Una nuova forma di viaggio sta prendendo piede negli ultimi anni e sembra destinata a essere il punto di riferimento per il futuro di tutti, il turismo sostenibile.

Molte persone, pur sentendo spesso questo termine, non hanno ancora ben chiaro cosa significhi e quali implicazioni porti con se allo stato attuale ma anche negli anni a venire.

La verità è che questa nuova forma di viaggiare non è solo propedeutica per ogni luogo o persona, ma è volta a regalare al mondo intero un domani più salubre e un benessere diffuso.

Se da un lato tutto questo potrebbe significare alcune rinunce per il turista, dall'altra apre la porta a un ventaglio d'opportunità davvero succose che risulta difficile lasciarsi scappare.

Certo, l'etichetta di "turismo sostenibile" può essere anche impropriamente usata tanto quanto quella di "Bio" o molti altri paroloni altisonanti che si leggono sulle pubblicità per attirare le persone.

Il bello di questo mondo legato ai viaggi però, è che offre al consumatore un facile metro di giudizio per capire se questo titolo sia meritato o se si tratti di fuffa.

In ultimo, va detto che viaggiare in modo sostenibile è possibile farlo anche in totale autonomia, senza rivolgersi ad agenzie di sorta.

In questo video di TEDx Talks Chiara Grasso racconta alcune pratiche orribili fatte sugli animali per accontentare i turisti.

Cosa significa turismo sostenibile

La World Tourism Organisation dice che il turismo sostenibile è quello che:

“Soddisfa i bisogni dei viaggiatori e delle regioni ospitanti e allo stesso tempo protegge e migliora le opportunità per il futuro”.

In questa frase si può scorgere tutto o nulla del suo reale significato, ma sforzando un po' le meningi non è difficile capire quale sia il succo di questo discorso.

Fondamentalmente, per essere sostenibile, un viaggio dovrebbe essere volto a uno scambio tra il turista e le comunità locali, in modo che entrambi traggano beneficio in modo simbiotico.

Questo significa che isolarsi in un villaggio a cinque stelle appartenente a una multinazionale, recintato da quattro mura e sprecando tonnellate di cibo lasciato inutilizzato al buffet, non è la strada indicata.

L'idea sarebbe quella di andare a mangiare nei ristorantini gestiti da locali, piccoli alberghi o pensioni dove i soldi spesi finiranno nelle mani di chi vive li, come anche andare a comprare in piccoli negozietti artigianali piuttosto che nelle catene famose.

A questo va poi aggiunto il lato emotivo/culturale, dove si sceglie d'instaurare un qualche tipo di connessione con la gente del posto e avere uno scambio culturale dove entrambi guadagnano qualcosa.

Ovviamente non sempre è così semplice, essendo che le barriere linguistiche potrebbero essere troppo grandi per permettere un tipo di comunicazione attiva.

Ma, sforzandosi un po' e sfoggiando un atteggiamento solare e amichevole, ci si potrebbe sorprendere di quanto la semplice gestualità possa aiutare a generare una sensazione di complicità.

Come fare turismo sostenibile

Fare turismo sostenibile però non è sempre la cosa più semplice e immediata del mondo, ma nemmeno troppo difficile una volta che si comprendono le meccaniche.

Per prima cosa, la sostenibilità del viaggio inizia con la scelta del mezzo di trasporto meno impattante possibile, anche se questo è il punto più difficile di tutti da rispettare.

L'aereo, come tristemente noto, è inquinante oltre i limiti accettabili per una buona conservazione del nostro pianeta, ma a volte non se ne può davvero fare a meno.

Nel caso sia possibile sarebbe meglio evitarlo ma, in caso contrario, si può cercare di porre rimedio in qualche altro modo.

In seconda battuta sarebbe bene non rivolgersi ad agenzie famose e che vantano migliaia di sedi, ma andare in altre più piccole aiutando così i business locali.

Da qui in avanti la spiegazione su quali ristoranti e alberghi scegliere è già stata data poche righe sopra, ma non significa che l'elenco sia finito qui.

Una volta raggiunta la destinazione e scelte attività gestite da locali, si può comunque utilizzare mezzi di trasporto che siano poco o nulla inquinanti.

Il rispetto dell'ambiente nei luoghi visitati è fin troppo spesso trascurato, cosa che causa danni incalcolabili all'ecosistema di quei luoghi.

Per un corretto turismo sostenibile è bene chiedersi se ciò che si sta facendo sia etico e non sfrutti l'ambiente circostante in modo inadeguato.

Un piccolo esempio? Cavalcare un elefante in catene (o anche solo cavalcarlo visto che il loro corpo non è predisposto per questo) piuttosto che farsi una foto con una tigre narcotizzata ventiquattr'ore al giorno, non è solo poco rispettoso ma fa anche moralmente schifo.

A volte i locali sono i primi a proporre attività vergognose poiché vi è una scarsa cultura a riguardo o semplicemente perché vi sono clienti che pagano per farlo, quindi occorre capire se si è di fronte a qualcosa d'immorale o se invece è eticamente valido.

Turismo sostenibile pro e contro

Il turismo sostenibile, come ogni cosa, ha i suoi pro e i suoi contro che vanno accuratamente soppesati prima di poterlo etichettare come benefico o meno per questo mondo.

