Non cambia lo scenario rispetto alla mattinata per le Borse europee che si confermano sulla retta via, aiutate dai segnali positivi che arrivano dall’opposta sponda dell’Atlantico. A Wall Street infatti i tre indici principali viaggiano tutti al di sopra della parità, anche se in frenata dai massimi segnati dopo la prima mezz’ora di contrattazioni, sulla scia della delusione arrivata dal fronte macro con riferimento alle vendite di case esistenti che a gennaio sono calate sui minimi da luglio 2012, scendendo a 4,62 milioni di unità, rispetto alla lettura precedente fermatasi a 4,87 milioni, mentre le attese erano per un ribasso meno marcato a 4,68 milioni di unità.
Intanto in europa il Cac40 sale dello 0,34%, seguito dal Ftse100 e dal Dax30 che si apprezzano rispettivamente dello 0,26% e dello 0,12%.

Negativa invece l’intonazione di Piazza Affari dove il Ftse Mib si presenta a poca distanza dai miimi intraday al di sotto dei 20.400 punti, con un ribasso dello 0,36%.
Si appesantisce strada facendo il bilancio di Tenaris che lascia sul parterre quasi il 4% complice la guidance prudente sull’anno in corso. Nel settore petrolifero si difende decisamente meglio Eni con un calo dello 0,12%, mentre Saipem cala dello 0,05%.

Contrastati i bancari che non riescono ad imboccare tutti la stessa direzione tanto che Intsa Sanpaolo arretra dell‘1,61%, seguito da Unicredit che cede lo 0,85%, mentre Banco Popolare e Mediobanca perdono lo 0,35% e lo 0,28%, seguiti da Banca Popolare di Milano che cede lo 0,1%. Sulla parità Monte Paschi, mentre Banca Popolare dell’Emilia Romagna e Ubi banca si apprezzano di circa mezzo punto percentuale.

Si conferma in rialzo Telecom Italia che sale di oltre l’1% sostenuto dai rumors di un possibile dal tra TIM Brasil e GVT. Tra gli industriali riescono a fare bane Ansaldo STS, CNh Industrial e Pirelli, tutti con rialzi poco al di sotto di un punto percentuale, mentre Finmeccanica oscilla intorno alla parità, lasciando indietro Fiat che cede lo 0,2%.