Sono sotto gli occhi di tutti gli effetti del cambiamento climatico: incendi sparsi ad ogni angolo della terra, morìa di fauna e flora con conseguente estinzione di molte specie animali e non, dissesti idrogeologici sono solo alcuni dei tanti disastri ambientali a cui abbiamo assistito e a cui dobbiamo assistere ogni giorno. Ma non è il momento di nascondere la nostra testa sotto la sabbia, è il momento di agire e cambiare realmente le cose!

Ma a volte, davanti tanti disastri, sopraggiunge la frustrazione perchè crediamo che solo dei gesti eclatanti possano davvero miglioare le cose. Vi sbagliate! Sono, invece, i piccoli gesti che possono contrastare l'avanzare dell'inquinamento in tutto il mondo. E' ovvio che anche i governi mondiali hanno il loro ruolo in questa vicenda. Ma cosa stanno facendo loro per risolvere il problema del cambiamento climatico? In sostanza, allora, cosa bisogna fare per contrastare l'inquinamento ed il cambiamento climatico? 

Scopriamolo insieme!

Cos'è il cambiamento climatico e quando ha avuto inizio?

Molti si chiedono cosa sia effettivamente il cambiamento climatico e tanti ancora non sanno dare una risposta esaustiva. Secondo Ekoenergy.org il cambiamento climatico è

una variazione significativa e duratura nella distribuzione statistica dell’andamento meteorologico e può avvenire in decenni o in milioni di anni. Il cambiamento si realizza in variazioni delle condizioni meteorologiche medie o in variazioni della frequenza di eventi meteorologici estremi come inondazioni, siccità e tempeste.

Le emissioni di CO2 ed i comportamenti umani influiscono molto sul clima tanto che ormai sono sotto gli occhi di tutti  i distrastri ambientali sempre più frequenti. Il problema del cambiamento del clima non è tanto la presenza dei disastri ambientali, perchè ci sono sempre stati purtroppo, ma è la frequenza con cui si presentano e la potenza. 

Negli ultimi decenni, infatti, i disastri ambientali sono diventati sempre più frequenti e sempre più forti. E questo a cosa è dovuto? Il clima, come è noto, viene regolata dalle correnti marine. Al variare, anche di un solo grado, la loro temperatura delle correnti marine varia anche il clima mondiale. 

Secondo l'Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC), l'agenzia delle Nazioni Unite

Il cambiamento climatico sta già influenzando la vita delle persone, gli ecosistemi e i mezzi di sussistenza in tutto il mondo.

Il riscaldamento dei mari è una diretta conseguenza dell'inquinamento atmosferico causato dalle emissioni di CO2 e le temperature sono attualmente in aumento. Molti studiosi pensano che ormai siamo arrivati al punto di non ritorno e, se non interveniamo subito per contrastare gli effetti dell'inquinamento atmosferico, arriveremo a conoscerne gli effetti:

  • siccità;
  • caldo asfissiante;
  • temporali fuori stagione sempre con maggiore frequenza e forza;
  • estinzione di molte specie animali e vegetali.

Ma quando ha avuto origine il problema ambientale? Il problema ambientale ha avuto origine già nella prima metà del '900, quando gli scienziati, ecologisti e zoologici di tutto il mondo, cominciarono ad accorgersi che i comportamenti umani stavano cominciando ad avere un effetto anche sulla natura e sull'intero ciclo ambientale. E' stata una biologa e zoologa statunitense ad accorgersi per prima degli effetti dell'inquinamento sulla natura, ovvero Rachel Carson.

La rinomata biologa, nel 1964, pubblicò Silent Spring, opera di denuncia, che diede inizio al primo moderno movimento ambientalista, ma successivamente si ritrovò a dover combattere contro le multinazionali del petrolio che, attraverso campagne denigratorie, riuscirono a sminure il suo lavoro. 

Intanto, però, i movimenti ambientalisti si unirono ad i movimenti studenteschi di tutto il mondo. Gli scienziati che, prima di allora non avevano nessuna voce, cominciarono a pubblicare sempre più studi e a sollecitari i governi mondiali della reale pericolosità del problema dell'inquinamento, un problema che coinvolge non solo la natura ma anche l'essere umano, in quanto facente parte del ciclo naturale.

Da lì in poi il problema ambiantale divenne sempre più importante, fino ad arrivare ai giorni nostri!

Cosa possiamo fare per contrastare il cambiamento climatico?

Se da un grande potere derivano grandi responsabilità, anche i nostri piccoli comportamenti quotidiani possono smuovere il mondo. 

Avere dei comportamenti eco sostenibili può farci risparmiare anche tanto in termini economici: non sempre l'ecologia è sinonimo di uso di risorse finanziarie. Secondo gli esperti dell'economia circolare, è possibile risparmiare tantissimo poichè tutto ciò che usiamo può essere riutilizzato e trasformato. 

I benefici dell'economia circolare sono molteplici, quali:

  • Aumento posti di lavoro. Si stima che nell’UE grazie all’economia circolare potrebbero esserci 700.000 nuovi posti di lavoro entro il 2030;
  • Riduzione delle emissioni nocive disperse nell’ambiente;
  • Possibilità di crescita economica (un aumento del PIL dello 0,5%);
  • Una maggiore disponibilità di materie prime;
  • Aumento della competitività all’interno del mercato;
  • Diminuzione di materiali di scarto.

