Petrolio in picchiata. Preoccupano le stime della Bca Mondiale sulla crescita globale

Le quotazioni hanno lasciato sul parterre oltre tre punti e mezzo, complice anche il rafforzamento del dollaro e il calo dell’azionario.

Pesante avvio di settimana per le quotazioni del petrolio che sulla scia del ribasso già registrato nell’ultima seduta della scorsa ottava, hanno continuato a perdere terreno quest’oggi. I prezzi si sono allontanati sempre più dall’area dei 70 dollari al barile, muovendosi in parallelo alla discesa dei mercati azionari, sia europei che americani. A favorire le vendite ha contribuito anche l’inattesa forza del dollaro che ha recuperato terreno nei confronti delle altre valute, scoraggiando così gli acquisti di greggio. I ribassisti hanno inoltre avuto la meglio dopo le fosche previsioni della Banca Mondiale che per quest’anno si aspetta una crescita negativa a livello globale nell’ordine del 2,9%. Tanto è bastato per scatenare un’ondata di vendite sul circuito del Nymex a New York dove il future con scadenza agosto si è fermato a 67,06 dollari, con un affondo del 3,6%.