CRISI SIMILE AD UN TERREMOTO

Draghi: siamo nel mezzo di una crisi mondiale che ricorda l'aspetto di drammaticità, subitaneità e di intensità che, in fondo richiama il sisma che c'è stato in Abruzzo

Parole pesanti quelle del Governatore della Banca D'Italia, Mario Draghi, secondo il quale "siamo nel mezzo di una crisi mondiale che ricorda l'aspetto di drammaticità, subitaneità e di intensità che, in fondo richiama il sisma che c'è stato in Abruzzo".Secondo Draghi "è una crisi dove la domanda mondiale, con le recenti stime dell'Ocse, ma anche con le precedenti del Fondo monetario, è caduto del 10%. Il Pil in Italia se non continua a cadere, se non succede niente, alla fine dell'anno sarà caduto del 5%. Possiamo parlare di uscita dalla crisi se, in un certo senso, si realizzano le seguenti condizioni: la tenuta dei consumi e possibilmente la tenuta del mercato del lavoro o comunque la capacità di spesa anche in presenza di una crescita della disoccupazione".In sostanza "i comportamenti degli individui, delle imprese e dei consumatori da un lato e delle politiche economiche che nei prossimi mesi verranno adottate dall'altro, saranno le condizioni per il superamento della crisi. Condizione principale - ha detto ancora Draghi - è, comunque, la tenuta dei consumi. In Europa sono consumi che non hanno mai avuto tassi di crescita come quelli degli Usa, ma sono consumi stabili, di tipo durevole e non durevole. Se dovessero flettere queste speranze di recupero potrebbero diventare piu' difficili da realizzarsi. Per la tenuta dei consumi è essenziale una sostanziale tenuta del mercato del lavoro. C'è un aumento della disoccupazione in Abruzzo, come abbiamo visto nel rapporto, ma anche in tutta Italia: la disoccupazione continua a crescere".