Intesa Sanpaolo: approvato il progetto di razionalizzazione della bancassicurazione

Il progetto condurrà a un’unica compagnia al servizio delle reti bancarie del gruppo e a una compagnia vita al servizio dei promotori finanziari di Banca Fideuram.

Il Consiglio di Gestione e il Consiglio di Sorveglianza di Intesa Sanpaolo, hanno approvato, secondo le rispettive competenze, il progetto di razionalizzazione delle attività di bancassicurazione del gruppo, secondo una logica di specializzazione per rete distributiva, che condurrà a un’unica compagnia al servizio delle reti bancarie del gruppo e a una compagnia vita al servizio dei promotori finanziari di Banca Fideuram.Allo stato attuale, le partecipazioni di Intesa Sanpaolo nell’attività di bancassicurazione sono le seguenti: Intesa Vita, partecipata al 50%, joint venture con il Gruppo Generali e operante sulle filiali ex Banca Intesa; EurizonVita, controllata al 99,96% e operante sulle filiali ex Sanpaolo IMI; Centrovita Assicurazioni, controllata al 51%, joint venture con Cardif Assurance (Gruppo BNP Paribas) e operante sulle filiali di Carifirenze e Sud Polo Vita, controllata al 99,97% e operante sulle filiali di Banco di Napoli e Casse del Centro.A valle dello scioglimento delle joint venture con Generali e Cardif e del connesso esercizio delle opzioni put da parte dei partner assicurativi, Intesa Sanpaolo avrà di fatto il controllo integrale delle quattro compagnie.La realizzazione del progetto è subordinata all’ottenimento delle necessarie autorizzazioni. In particolare, poiché il provvedimento Antitrust che ha autorizzato la fusione tra Banca Intesa e Sanpaolo IMI prevede che Intesa Sanpaolo ceda Sud Polo Vita a terzi operatori, si segnala che è stato richiesto all’Autorità Antitrust di modificare l’impegno, sollevando Intesa Sanpaolo dall’obbligo di cedere tale società.L’attività di bancassicurazione del Gruppo Intesa Sanpaolo risultante dal progetto registrerebbe, sulla base di dati proforma a fine 2008, premi lordi contabilizzati per circa 8 miliardi di euro e riserve tecniche per circa 63 miliardi di euro.