Da giorno 8 settembre 2021 sono partiti i cantieri per la realizzazione di CityWave uno degli edifici della Citylife, un esempio di innovazione, tecnologia e sostenibilità. CityWave nasce dallo studio di BIG, ovvero il Bjarke Ingels Group, con lo scopo di rispondere ad una nuova visione di workplace, rivoluzionando il modo di vedere gli uffici come luoghi di lavoro privo di stimoli.

CityWave mette al centro la qualità della vita proponendo un nuovo stile sostenibile ed innovativo, oltre che tecnologico. Esso vuole andare oltre la sostenibilità, attraverso soluzioni progettuali innovative, propone uno stile di vita completamente diverso da quello che attualmente viviamo. Una città ad impatto zero. 

L’importanza della sostenibilità

Quando si parla di sostenibilità ambientale in edilizia si parla dell’impatto che un edificio potrebbe avere sull’ambiente circostante, molte volte facendo anche riferimento all’efficienza energetica. A volte però c’è anche un altro aspetto da tenere in considerazione, ovvero l’uso di materiali sostenibili e ad impatto zero. Ed è qui che entra in gioco la bioedilizia e la bioarchitettura.

Il concetto di edilizia sostenibile, il Green Building, nasce attorno agli anni 70 e ha come obiettivo la sostenibilità ambientale fin dai primi step necessari alla costruzione di un fabbricato: dall’estrazione delle materie prime, alle rifiniture finali. Esso tiene in considerazione l’uso di energia solare, di materiali locali estratti avendo cura della loro rigenerazione e acqua rigenerata.

I prodotti edili usati per la costruzione di una casa o di un edificio sono in media di 200 tonnellate e molti di questi, come la sabbia, sono difficilmente rinnovabili.  

La sostenibilità è il pilastro su cui poggiano i progetti per la realizzazione di Citylife, la città del futuro. Gli obiettivi maggiori sono la riqualificazione urbana e la cura dell’ambiente. Le città del futuro devono poter essere sostenibili, costruite attraverso materiali di qualità e ad impatto zero, oltre che aver cura degli abitanti. 

Una città meno inquinata è anche più vivibile perché mette in primo piano la salute delle persone e dell’ambiente circostante. Sono queste le caratteristiche di Citylife. La speranza è che a partire da questo progetto, per molti versi sperimentale ma non troppo, possa avviarsi un nuovo modo di intendere l’edilizia. Le grandi costruzioni completamente fatte da cemento, non possono considerarsi più adeguate alle esigenze ambientali. Oltre che deturpare il paesaggio, non tengono in considerazione le reali necessità delle persone: la vivibilità e l’abbattimento del problema dell’inquinamento.

Vi consiglio la visione del video dell'intervista al Sindaco Giuseppe Sala di alanews:

I materiali del Green Building

I materiali usati per la costruzione di un edificio sostenibile sono caratterizzati dalla loro capacità di essere riciclati e rinnovati.  In sostanza, i materiali utilizzati dalla bioarchitettura sono:

  • il legno;
  • la fibra di paglia;
  • la fibra di legno;
  • fibra di cocco;
  • sughero;
  • cellulosa.

Questi materiali sono caratterizzati dalla loro capacità di essere riciclati, dall’impatto che hanno sull’ambiente (praticamente nullo), dall’impatto energetico sulla lavorazione e l’estrazione, l’abbondanza in nature e le enormi capacità isolanti, sia termici che acustici. 

L’uso di questi materiali nella costruzione dei fabbricati di nuova generazione ridurrebbe del 90 per cento le spese di riscaldamento e di climatizzazione, poiché gli interni rimarrebbero confortevoli tutto l’anno ad una temperatura costante, anche durante l’estate.

Una casa costruita con questi materiali è una autosufficiente perché sa trattenere il calore e la luce del sole.

Il Green Building in Italia

La bioedilizia è entrata in vigore in Italia attraverso il Decreto Ministeriale del 26 giugno del 2015, recanti le norme sull’Applicazione delle metodologie di calcolo delle prestazioni energetiche e definizione delle prescrizioni e dei requisiti minimi degli edifici. 

Il Decreto Ministeriale, in definitiva, stabilisce le caratteristiche e i requisiti che un edificio sostenibile dovrebbe avere. Le caratteristiche più importanti riguardano efficientamento energetico degli edifici, costruiti principalmente da materiale riciclabile e rinnovabile. 

Dal 2021 le misure sono diventate più rigorose poiché sono scattate le normative che obbligano tutti i privati di costruire abitazioni esclusivamente NZEB, ovvero gli edifici esclusivamente ad energia zero.

Secondo quanto stabilito la nuova normativa nazionale, gli edifici sostenibili sono:

“Edifici ad altissima prestazione energetica [...] Il cui fabbisogno energetico molto basso o quasi nullo è coperto in misura significativa da energia da fonti rinnovabili, prodotta in situ."

In Italia il settore sembra essere in crescita. L’Enea ha pubblicato l’Osservatorio degli edifici ad energia quasi zero che analizza il numero degli edifici NZEB. Dallo studio è emerso che gli edifici costruiti attraverso questa modalità sono circa 1400 e sembrano in aumento.

