Europa sotto pressione. Grande attesa per open Usa, attenzione ai dati macro

A Piazza Affari affondano Unicredit e Intesa Sanpaolo. vendite su Fiat ed STM, si difende Terna, male le altre utilities.

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Doloroso risveglio per le Borse europee che quest’oggi hanno dovuto fare i conti sin dalle prime battute con un brusco intervento dei ribassisti. Sulla scia della flessione registrata dalle piazze asiatiche e in assenza di indicazioni da Wall Street, rimasta chiusa ieri per festività, i listini del Vecchio Continente hanno imboccato da subito la via delle vendite. A preoccupare gli investitori sono anche i timori legati all’economia globale dopo i deludenti dati macro arrivati dalla Cina. Mentre il Dax30 arretra dell‘1,71%, restano un pò più indietro il Cac40 e il Ftse100 che scendono del 2,11% e dell‘1,95%. A pagare il conto più salato è ancora una volta Piazza Affari dove l’indice Ftse Mib scivola in area 18.850 punti con una perdita del 3,49%. Si difende Terna che si muove appena sotto la parità con un calo dello 0,08%, mentre Snam Rete Gas arretra dell’1%. PIù pesante A2A che flette di quasi tre punti dopo aver annunciato ieri la vendita della quota azionaria in Alpiq. Segno meno per i titoli del settore oil con ENI che limita i danni all‘1,7% dopo che Jp Morgan ha migliorato il giudizio da “underperform” a “neutral”. PIù consistenti le vendite su Saipem e Tenaris che viaggiano in ribasso del 5% e del 3,2%. Seduta pesante per le banche con Unicredit e Intesa Sanpaolo che affondano rispettivamente del 6,84% e del 5,41%, seguiti da Mediobanca che accusa un ribasso del 4,9%, mentre Ubi banca, Banco Popolare e Monte Paschi viaggiano in rosso di oltre il 4,5% seguiti da BP Milano che scende del 3,75%, malgrado le ultime indicazioni relative ad un possibile interesse per Banca Monte Parma. Vendite copiose su Fiat ed STm che arretrano di oltre tre punti, mentre Telecom Italia viaggia in correzione del 2,3%.