Alcune aziende hanno già adottato questo sistema e ne stanno già traendo dei benefici, sia in termini economici, di pubblicità, sia in termini di riduzioni degli sprechi e dei consumi. La San Pellegrino, ad esempio, sta già utilizzando questo sistema riuscendo ad ottenere i risultati sperati. Ecco cosa riesce a fare questa azienda seguendo l'economia circolare:

  • Riciclare la plastica per la realizzazione di nuovi materiali;
  • Produrre tessuti con gli scarti di lavorazione delle arance;
  • Riuso in cui le materie prime vengono dalla riconsegna di mobili o vestiti usati;
  • Realizzare una centrale a biogas partendo dai propri residui di produzione agroalimentare;
  • Riciclare gli pneumatici fuori uso attraverso l’utilizzo delle microonde.

Queste sono solo alcune delle attività che la San Pellegrino, come tante altre aziende in Italia, stanno già attuando. Ma noi cosa possiamo fare? Da semplici cittadini del mondo?

  1. Possiamo fare correttamente la raccolta differenziata;
  2. Possiamo isare lampadine a LED al posto di quelle a incandescenza o a fluorescenza. Consumano il 60% di energia in meno e non annullano ma riducono drasticamente le emissioni di anidride carbonica nell’atmosfera;
  3. Tenere aria condizionata e riscaldamento entro un intervallo di 5 °C in meno o in più rispetto alla temperatura esterna, per ottenere la massima resa e ridurre i consumi;
  4. Impostare la lavatrice a temperature più basse: 10 gradi in meno corrispondono a un risparmio energetico del 10%;
  5. Portare rifiuti speciali come batterie, computer, smartphone e tablet nei centri di raccolta e non nei normali cassonetti;
  6. Non lasciare tv e computer in stand-by: consumano più energia elettrica di quanto crediamo.

Questi sono pochi, ma semplici, comportamenti che se fatti regolarmente a livello mondiale ridurrebbero drasticamente l'inquinamento.



I governi cosa fanno per contrastare il cambiamento climatico?

La questione ambientale è stata affrontata in questi ultimi anni anche dai governi a seguito dell'emergenza sempre più evidente. L'Europa, così come tanti altri Stati a livello mondiale, hanno comiciato a prendere molto più seriamente il problema ambientale, siglando Accordi ed attuando politiche per il contrasto al cambiamento climatico. Il primo vero accordo avente valenza giuridica è stato l'Accordo di Parigi, il primo accordo universale e giuridicamente vincolante. 

Da li in poi i governi hanno cominciato a presentare piani programmatici concreti per la diminuzione delle emissioni di CO2. In Europa, ad esempio, è stato presentato il piano Europa 2020, un piano che consentirebbe agli stati di raggiungere certi obbiettivi entro un tempo limite programmato. Questa stategia, inoltre, consentirebbe agli stati di beneficiare di fondi orientati in specifici settori.

Ultimamente è stato anche approvato il Green Deal, un piano che prevederebbe di ridurre ed azzerare le emissioni di CO2 entro il 2050. 

In questo articolo spiego che

Con il Maxipiano chiamato FitFor55 presentato da Ursula Von Der Leyen ha come obiettivo quello di tassare chi inquina di più ed, inoltre, ridurre fino ad azzerare le emissioni di CO2 entro il 2050. L'obiettivo è quello di tassare il prezzo degli idrocarburi, un modo per ridurre l'impatto ambientale di quest'ultimo. 

L'intento sarebbe quello di ridurre la produzione di veicoli a diesel e benzina per il 2035 per poi azzerarne la produzione nel 2050.

A partire dal 2035 nell'Unione Europea verranno prodotte ed immatricolate solamente le auto ad emissioni zero. Inoltre, la Commissione Europea prevede la riduzione delle emissioni inquinanti delle auto al 55 per cento entro il 2030 e del 100 per cento entro il 2035.

Un'obbiettivo ambizioso per alcuni mentre per altri sembrerebbe ancora troppo difficile da realizzare. Molte industrie non sono ancora pronte a lasciare il vecchio per il nuovo, ma c'è anche da dire che queste hanno avuto già tantissimo tempo per adattarsi alla logica della tutela dell'ambiente e del Green Deal.

Il commissiario per l'Economia, Paolo Gentiloni, ha commentato in maniera positiva il progetto presentando il piano per la transizione verde. Quest'ultimo vede il Green Deal come un'opportunità per un cambiamento importante verso la transizione ecologica. Molti vedono quest'ultima come un modo per tassare le multinazionali, ma il commissario commenta dicendo che non si tratta di una tassa ma è una misura ambientale volta a cambiare drasticamente i nostri comportamenti.

Gli Stati, così come le grandi multinazionali, stanno cominciando ad entrare nell'ottica del Green Deal, e tanti passi si sono fatti fino ad ora, ma non è ancora sufficiente. E' necessario fare ancora uno sforzo per eliminare l'inquinamento.

Vi consiglio la visione di questo video del canale Youtube Empatia in cui vi illustra quali sono i comportamenti da adottare per contrastare l'inquinamento: