Fiat: gravi conseguenze per il blocco dello stabilimento di Melfi

Il Lingotto ha fatto sapere che il blocco delle attività nell’impianto di Melfi ha portato ad oggi una perdita di produzione di circa 7mila autovetture.

In una nota diffusa in serata Fiat ha reso noto che da una settimana sono in corso a Melfi agitazioni sindacali in due imprese dell’indotto, la Plastic Components e la Sistemi Sospensione SpA (entrambe appartenenti a Magneti Marelli), che stanno bloccando, per mancanza di fornitura di componenti, l’attività dello stabilimento Fiat, che occupa circa 5.000 persone. Al blocco sono interessate anche le aziende dell’indotto del comprensorio. Le tensioni sindacali, sfociate nel prolungato sciopero di questi giorni, nascono dal mancato rinnovo di alcuni contratti di somministrazione di lavoro a tempo determinato nelle due aziende di componentistica, rispettivamente 25 per la Plastic Components e 32 per la Sistemi Sospensione SpA. In un momento in cui i provvedimenti di cassa integrazione ordinaria gravano pesantemente su molti dipendenti e sulle loro famiglie, la Fiat ha scelto di non ricorrere a nuovi contratti ma di impiegare temporaneamente – anche in queste due imprese – lavoratori provenienti da altri stabilimenti del Gruppo e attualmente in cassa integrazione. Questo permette di ridurre il ricorso complessivo alla CIGO e di mitigare gli effetti del provvedimento sui lavoratori. La Fiat ritiene che si tratti di una decisione coerente con una gestione responsabile della crisi di mercato. Purtroppo, la protesta nata all’interno delle due aziende di componentistica ha causato il blocco dell’attività nell’impianto di Melfi, con conseguenze negative sia per le migliaia di persone che lavorano nello stabilimento, che avranno evidentemente riflessi sul loro salario, sia per la Fiat, la cui perdita di produzione è pari fino ad oggi a circa 7.000 vetture.