Bialetti approva il piano industriale 2009-2011

Il Consiglio di Amministrazione di Bialetti Industrie si è riunito oggi sotto la presidenza di Francesco Ranzoni ed ha approvato il piano industriale economico e finanziario 2009-2011.

Il Consiglio di Amministrazione di Bialetti Industrie si è riunito oggi sotto la presidenza di Francesco Ranzoni ed ha approvato il piano industriale economico e finanziario 2009-2011.“Il piano triennale 2009-2011 approvato oggi ha definito le linee del processo di riorganizzazione, semplificazione e di razionalizzazione delle strutture e delle attività del Gruppo, che favorirà un sensibile recupero di marginalità ed una riduzione della posizione finanziaria netta, nonostante il contesto congiunturale negativo dell’economia mondiale e la forte volatilità dei consumi - hanno affermato il Presidente Francesco Ranzoni e il Direttore Generale Giuseppe Servidori. – Il management dedicherà tutte le proprie energie nel prossimo triennio in azioni di rafforzamento del posizionamento del brand Bialetti nel mondo del caffè, nonché degli altri importanti marchi del Gruppo presenti sul mercato houseware, con una particolare attenzione alla profittabilità del business e ai flussi di cassa”.Il Piano delinea il percorso volto a conseguire un miglioramento della redditività e del cash flow, attraverso i seguenti driver strategici e industriali:- rafforzamento del posizionamento del brand Bialetti nel mondo del caffè (caffè in capsule, macchine elettriche per il caffè espresso, caffettiere), facendo leva sull’elevata storica riconoscibilità del marchio quale prodotto del “Made in Italy”, anche mediante ingresso, nell’ultimo trimestre del 2009, nel mercato del caffè porzionato con nuove macchine elettriche e capsule caffè in alluminio- mantenimento della posizione di leadership sul mercato chiave italiano, con particolare attenzione all’ottimizzazione del posizionamento del portafoglio di brand/prodotti del Gruppo (segmentazione e razionalizzazione offerta, prodotti, price positioning, etc.); enfasi sulla tradizione del “Made in Italy”