L’Europa attende con fiducia gli Usa. Focus su dati macro e annuncio Fed

A Piazza Affari corrono i titoli del settore petrolifero, rimbalza STM, in rosso Telecom. Unicredit in evidenza tra i bancari, storna Ansaldo STS.

L’incertezza della vigilia sta lasciando il posto quest’oggi ad un rimbalzo più convinto per le Borse europee che, dopo una partenza positiva, hanno allungato ulteriormente il passo nel corso della mattinata. In attesa di conoscere i dati macro Usa che saranno diffusi nel pomeriggio e in vista dell’appuntamento con la Fed, i listini del Vecchio Continente si spingono in avanti, con il Ftse100 in salita dello 0,15%, ma riescono a fare decisamente meglio il Cac40 e il Dax30 che avanzano dello 0,65% e dello 0,68%. Ben intonata anche Piazza Affari dove l’indice Ftse Mib si muove poco al di sotto dei 18.600 punti, con un vantaggio dello 0,68%. Tornano prepotenti gli acquisti sui titoli del settore oil, con Tenaris e Saipem in rally l 4,77% e del 4,2%, mentre procede in maniera più cauta ENI con un rialzo dello 0,75%. Rimbalza STM che dopo il calo della vigilia recupera quasi due punti percentuali, mentre prosegue in ribasso Telecom Italia che perde quasi un punto nonostante i positivi commenti di Moody’s sulla liquidità del gruppo. Segno più per Fiat che avanza dello 0,53% sulla scia delle dichiarazioni di Elkann sullo stato di salute del settore auto. Nel settore bancario si mette in evidenza Unicredit con un progresso dell’1,5% dopo il via libera del Cda ad un aumento di capitale gratuito al servizio del piano di incentivazione. Timido rimbalzo per Banca Popolare di Milano che avanza dello 0,74%, seguito da Intesa Sanpaolo che sale dello 0,44% dopo l’ok alla razionalizzazione della bancassicurazione. In rosso Monte Paschi e Banco Popolare, che cedono lo 0,74% e lo 0,88%, preceduti da Ubi Banca che arretra dell’1,13%. Prese di profitto su Ansaldo STS che dopo il rally della vigilia scende dell’1,33%e tra gli industriali è ancora più debole Finmeccanica che perde l’1,73%, nonostante il gruppo abbia chiarito che non ci saranno ricadute sulle guidance 2009-2010 dai ritardi di Boeing nel lancio del 787 Dreamliner.