Sono molti anni che si parla di cambiamento climatico, ormai questa accoppiata di parole non è più qualcosa di inconsueto da leggere sui giornali o ascoltare in televisione, ma qualcuno sta davvero facendo qualcosa?

Da quando Greta Thunberg ha fondato i suoi Fridays for Future, la lotta al cambiamento climatico ha iniziato ad essere un argomento spinoso e impossibile da ignorare per i governi di tutto il pianeta.

Lo scorso 6 ottobre si è tenuto uno dei tanti incontri dell’Unione Europea su questo tema.

In occasione del Consiglio Ambiente infatti i ministri dell’ambiente hanno definito la posizione dell’UE di estrema urgenza d’intervento in preparazione al vertice delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (COP26) che si terrà a Glasgow nel Regno Unito.

Tantissime persone nel loro piccolo hanno iniziato a basare la propria quotidianità considerando l’impatto che il proprio stile di vita ha sulla Terra, ma senza la collaborazione dei Governi e delle grandi aziende ogni piccolo passo compiuto dai cittadini potrebbe essere vano.

Sui social sono nati molti canali e pagine che diffondono tips e piccoli consigli su come ridurre il proprio impatto ambientale nella vita di tutti i giorni come GreenTask su twitter oppure blog dedicati come Green.it oppure altri ancora spiegano le possibilità di uno stile di vita più green sui propri canali Youtube.

Cosa significa cambiamento climatico

Cambiamento climatico per sua letterale definizione significa una variazione del clima del pianeta Terra.

I governi mondiali si occupano attualmente e con estrema urgenza del cambiamento climatico perché le variazioni che in atto sono forzate dallo stile di vita umano e di conseguenza non sono naturali.

L’inquinamento causato dalle fabbriche e dallo stile di vita della popolazione mondiale in generale ha velocizzato e intensificato il cambiamento climatico terrestre fino a renderlo particolarmente imprevedibile e pericoloso per la vita stessa.

Quali sono le principali cause del cambiamento climatico?

È l’inquinamento la causa più grave del cambiamento climatico, ma cosa significa inquinamento?

Inquinamento significa principalmente immettere nell’atmosfera terrestre gas in enormi quantità (conosciuti comunemente gas serra).

I gas serra rafforzano la capacità dell’atmosfera di trattenere le onde di calore naturali provenienti dal suolo (che quindi non si disperdono) aumentando la temperatura media all’interno dell’atmosfera e producendo l’effetto serra.

In assoluto il gas serra derivante da attività umane maggiormente responsabile del cambiamento climatico è l’anidride carbonica (CO2).

Quali sono le attività dell’uomo che incidono sul cambiamento climatico?

Il problema di maggior rilievo per il cambiamento climatico sono appunto le attività compiute dall’uomo attraverso fabbriche di produzione di massa e grandi trasporti.

I combustibili fossili, tra cui il petrolio, sono ancora la principale fonte di rifornimento dei mezzi di trasporto.

Il petrolio infatti è la maggiore fonte di produzione di benzina o altri tipi di rifornimenti per alimentare i motori di macchine, aerei, grandi navi portacontainer e altre navi.

Inoltre i combustibili fossili vengono attualmente ancora utilizzati nelle fabbriche di produzione di ogni dimensione.

Oltre ai combustibili fossili, anche la deforestazione incontrollata produce effetti devastanti sul cambiamento climatico.

Gli alberi aiutano la regolazione del clima assorbendo la CO2 presente nell’atmosfera, ma tagliando intere foreste ci si trova di fronte a un duplice effetto negativo:

  • l’albero tagliato non assorbe più la CO2 dall’atmosfera
  • la CO2 contenuta all’interno del tronco dell’albero raccolta dalla pianta viene totalmente rilasciata nell’aria quando essa viene recisa.

La deforestazione inoltre non produce effetti negativi solo nei confronti del cambiamento climatico, ma mette in difficoltà anche una grande quantità di specie animali che non hanno più a disposizione il proprio habitat naturale.

Anche la coltivazione di massa dei terreni, per rimanere in pari con la grande distribuzione dei supermercati e delle grandi catene, ha effetti importanti sul cambiamento climatico.

Questo perchè i fertilizzanti utilizzati nelle coltivazioni sprigionano un altro gas serra, l’ossido di azoto.

Come ogni produzione che deve soddisfare enormi quantità distribuite in tutto il globo, anche l’allevamento di bestiame se portato all’estremo (come in questi anni) produce conseguenze gravi relativamente al cambiamento climatico.

I bovini e gli ovini durante il loro processo di digestione producono importanti quantità di metano che quando si tratta di allevamenti intensivi hanno conseguenze anche sull’atmosfera.

Proprio come la deforestazione, anche l’allevamento di bestiame da macello non ha rilevanza soltanto per quanto concerne il cambiamento climatico ma anche per la salute e il trattamento riservato agli animali degli allevamenti che spesso subiscono maltrattamenti e barbarie.

Infine, citato per ultimo ma non per importanza, anche i gas cosiddetti fluorurati entrano a far parte del grave problema del cambiamento climatico.

