilità dei prezzi, sia per la stabilità finanziaria. E infine l'uscita dalle micro-politiche a sostegno delle banche". Secondo Draghi ci troviamo ora nel mezzo di una strategia disegnata come risposta alla crisi. Si tratta di una strategia fondata su tre pilastri. Innanzitutto, "una risposta strutturale e regolamentare che mira a ricostruire un sistema finanziario piu' robusto e meno soggetto al rischio sistemico". Il secondo pilastro, ha aggiunto Draghi, "e' costituito dalle varie politiche, a livello macro e micro, che i governi nazionali hanno intrapreso per far fronte alle diverse emergenze. L'aumento dei deficit di bilancio, le politiche monetarie marcatamente espansionistiche in tutto il mondo hanno fatto fronte all'emergenza di segno macro. Dovremmo anche considerare le numerose azioni intraprese dai governi a sostegno degli istituti in difficolta', dalle ricapitalizzazioni alle garanzie, alle 'bad banks'. Ma c'è un terzo pilastro", ha rilevato il governatore, "che dovremmo cominciare a considerare, le strategie di uscita. L'uscita da politiche di bilancio eccessivamente espansionistiche per gestire la riduzione del debito pubblico e l'uscita dall'attuale orientamento delle politiche monetarie per mantenere l'ancoraggio delle aspettative di inflazione", ha sottolineato Draghi, "sono essenziali, sia per la stabilità dei prezzi, sia per la stabilita' finanziaria. E infine l'uscita dalle micro-politiche a sostegno delle banche". In questo contesto, ha osservato ancora l'inquilino di via Nazionale, l'Fsb non vuole essere un "nuovo ente globale di regolamentazione, ma un forte punto di riferimento per una regolamentazione basata su due pilastri: mantenere la parita' concorrenziale, puntare alla convergenza degli standard".