Parlando prima di ciò che di buono è in grado di portare, non si può non iniziare dal fatto che regala un benessere economico più diffuso e capillare nei luoghi visitati.

Se con i grandi hotel e catene di ristorazione tutto il denaro termina nelle casse dei soliti pochi, questa ramificazione e varietà di mete può davvero aiutare anche le zone che sono state "lasciate indietro" fino ad ora.

Andando a mangiare in un piccolo ristorante a gestione familiare, si daranno i soldi a una persona locale la quale a sua volta li userà in altri business della zona.

Un altro punto a favore sta nel fatto che lo scambio culturale è propedeutico per tutte le parti in causa, senza esclusioni.

Apprendere lo stile di vita lento di un'isola tropicale, parlare con un indiano vittima del sistema delle caste o ascoltare con le proprie orecchie testimonianze di donne private di diritti fondamentali in alcune regioni socialmente arretrate, offre angolazioni sul mondo che accrescono la persona.

Nello stesso modo anche i locali possono riuscire a scardinare alcuni pregiudizi o cogliere un piccolo chicco di riso culturale con ogni nuovo incontro.

A questi vantaggi ne andrebbero sommati poi molti altri di minor entità, ma è anche giusto dedicare uno spazio ai lati negativi del turismo sostenibile.

In verità i veri problemi possono essere divisi in due macro categorie, quello di una sostenibilità solo abbozzata o il creare un corridoio per il turismo di massa.

Nel primo caso il problema si genera quando magari si scelgono zone meno battute ma poi ci si lascia andare a pratiche dannose per l'ambiente o la popolazione locale.

Campeggiare in mezzo alla natura ma lasciare un mucchio di rifiuti o dare soldi a un business locale immorale e che sfrutta l'ambiente, comporta danni anche peggiori del turismo classico.

L'altro problema si verifica quando si trovano nuove gemme inesplorate da visitare, si postano foto sui social che le rendono famose e si attirano orde di visitatori indisciplinati e noncuranti.

Questi due punti sono sicuramente l'antitesi di turismo sostenibile, quindi bisogna cercare di considerare sempre bene le conseguenze di ogni singola scelta.

Dove fare turismo sostenibile in Italia e non

Questa è una domanda che presenta una serie infinita di risposte, tutte egualmente valide e senza una vera possibilità di sbagliare.

Se si prende come esempio l'Italia, la verità è che qualsiasi luogo è adatto per fare turismo sostenibile, persino una meta iperaffollata come Venezia.

Ovviamente, a seconda del luogo, la percentuale totale di sostenibilità varierà a seconda delle opportunità o delle attrazioni che si desidera vedere.

Le grandi attrazioni turistiche non sono il vero punto focale di questo discorso, in quanto nessuno ritiene sbagliato fare un giro sul Canal Grande o vedere la basilica di S. Marco.

La logica dietro il turismo sostenibile è quella di scegliere tutte le variabili del viaggio in modo che siano il più possibile vantaggiose per la popolazione locale.

Andare a comprare un trancio di pizza in una panetteria locale piuttosto che in una catena di supermercati, mangiare in un piccolo ristorantino invece di sedersi al tavolo di McDonald, è quello che si deve curare davvero.

Ovviamente una parte della logica dietro i viaggi sostenibili sarebbe quella di scegliere mete meno conosciute o percorse da folle oceaniche, cosa assolutamente giusta e insindacabile.

Ma questo non significa che, durante una vita intera, sarebbe meglio perdersi meraviglie come la Muraglia Cinese o il Colosseo solo perché troppo gettonate, affatto.

Il punto è cercare di alternare le zone a maggiore affluenza con altre meno battute, mantenendo sempre e comunque dei comportamenti eco sostenibili ovunque si decida di andare.

Come promuovere il turismo sostenibile

Una delle cose migliori da fare è quella di cercare di coinvolgere anche altre persone a provare il turismo sostenibile, magari organizzando insieme a loro un viaggio che rispetti questi canoni.

Le persone sono restie al cambiamento se glielo si sbatte in faccia con violenza, magari criticando le loro scelte fatte fino a quel momento.

Il modo migliore per essere parte del movimento è, oltre che praticarlo attivamente, cercare di mostrare in modo semplice e obiettivo tutto quello che ha da offrire questo mondo.

 Un piccolo esempio potrebbe essere quello di farsi seguire da altre persone in un interrail in Europa, fermandosi in luoghi meno famosi e riscoprendo le bellezze che si annidano al di fuori dai sentieri noti.

In questo modo si eviteranno aerei dannosi per l'ecosistema e si promuoverà l'economia in zone rurali, mostrando ad altre persone la bellezza del muoversi lentamente e delle mete non scontate.

Un altra idea per i più sportivi potrebbe essere quella di un viaggio in bici nei Paesi Bassi, uno dei luoghi al mondo più amichevole in assoluto con i ciclisti date le infinite strade dedicate e l'intero territorio pianeggiante.

Queste sono solo alcune delle infinite opzioni che il turismo sostenibile offre, quindi non occorre fare altro che trovare quella che calza perfettamente con desideri e abitudini personali.