Il rapporto tra uomo e ambiente non si fortifica nella quotidianità, ma nel momento in cui entrambi entrano in contatto durante il viaggio. Scoprire le bellezze del proprio pianeta è entusiasmante e, allo stesso tempo, gratificante ma se si sceglie di farlo in maniera sostenibile, vi assicuro che è ancora meglio.

Come viaggiare in modo sostenibile

Da che mondo è mondo l’uomo ha sempre avuto nel proprio DNA un forte desiderio di scoperta. Che si tratti di una formula matematica, di un oggetto risalente all’antichità o di un posto ancora inesplorato, la curiosità che lo “affligge” è spinta e fardello.

Può essere il sentimento che lo guida a fare viaggi straordinari, oppure essere un peso che porta tutti i giorni mentre sogna di partire per un luogo che lo attira. Viaggiare è l’unico modo che conosce per ritrovarsi, per connettersi con la natura e per vedere tutto ciò che ancora non ha visto.

E se viaggiare è così importante da sembrare addirittura irrinunciabile per la propria salute o per il proprio diletto, almeno che possa farlo in modo sostenibile. Ecco perché in questo articolo voglio riportarvi i consigli utili per abbracciare un nuovo modo di vivere le proprie avventure, totalmente pensati per fare del bene a voi stessi e all’ambiente in primis.

Una delle prime cose che si fanno quando si parte per un viaggio è quella di scegliere il tipo di trasporto. In un’ottica sostenibile, il consiglio perfetto è quello di optare per il mezzo che risulti meno inquinante possibile. Il treno, per esempio, è un’ottima alternativa all’aereo dal momento che quest’ultimo rappresenta una delle cause maggiori delle emissioni di gas serra.

In media un volo europeo emetto fino a +20 volte grammi di CO2 per chilometro rispetto al treno. Pertanto, ogni volta che voliamo, aumentiamo notevolmente il nostro impatto sull’ambiente.

Preferibili anche autobus e auto, purché a pieno carico passeggeri in modo da avere meno traffico su strada e, dunque, meno emissioni di CO2 in circolazione. Se poi l’aereo fosse proprio l’unico modo per raggiungere il posto in cui si vuole arrivare, si può sempre scegliere di prendere un volo diretto, dato che ha meno impatto di quelli con scalo ( decollo e atterraggio sono le fasi più dannose di un viaggio).

Una volta arrivati, anche il trasporto durante la permanenza è di vitale importanza. Spesso risulta comodo visitare il centro città usufruendo del taxi, ma fare qualche fatica in più e scegliere di  passeggiare o di salire su una bici può essere ancor più gratificante.

Oltre a fare del bene all’ambiente si possono vedere cose che altrimenti, nella fretta, si perderebbero di vista e si potrebbe respirare davvero lo spirito della città.Quando ci si ferma per una pausa e ci si dedica al pasto è consigliabile mangiare ciò che offre il territorio, senza andare alla ricerca di prodotti fuori stagione o provenienti da luoghi diversi.

Così facendo, oltre a valorizzare le risorse del posto, si taglia considerevolmente l’inquinamento e si fa del bene anche per la sostenibilità sociale del proprio viaggio.

Ultima cosa, ma non per questo meno importante, rispettare la natura e la fauna locali cercando di non cadere nella tentazione di deturpare i luoghi esterni e non infastidire gli animali che vi ci abitano. Questi appena visti sono sono dei consigli piuttosto generici, che prendono in considerazione solo le azioni principali di un comune viaggiatore.

Ma se dovessimo entrare nel dettaglio della questione, un altro punto rilevante per la sostenibilità è quello della scelta del luogo da visitare. La maggior parte delle persone tendono ad andare negli stessi posti e fare le stesse cose che fanno gli altri, dando vita a quello che gli esperi chiamano “overtourism”.

L’overtourism viene definito come l’impatto negativo del turismo su una destinazione, che influenza eccessivamente sia la qualità della vita percepita dai cittadini, sia la qualità delle esperienze dei visitatore.

Un’arma a doppio taglio (per così dire) che non fa altro che aumentare il livello di inquinamento ambientale, facendo risultare insufficienti i sistemi di smaltimento sia per i residenti, sia per i troppi turisti.

Per risolvere la cosa, si consiglia di scegliere destinazioni alternative, altrettanto belle da vedere, dove l’esperienza di scoperta sarà più soddisfacente di quanto potevamo aspettarci e non dovremmo fare i conti con lo stress da sovraffollamento.

Comprare prodotti locali e condividere il nostro sapere con gli abitanti del posto sono altre piccole cose che agevolano il processo di cura e sostenibilità, azioni che partono da noi e possono davvero cambiare le cose in una maniera inaspettata. Com’è che si dice? Se fai del bene, poi il bene ti torna sempre indietro.

Viaggiare sostenibile: quale hotel scegliere

Una  cosa molto importante, ma a cui purtroppo diamo credito solo in termini di estetica e comfort, è la scelta dell’hotel.

Sebbene soggiornare in un hotel significhi per molti coccolarsi un pò e vivere alcuni giorni senza dover pensare alla colazione e alle pulizie, in realtà pernottare significa impattare “passivamente” sulla salute dell’ambiente.

Quando si prende visione dell’hotel in cui andare, potrebbe essere buona regola scegliere una struttura che sia costruita in bioedilizia, ovvero che sia realizzata con materiali sostenibili e produca autonomamente l’energia che serve o, raccolga e smaltisca i rifiuti in modo differenziato.

Il fatto che siano presenti anche limitazioni all’uso della plastica, prodotti per la cura del corpo ecosostenibili e utilizzi alimenti a km 0 può essere solo un plus.

