Dati macroeconomici della settimana dal 15 al 19 Giugno

I dati sulla disoccupazione statunitense, che a maggio è peggiorata nettamente meno delle attese del mercato, hanno rafforzato negli operatori la convinzione che il punto di svolta sull’economia possa essere vicino.

I dati sulla disoccupazione statunitense, che a maggio è peggiorata nettamente meno delle attese del mercato, hanno rafforzato negli operatori la convinzione che il punto di svolta sull’economia possa essere vicino; la consapevolezza che la disoccupazione sia, come più volte detto, un “lagging indicator” (cioè un indicatore che si muove in ritardo rispetto alla congiuntura economica in corso) accresce importanza al segnale di un mercato del lavoro che decelera bruscamente nella distruzione di posti di lavoro, anche se la prudenza è d’obbligo e sicuramente serviranno altre conferme prima di escludere che si tratti di un mero “rimbalzo tecnico”.Vi sono anche altri elementi che sembrano confermare questo quadro, come la ripresa della produzione industriale cinese, salita a maggio ben oltre il consenso di mercato, il miglioramento anche della produzione industriale giapponese (+5,9% su base mensile ad aprile), il proseguimento del trend rialzista nelle quotazioni delle materie prime.La positiva sorpresa dei dati sul mercato del lavoro statunitense ha avuto un impatto molto significativo sui tassi: il mercato dei derivati sul mercato monetario in euro ha registrato un significativo rialzo nei tassi impliciti dei contratti con scadenza oltre il 2009, sul mercato obbligazionario dei titoli di Stato la curva a scadenza si è innalzata significativamente, riducendo nel contempo la sua pendenza a causa del rialzo più marcato sulla parte più breve.Per quanto riguarda le Banche centrali, in settimana è stato pubblicato il Bollettino mensile della Banca centrale europea che ha ribadito: il ritmo di contrazione dell’economia sta rallentando, l’inflazione attesa resta sotto controllo, l’inflazione “core”, che esclude le voci volatili di energia ed alimentari, è significativamente superiore all’inflazione generale. Nel Bollettino si legge anche che ci vorrà tempo prima che le misure non convenzionali adottate dalla Bce esplichino i loro effetti sull’economia reale: tali misure comprendono l’offerta alle tesorerie bancarie di prestiti illimitati per 12 mesi ed i previsti acquisti di covered bond per un ammontare fino a 60 miliardi di euro; tutti i provvedimenti adottati sono ritenuti in linea con il perseguimento dell’obiettivo della stabilità dei prezzi.