In Italia non bastano tutte le tasse che ogni anno i cittadini sono tenuti a pagare, esiste anche una somma di denaro riguardante la televisione, in particolare la rete nazione: stiamo parlando del Canone Rai. 

Chiunque avrà sentito parlare del canone televisivo, un'imposta sul possedimento di apparecchi che si adattano a recepire i programmi e film.

Sono tante le dicerie che si aggirano intorno a questo tema che allo scadere del pagamento torna ad essere un tema di notevole importanza. In questo articolo vogliamo riportare gli aspetti più salienti dell'imposta, dalle origini fino ad oggi. Il Governo, in queste ultime settimane, sta lavorando ad un piano nuovo e originale legato a tale argomento. 

Canone Rai: le sue origini

Quello che tutti erroneamente chiamano Canone Rai è in realtà l'imposta sulle radioaudizioni, nato sotto forma giuridica nel 1938 con il regio decreto-legge n 246.
 
All'epoca la televisione, la radio e tutti gli strumenti mediatici erano in fase di sperimentazione e chi possedeva il televisore era un benestante. Più famiglie si univano davanti all'apparecchio o si radunavano all'osteria o all'oratorio per seguire qualche programma di informazioni. 
 
Il servizio pubblico televisivo aveva appena compiuto quattro anni, vale a dire era nato nel 1934  a Torino quando iniziarono ad essere prodotte le  prime prove di trasmissioni tv. Solo venti anni dopo, precisamente il 3 gennaio 1954, si è assistito ad un cambiamento radicale e quindi alla vera svolta televisiva. 
 
Quindi il canone faceva riferimento a tutti coloro che possedevano un apparecchio per le radioaudizioni. Il decreto affermava che
Chiunque detenga uno o più apparecchi atti od adattabili alla ricezione delle radioaudizioni è obbligato al pagamento del canone di abbonamento, giusta le norme di cui al presente decreto. 
Successivamente la qualificazione giuridica dell'imposta è stata sancita dalla Corte Costituzionale che al riguardo ribadisce che 
Non trova la sua ragione nell'esistenza di uno specifico rapporto contrattuale che leghi il contribuente, da un lato, e l'Ente Rai, che gestisce il servizio pubblico radiotelevisivo, dall'altro, ma costituisce una prestazione tributaria, fondata sulla legge, non commisurata alla possibilità effettiva di usufruire del servizio de quo. 
Chiunque possieda un apparecchio è obbligato a pagare l'imposta, a prescindere dall'effettiva ricezione dei programmi della Rai o dal volerli ricevere.

Canone Rai: tipologie

Esistono due tipi di canoni che sono
  • canone ordinario;
  • canone speciale.

Quello di tipo ordinario è  una tassa nominale che si riferisce a chi possiede uno o più apparecchi televisivi. Riguarda sia i mezzi della prima che della seconda abitazione, qualora se ne avesse.
 
Anche gli stranieri sono soggetti al pagamento. Con la legge di stabilità, in vigore dal 2016, la tassa sulla televisione viene pagata dagli  utenti attraverso le bollette dell'energia elettrica collegate alla prima casa del nucleo familiare.
 
Il canone speciale si riferisce, invece, ai proprietari di televisori e apparecchi radiofonici che hanno un esercizio commerciale, scollegato dall'ambito familiare.  In questo caso l'importo della tassa cambia a seconda del tipo di impresa, ente o associazione che possiede gli strumenti e al numero di essi.
 
Secondo quanto si legge nell'art. 17 del D.L. 6 dicembre 2011, n. 201, sarà compito delle società e imprese dichiarare attraverso l'Isee il numero di abbonamento speciale alla radio o alla televisione, vale a dire quanti apparecchi "atti o adattabili" alla ricezione delle trasmissioni si possiedono.

In entrambi i casi a partire dal 2016 la cessazione per suggellamento non è più prevista, ciò significa che non è più possibile evitare di pagare la tassa  sul servizio pubblico radio-televisivo apponendo  dei sigilli all’apparecchio tv. 

Canone Rai: chi è esente dal pagarlo

Non tutti sono tenuti a pagare il Canone Rai in bolletta elettrica. Ci sono alcune categorie esenti, esse sono:
  • Coloro che hanno un'età uguale o superiore ai  75 anni con un reddito annuale inferiore a Euro 6.713,98;
  • Chi possiede una seconda casa, poiché pagherà il Canone RAI nella bolletta dell’energia elettrica della prima abitazione;
  • Ospedali militari, Case del soldato e Sale convegno dei militari delle Forze armate;
  • Militari stranieri che appartengono alle forze armate della Nato di stanza in Italia;
  • Agenti diplomatici e consolari stranieri autorizzati in Italia;
  • Rivenditori e riparatori TV.

Canone Rai: a quanto ammonta l'imposta

Da quando è stato intromessa la tassa del Canone Rai all'interno della bolletta della luce attraverso la legge di Stabilità risalente al 2016, la quota dell'imposta è di cento euro. Precedentemente ammontava a 113,50 euro.
 
Nel 2017 è scesa ancora di più fino ad arrivare a 90 euro. Il cittadino avrà la possibilità di pagare da gennaio a ottobre. Il canone semestrale costa invece 45,94 euro, quello trimestrale 23,93 euro.