È fondamentale che gli albergatori non dimostrino solo pura gentilezza nei confronti dell’ambiente, bensì che tengano conto di altri fattori esterni. Essere sostenibili è una necessità primaria in tempi come questi, e anche il loro contributo può aiutare molto a rafforzare il turismo sostenibile e a sensibilizzare il visitatore.

Non mi fraintendete, è giusto che chi viene a passare le vacanze desideri la massima comodità e tutti i servizi possibili, ma è altrettanto doveroso non esagerare andando a rovinare, irrimediabilmente, la natura che ci ospita.

Cosa mettere in valigia

Quando abbiamo scelto la destinazione e mancano pochi giorni alla partenza, un rito che pratichiamo volentieri è quello della preparazione del nostro bagaglio.

Preparare una valigia a basso impatto ambientale è il primo passo per essere davvero dei viaggiatori responsabili, rispettosi e consapevoli. Poiché le emissioni di CO2 dei mezzi di trasporto che abbiamo visto prima sono direttamente proporzionali al peso trasportato, viaggiare leggeri non è solo comodo per noi ma anche utile per il pianeta.

Portare con sé un bagaglio leggero significa, quindi, far spendere meno carburante e ridurre il gas serra presente in atmosfera. Ma come si prepara una valigia di questo genere?

La valigia del viaggiatore sostenibile dev’essere fatta di tessuti derivati da materiali di scarto o da materiali riutilizzabili e, qualora non la si abbia già in casa, è consigliabile chiederla in prestito ad amici o parenti.

Al suo intero bisognerà sempre mettere:

  • una borraccia: eliminiamo quanto più ci è possibile l’utilizzo di bicchieri di plastica
  • una lunchbox: in plastica SPA free o di alluminio, in modo da poterci portare dietro il pranzo o qualche spuntino veloce. Indispensabili anche le posate in bambù e il tovagliolo di stoffa.
  • una shopper di stoffa: evitiamo di utilizzare quegli odiosi sacchetti monouso dei negozi che, nella maggior parte dei casi, si rompono per strada.
  • una guida di viaggio digitale: utilizzabile anche offline su vari dispositivi elettronici
  • un power bank: per ricaricare lo smartphone, l’iPod o il computer. Magari dotato di pannelli solari in modo da poter ricaricare solo con il sole.
  • un ebook: per leggere mentre viaggiamo e ridurre l’impatto ambientale della carta stampata
  • una macchina fotografica
  • repellenti naturali

Per quanto riguarda l’igiene personale, basterà mettere in valigia prodotti e cometici eco-sostenibili, come:

  • sapone di Marsiglia: utile per lavare anche i vestiti a mano
  • spazzolino da denti in bambù
  • dentifricio in vasetto di vetro o in pastiglie
  • shampoo/balsamo solido
  • saponetta con ingredienti naturali
  • spugna in luffa o in konjac
  • solari senza oxybenzone e octinoxate
  • crema/burro per il corpo con olii alimentari
  • rasoio con lamette sostituibili

Poiché il viaggio dev’essere più comodo e basic possibile, è preferibile scegliere capi di abbigliamento in fibre naturali (cotone e lino per rimanere freschi e asciutti) che non rilasciano microplastiche quando vengono lavati.

Per le attività all’aperto si può optare per capi abbinabili o intercambiabili e portarsi sempre via un bel k-way.

La regola d’oro in questo caso è quella di usare ciò che si possiede già o comprare lo stretto necessario in un negozio/mercatino di seconda mano. Per non appesantire ulteriormente la valigia si possono mettere teli mare in cotone e un costume realizzato con fibre rigenerate. Cercate di partire con il cuore, con la testa e pochi kili sulle spalle.

Perché è importante viaggiare in modo sostenibile

Circa l’83% dei viaggiatori è certo che viaggiare in modo sostenibile sia fondamentale, mentre una buona parte afferma che l’arrivo della pandemia da Covid 19 abbia aumentato di molto la voglia di adottare soluzioni sostenibili per viaggiare, in futuro.

Le percentuali appena riportate ci danno un’idea di quanto sia diventato importante viaggiare non più solo per noi stessi, ma anche per l’ambiente. Perché sebbene sia di facile intuizione pensare ad un turista pienamente rispettoso del pianeta, che non usa la plastica né butta a terra i rifiuti, in realtà viaggiare in modo sostenibile è ben altro.

Viaggiare in modo sostenibile significa andare per luoghi rispettando ciò che visitiamo, tutelando gli aspetti culturali, economici e sociali del territorio che ci accogli e mettere al centro di tutto la comunità locale. Quando si parte per un luogo sconosciuto, si presa poca attenzione a quest’ultimo elemento perché si è più concentrati a guardarsi intorno per non perdersi le attrazioni principali.

Invece, da un punto di vista sostenibile anche l’approccio con la comunità ha grande influenza sul risultato finale. Sostenendo le imprese locali comprando prodotti di artigianato, partecipare ad attività che non danneggiano in alcun modo l’ambiente e godere di ciò che offre la cultura locale sono azioni che a lungo termine portano enormi benefici.

Viaggiare in modo sostenibile è importante perché ci rende consapevoli delle scelte che facciamo e di come queste si riversando su ciò che ci aspettiamo di trovare nel posto in cui stiamo per “sbarcare”. Conoscendo i luoghi a piccoli passi, contemplando la natura che ci sta intorno senza intaccarla... sono cose che tendiamo a sottovalutare ma che, al contrario, sono tutto ciò che ci basta per essere felici. 

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