CRISI: DUE ITALIANI SU DIECI TAGLIANO LA SPESA

Un anno in chiaro scuro per l’Industria alimentare italiana che a Parma, in occasione dell’assemblea annuale di Federalimentare fa il punto sull’andamento del settore nel 2008.

Un anno in chiaro scuro per l’Industria alimentare italiana che a Parma, in occasione dell’assemblea annuale di Federalimentare fa il punto sull’andamento del settore nel 2008. Complice la crisi economica, rallentano i consumi e la produzione, mentre cresce l’export (+10%). Nel semestre settembre 2008-marzo 2009 i prezzi al consumo dell’alimentare lavorato diminuiscono del 4,5%... La marca continua a essere punto di riferimento per 7 italiani su 10, mentre il binomio servizio e salute continua a incontrare il favore dei consumatori anche in un periodo di tagli al budget familiare.Un 2008 difficile per l’Industria alimentare italiana, che comunque evidenzia la sua capacità di tenuta in un momento complesso per l’economia nazionale. Lo dimostrano i dati economici presentati a Parma in occasione dell’assemblea annuale di Federalimentare: rallentano i consumi e la produzione, mentre cresce l’export.“Nonostante le difficoltà dovute alla congiuntura internazionale - ha spiegato Gian Domenico Auricchio, Presidente di Federalimentare, nella sua relazione di avvio dei lavori dell’Assemblea – l’Industria alimentare si conferma secondo settore produttivo del Paese con un fatturato pari a 120 miliardi di euro dei quali l’export, a quota 20 miliardi di euro, rappresenta il 16,7%, con una crescita in valore di quasi il 10% sul 2007.”“Vale dunque la pena di sottolineare – ha proseguito Auricchio - la solidità della nostra espansione commerciale: i tassi di crescita nell’ultimo decennio sono oscillati costantemente, in valuta, tra il +6% e il +8%. Così, sull’arco 2000-2008, le esportazioni del settore alimentare sono aumentate complessivamente del +60% in valuta, contro il +41% dell’export totale nazionale.”