Istat: in calo i prezzi della produzione industriale

Nel mese di maggio 2009, sulla base degli elementi finora disponibili, l’indice generale dei prezzi alla produzione dei prodotti industriali è diminuito dello 0,2% rispetto al mese precedente.

Nel mese di maggio 2009, sulla base degli elementi finora disponibili, l’indice generale dei prezzi alla produzione dei prodotti industriali con base 2005=100 è diminuito dello 0,2 per cento rispetto al mese precedente e del 6,1 per cento rispetto al mese di maggio 2008. Nella media degli ultimi tre mesi (periodo marzo-maggio) l’indice è diminuito dell’1,6 per cento rispetto ai tre mesi precedenti.L’indice relativo ai prezzi dei prodotti venduti sul mercato interno ha registrato un calo congiunturale dello 0,2 per cento e una diminuzione tendenziale del 6,7 per cento. Nella media degli ultimi tre mesi l’indice è diminuito dell’1,6 per cento rispetto alla media dei tre mesi precedenti.Per i beni venduti sul mercato estero l’indice è diminuito dello 0,3 per cento in termini congiunturali e del 3,9 per cento in termini tendenziali. Nella media degli ultimi tre mesi l���indice ha segnato una diminuzione dell’1,1 per cento rispetto ai tre mesi precedenti.Nel mese di maggio, l’indice dei prezzi dell’insieme dei prodotti industriali (venduti sui mercati interno ed estero) ha registrato, rispetto ad aprile, variazioni negative per i beni strumentali (meno 0,6 per cento) e per i beni intermedi (meno 0,2 per cento), una variazione positiva per l’energia (più 0,2 per cento) ed è rimasto invariato per i beni di consumo.Nel confronto tra maggio 2009 e lo stesso mese dell’anno precedente, l’indice ha segnato un incremento per i beni strumentali (più 0,2 per cento), mentre ha registrato diminuzioni per i beni di consumo (meno 0,3 per cento), per i beni intermedi (meno 5,6 per cento) e per l’energia (meno 21,8 per cento).Nel confronto tendenziale relativo al periodo gennaio-maggio, le variazioni sono risultate positive per i beni di consumo (più 0,2 per cento) e per i beni strumentali (più 0,9 per cento) e negative per i beni intermedi (meno 3,7 per cento) e perl’energia (meno 15,6 per cento).