Perchè sono i gas che vengono utilizzati per gli impianti di refrigerazione, di condizionamento d’aria e per le pompe di calore, impianti antincendio ed estintori.

Nonostante questi siano gas serra meno noti, sono anche alcuni dei gas più diffusi nell’atmosfera terrestre a causa dell’aumento incrementale degli esseri umani sul pianeta e anche della diffusione della tecnologia.

Perchè la tecnologia ha un impatto così importante sul cambiamento climatico?

La diffusione tecnologica e di internet ha facilitato la vita di tutti, ma non senza conseguenze sul pianeta purtroppo.

Il cambiamento climatico è causato in larga parte anche dalle più grandi aziende tecnologiche del pianeta (principalmente situate nella Silicon Valley in California).

Queste sono le nuove aziende di produzione che abbiamo conosciuto durante le rivoluzioni industriali, l’unica differenza è che non producono prodotti ma servizi e lo fanno attraverso quelle che vengono chiamate “server farm”.

Il problema è tanto grave quanto semplice da comprendere: per mantenere un servizio ottimo per i clienti e funzionante 24 ore su 24, sette giorni su sette le server farm hanno necessità di immense quantità di energia elettrica e di fonti di raffreddamento.

Con server farm si intendono enormi impianti che contengono esclusivamente migliaia di computer fissi adibiti al solo compito di mantenere attivo il servizio internet.

Questi sistemi, oltre all’energia elettrica, per funzionare correttamente necessitano impianti antincendio e antiallagamento, impianti di condizionamento e di sicurezza.

Il funzionamento di una sola server farm consuma circa quanto 15mila abitazioni solo in termini di energia elettrica.

Alcuni esempi di aziende di rilievo mondiale che utilizzano le server farm sono Facebook, Instagram e Whatsapp ma anche Bitcoin e Google.

Quali sono le maggiori conseguenze del cambiamento climatico?

La più grave conseguenza si palesa con l’innalzamento delle temperature media mondiali.

Questo è il dato più importante perchè a cascata il riscaldamento globale causa a sua volta una grande quantità di eventi catastrofici.

Per questo motivo gli stati membri della Convenzione delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici nel 2015 hanno firmato l’Accordo di Parigi che prevede che ogni Paese di impegni per mantenere l’aumento della temperatura annuale sotto i 1,5°C.

Il riscaldamento globale nell’ultimo decennio è già stato la fonte di conseguenze irreparabili:

  • il ghiaccio marino artico è il 12,85% in meno rispetto a 10 anni fa
  • le maree hanno registrato un aumento dei mari di 3,3 mm
  • il 2020 è stato il secondo anno più caldo di sempre
  • si sono manifestati eventi  meteorologici estremi in tutto il pianeta (dagli incendi in Australia ai nubifragi e bombe d’acqua in Italia)

Cosa possono fare le aziende e i cittadini per limitare l’avanzata del cambiamento climatico?

Le possibilità di diminuire l’impatto che ha il nostro stile di vita nei confronti del pianeta sono a dir poco infinite.

C’è chi ha deciso di boicottare il fast fashion evitando di comprare vestiti e accessori nelle grandi catene extra continentali per evitare i trasporti intercontinentali (e anche lo sfruttamento di paesi sottosviluppati).

Oppure chi ha voluto concentrarsi sulla differenziazione estrema dei rifiuti cercando di produrre meno rifiuti indifferenziati possibili.

Alcuni hanno pensato di seguire la filosofia del minimalismo ossia ridurre al minimo i propri acquisti e consumi.

Inoltre c’è anche chi ha preferito adottare un’alimentazione totalmente vegetale non solo a causa del maltrattamento degli animali ma anche per l’impatto che la produzione di carne di grandi bovini e ovini ha in termini di gas serra.

Queste sono solo alcune delle opzioni possibili per i singoli cittadini, ma quello che farà davvero la differenza sono gli impegni presi dai Governi mondiali e anche dalle grandi aziende multinazionali come per esempio quelle tecnologiche che lavorano con le server farm.

Nel 2018 Facebook aveva dichiarato di voler ridurre del 100% le proprie emissione inquinanti entro il 2020.
Ad oggi, nel 2021, possiamo dire che l’obiettivo non è stato raggiunto ma che l’azienda ha iniziato a lavorare con ottimi risultati.

Facebook dal 2018 al 2020 ha sottoscritto contratti di energia eolica e solare per circa 8 miliardi di dollari in 63 progetti di energia rinnovabile diversi.

Anche Apple ha seguito a ruota il colosso dei social e infatti alla fine del 2019 ha ufficializzato le sue intenzioni di raggiungere l’impatto zero nella produzione di tutti i suoi prodotti entro il 2030, quindi nell’arco di 10 anni.

Ogni persona, ogni famiglia, ogni comunità e mano a mano ogni organizzazione sempre più grande può modificare le proprie abitudini per rallentare (nel migliore dei casi fermare) il cambiamento climatico, ma indubbiamente il lavoro più importante spetta alle grandi produzioni.

Grandi aziende che si impegnano e iniziano a costruire processi con l’obiettivo di annullare il proprio impatto sull’ambiente può davvero dare una svolta al trend negativo che il cambiamento climatico ha intrapreso negli ultimi dieci anni.