L’impegno del progetto Citylife

Il progetto Citylife porta avanti questi ideali di sostenibilità, che hanno contraddistinto l’intero sviluppo della città e del quartiere. 

In particolare, il nuovo progetto CityWave, che ha avuto inizio proprio l’8 settembre di quest’anno, è stato contrassegnato dall’efficientamento energetico che consiste nel ricavo dell’energia elettrica esclusivamente da fonti rinnovabili. I pannelli fotovoltaici saranno collocati al di sopra di una struttura che rappresenterà il tetto dell’edificio e la stessa avrà un design molto particolare: come un’onda di forma concava che collegherà due edifici.

Gli edifici in questione saranno chiamati East e West e avranno l’onere e l’onore di diventare il più grande parco fotovoltaico di Milano e dell’Italia intera, avendo una superficie di 11 mila mq e la capacità di produrre circa 1200 MWh all’anno con una potenza di 2 MWh.

Una rivoluzione in campo edile mai vista in Italia.

CityWave, il riutilizzo delle acque

I due edifici, East e West, saranno in grado di raccogliere l’acqua piovana, di bonificarla e di riutilizzarla per l’irrigazione del verde pubblico. 

“Gli edifici è pensato per consumare il 45% in meno di energia rispetto allo standard, grazie a soluzioni come l’uso termico delle acque di falda, con un risparmio di 520 tonnellate l’anno di CO2, pari alle emissioni assorbite da 20.000 alberi.”

Grazie a queste innovazioni in campo ambientale, il progetto ha ottenuto la certificazione LEED riuscendosi a classificare nel livello Platinum. 

Il progetto per la costruzione di CityWave ha avuto il bene stare di Giuseppe Sala, Sindaco di Milano, che era presente all’inaugurazione dell’apertura dei cantieri. I lavori molto probabilmente termineranno nell’anno 2025, se tutto procederà secondo i piani. 

La commercializzazione degli spazi degli uffici del CityWave verrà affidata a Jones Lang LaSalle S.p.A. e Cushman & Wakefield LLP e tutto il progetto per la realizzazione della città del futuro farà parte della strategia europea di Generali Real Estate, con in gestione oltre 33 miliardi di progetti. La Generali Real Estate, in particolare, è uno dei principali gestori del mercato immobiliare al mondo e adesso ha anche il compito di gestire il progetto CityWave.

CityWave, edificio ad impatto positivo

All’inaugurazione erano presenti non solo il Sindaco Giuseppe Sala, ma anche Aldo Mazzocco, l’Amministratore delegato di Generali Real Estate SpA, Amando Borghi, il Presidente di Citylife, e Bjarke Ingels, Partner Fondatore di BIG-Bjarke Ingels Group. All’incontro ha partecipato anche il Presidente di Generali Assicurazione, Gabriele Galateri di Genola.

Il Sindaco Giuseppe Sala è subito intervenuto alla conferenza stampa ritenendosi molto orgoglioso e soddisfatto del progetto, poiché questo rappresenta il primo volano di ripresa dopo la pandemia, per l’intera città di Milano e per l’Italia intera.

A causa della pandemia molti settori, soprattutto, il settore dell’edilizia che già soffriva di una forte crisi dapprima della pandemia, sono stati costretti a rallentare e a chiudere. Grazie, però, ai diversi sostegni come il Superbonus 110 per cento, l’Ecobonus e il Sismabonus, il settore sembra aver ricominciato a risalire. 

Attualmente, i cantieri aperti sono quasi 43 mila e, dalle statistiche, il numero sembra essere crescente.

Il progetto Citylife diventerà il simbolo di un’edilizia che vorremo vedere. Un’edilizia sostenibile e che ha cura della qualità della vita delle persone. Motivo d’orgoglio per il Sindaco e per l’intera città di Milano sarà il parco fotovoltaico, il più grande mai realizzato con 11 mila mq di superficie



Non poteva mancare l’intervento dell’Amministratore delegato di Citylife, Armando Borghi, che ha definito il progetto come 

“una nuova centralità urbana dove innovazione, sostenibilità e qualità della vita si incontrano.”

L’Amministratore delegato si ritiene fiducioso nel poter consegnare il primo lotto residenziale già a giugno 2022, mentre il parco pubblico sarà ultimato già alla fine di quest’anno.

Secondo Bjarke Ingels, Partner Fondatore di BIG-Bjarke Ingels Group descrive il progetto come una struttura di alta architettura e di alta sostenibilità. L’intero parco fotovoltaico, oltre che avere l’onore di essere il più grande parco fotovoltaico d’Italia, permetterà agli edifici di autoalimentarsi, oltre che essere al contempo una struttura ombreggiante che tutti i cittadini possono utilizzare. Gli interni saranno costituiti prevalentemente di materiale riciclabile, come il legno e l’intera struttura è stata progetta per armonizzarsi completamente con l’esterno.

In conclusione, il progetto CityWave si rivela essere un vero capolavoro di architettura moderna che unisce la tecnologia alla sostenibilità e all’innovazione. In sostanza, il Green Building se riuscirà ad imporsi nel settore edilizio, porterà ad una riduzione dell’inquinamento pari al 90 per cento