Canone Rai: le ultime novità

In queste ultime settimane non si parla d'altro. A quanto pare il Governo sta lavorando ad un programma che rientra nel Decreto Concorrenza, in uscita prossimamente, che potrebbe eliminare definitivamente il Canone Rai dalla bolletta elettrica.
 
Questa esigenza nasce dal fatto che l'Italia abbia aderito al Recovery Fund, quindi è necessario che si adatti alle norme legate alla trasparenza riguardanti le spese accessorie in bolletta. Tra queste rientra anche la tassa del canone televisivo.
 
Ora gli esperti devono trovare una soluzione qualora si eliminasse totalmente l'imposta dalla bolletta. Un addio del tributo nella fattura elettronica  potrebbe scaturire un richiamo all'evasione da parte dei cittadini rimossa con l'inserimento della tassa nella bolletta della luce. 
 
Il ritorno al bollettino potrebbe scaturire nel cittadino anche una sorta di illusione: gli sembrerà di pagare di meno, ma in realtà non cambierà nulla dal momento che la tassa sulla televisione dovrà essere versata.
 
Nell'attesa è doveroso chiarire cosa sia il Decreto Concorrenza. Esso fa parte, insieme alle Semplificazioni, di una raccolta di riforme, secondo il governo, necessarie per far ripartire l’economia del Paese. Precedentemente era stata approvata una legge nel 2015, chiusa nel 2017.
 
Dopo l'emergenza sanitaria però gli esperti hanno affermato che bisogna impegnarsi nel risanare l'Italia dalla crisi che si è verificata soprattutto in questi ultimi due anni. Dunque lo Stato sta lavorando ad una serie di riforme utili per supportare il nostro Paese.

Canone Rai: arrivano gli arretrati

Da sempre la tassa del Canone Rai non va giù a milioni di italiani che ogni anno si ritrovano però a doverla pagare e senza fare obiezioni. C'è chi nel corso del tempo ha fatto il furbetto ed ha cercato di evitare il pagamento.
 
Prima dell'inserimento dell'imposta nella fattura elettronica sono tanti coloro che sono riusciti nell'intento ma che successivamente si sono ritrovati a versare tutti gli arretrati.
 
Il compito di controllare chi paga e chi no spetta all'Agenzia delle entrate, solo l'ente di amministrazione pubblica avrà la possibilità di verificare chi rientra nella categoria di evasori e procedere successivamente alla riscossioni dell'importo mancante.
 
L'agenzia delle entrate ha il compito di chiedere i debiti del Canone Rai fino alla sua disposizione che può avvenire dopo dieci anni. Nel dettaglio, l'ente dovrà incrociare i dati disponibili presenti nelle banche affinché verifichi tutti gli spostamenti, utenze intestate degli gli evasori. Solo così si potrà ufficialmente confermare chi ha dichiarato il falso.

I controlli possono avvenire a campione o nel caso in cui sorgano dei dubbi sulla veridicità delle dichiarazioni sostitutive. Per questa situazione particolare l'Agenzia delle Entrate dovrà confrontare i dati delle banche pubbliche attraverso la finanza che comunicherà poi l'anomalia al Fisco. 
 
L'analisi dei dati è solo un primo step che non è certo. Per confermare o meno la presenza di apparecchi televisivi in casa, sarà necessario l'accesso della Guardia di Finanza che può avvenire solo in determinate condizioni di garanzia del contribuente e solo se è presente un'autorizzazione del procuratore della Repubblica.
 

Canone Rai: Aduc parla di dati inesatti da parte del Governo

L'argomento di cui stiamo parlando con attenzione e precisione è uno dei temi che necessita di un'analisi curata e dettagliata. A tal proposito anche AducAssociazione diritti Utenti Consumatori ha tentato, attraverso un comunicato, di fare chiarezza sul canone Rai. Secondo quanto riporta il documento, il Governo non comunicherebbe i dati reali.Così si legge da parte di Aduc
 
Secondo i dati del Nadef gli evasori del canone Rai, nel 2019, sono oltre 2,67 milioni, 270 mila in più rispetto a quando nel 2016 la riscossione di questa imposta è tramite bolletta elettrica. Il totale dei morosi sarebbe 824.000 per un mancato introito di 74 milioni di euro.
E poi ancora
Per la relazione preoccupa il trend di crescita, che si presenta dopo il boom del 2016 che, da 7,5 milioni di evasori portò questi ultimi a 1,7 milioni, facendo raggiungere 1,97 miliardi di gettito che nel tempo è rimasto pressoché costante… fino ad oggi. Questi sono i conti ufficiali della tassa con la quale paghiamo la Rai. 
Si aggiunge ai dati il commento da parte di Aduc che afferma
Dati che sono farlocchi perché si basano sul fatto che ogni famiglia possieda un televisore collegato all’antenna...la differenza tra abbonati e numero di famiglie è per il ministero il numero di evasori. Realtà impossibile, soprattutto oggi che buona parte dei programmi che si possono vedere sul digitale terrestre sono fruibili anche in streaming e nell’era del boom di programmi che si vedono SOLO in streaming. Rimane la perplessità di perché si diano questi dati farlocchi… forse perché se le grida di pericolo sono maggiori si presume che il controllore faccia maggiori controlli e provvedimenti? Brutta e degradante storia!