Al centro del dibattito politico e non solo da settimane, anzi da mesi, il DDL Zan prevede nella sua forma originaria un intervento legislativo nato per contrastare le discriminazioni, in qualsiasi loro forma, ma che ad oggi ha subito numerosi tentativi di proposte di modifica.

Data la delicatezza dell’argomento, infatti, numerosissime sono state le proposte di modifica avanzate da ogni compagine politica nel corso del tempo.

In realtà il disegno di legge proposto dal parlamentare Zan è già stato approvato alla Camera del Parlamento lo scorso novembre ma ad oggi rimane in sospeso il secondo passaggio dell’iter legislativo, ovvero la fase di approvazione al Senato.

Ecco quindi che continua ad impazzare il dibattito politico e mediatico, in attesa che la Commissione Giustizia del Senato ne decreti o meno l’approvazione, apportate eventuali modifiche tra le proposte che sono state avanzate.

DdL Zan: cosa prevede?

Punto nevralgico di numerosissimi confronti a livello politico tra i parlamentari di Destra e Sinistra, il disegno di legge Zan rappresenta il primo e importante tentativo di mettere nero su bianco una legge per combattere le discriminazioni e le violenze nate per motivi collegati a genere e all’identità di genere, oltre che all’orientamento sessuale.

Il nome del disegno di legge è stato preso da uno degli esponenti politici, Alessandro Zan per l’appunto, che lo ha presentato alla Camera nel 2019.

Oltre a Zan, a firmare il Disegno di Legge sono stati anche Ivan Scalfarotto, l’ex presidente della Camera Laura Boldrini, Mario Perantoni, tutti esponenti del Movimento 5 Stelle, e Giusi Bartolozzi (Forza Italia).

Punto di incontro tra questi esponenti politici è stata l’applicazione della legge Mancino, con particolare riferimento alla sezione inerente la discriminazione e l’istigazione ai reati dettati dall’odio omofobico.

Il documento integrale, che può essere consultato sul sito del Sentato della Repubblica, è composto da un totale di  dieci articoli.

In questo video di Redazione Bergamonews viene nel dettaglio spiegato in cosa consiste il DDL Zan, riassumendo in modo molto esplicativo i punti salienti: guardiamo insieme il video dal titolo "Cos'è il DDL Zan".

 

All'interno del disegno di legge proposta da Zan e dagli altri firmatari, tutti i reati connessi all’omofobia vengono comparati ai reati sanciti dall’articolo 604 bis del codice penale, ovvero l’articolo in cui viene condannata ogni forma di razzismo e l’odio e la discriminazioni connesse al credo religioso.

Con tale equiparazione, anche le pene inflitte vengono accomunate: come nel caso del razzismo, infatti, anche i fenomeni di discriminazioni per sesso, genere, orientamento sessuale, identità di genere e disabilità vengono individuati come da punite con la reclusione fino a quattro anni.

Inoltre per promuovere la “cultura del rispetto e dell’inclusione nonché di contrastare i pregiudizi, le discriminazioni e le violenze motivati dall’orientamento sessuale e dall’identità di genere” all’interno del DDL Zan viene richiesta l’istituzione di una Giornata nazionale contro l’omofobia, la lesbofobia, la bifobia e la transfobia.

Un primo tentativo di mettere in piedi un impianto legislativo per contrastare queste forme di discriminazioni era già nato nel 2013, ma senza avere alcun risultato concreto.

E anche il cammino del DdL Zan in Parlamento non è stato breve né semplice: il suo percorso in commissione Giustizia della Camera è iniziato  nell’autunno del 2019 e, ad oggi, il disegno di legge è bloccato in commissione giustizia del Senato.

Il motivo di questo rallentamento è facilmente intuibile

Le differenti compagini politiche italiane, nel corso dei mesi, si sono ripetutamente scontrate in merito alla legittimità o meno del disegno di legge, proponendo modifiche più o meno consistenti al testo presentato in Parlamento.

Il Centrodestra, in particolare, ha contrastato il DdL Zan tacciandolo come una legge che, anziché contrastare un reato, ne introduce un altro, quale il reato di opinione.

Proprio lo scorso novembre infatti in fase di discussione del disegno di legge, i deputati di Fratelli d’Italia hanno avviato una protesta all’interno dell’aula della Camera, indossando un simbolico bavaglio, mentre gli esponenti della Lega scandivano il coro “Libertà”.

Ma l’opposizione non arriva solo dall’ala destra delle Camere.

Anche Italia Viva, infatti, ha indicato alcune modifiche da apportare al testo del DdL Zan, come l’eliminazione di alcuni passaggi controversi e che creano spaccature insanabili per il raggiungimento dell’approvazione e l’attuazione del disegno.

I membri del partito di Matteo Renzi hanno infatti individuato nel cosiddetto “testo Scalfarotto” la possibile strada da seguire, trovando un punto di incontro con la Lega di Matteo Salvini.

Come riferisce infatti Matteo Renzi, la proposta avanzata da Scalfarotto consentirebbe di superare il problema dei numeri in Senato, che impediscono l’approvazione della legge:

“La proposta di Scalfarotto elimina i punti controversi su identità di genere e scuola. Può essere un punto di caduta. L’importante è non affossare la legge”.

I punti controversi del DdL Zan

Numerosi sono i punti di scontro tra le compagini politiche nell’articolazione dei dieci articoli che compongono il disegno di legge Zan.

Il primo articolo è dedicato alla definizione dell’identità di genere che, in sostanza, corrisponde a quanto ogni individuo percepisce di sé in rapporto al genere, indipendentemente dal sesso biologico o dalle eventuali transazioni di genere a cui si può essere sottoposti. 

Italia Viva, tuttavia, supporta la definizione avanzata dal testo di Scalfarotto, eliminando completamente il testo riportato nel DdL Zan.

L’articolo 4 è probabilmente in più controverso e dibattuto dai Partiti, dal momento che riguarda la libertà di espressione. Del disegno di Legge infatti viene sì garantita la liberà di espressione delle opinioni e i comportamenti collegati alla manifestazione delle proprie idee, ma devono essere condannati i comportamenti discriminatori e violenti nei confronti di terzi.

Italia Viva, in particolare, ha rintracciato in quest’articolo un chiaro pericolo per la limitazione della libertà di espressione, che sono tutelate dalla Costituzione.

E su questo punto vi sono stati scontri importanti soprattutto da parte di esponenti della destra e del centro destra, con Fratelli d’Italie e Lega tra i principali fautori della modifica dell’articolo 4 del DdL Zan.

Ultimo punto particolarmente di contrarti è l’articolo 7, con il quale viene instituita la giornata nazionale contro l’omofobia, il 17 maggio.

In particolare, in questo passaggio di indica la necessità di celebrare questa giornata anche nelle scuole.

Ma questo elemento ha visto l’opposizione non solo del partito renziano, secondo il quale sarebbe opportuno aggiungere la specifica “nel rispetto della piena autonomia scolastica", ma anche numerose critiche mosse dalla Santa Sede.

La proposta di modifica della Lega

Tra i più acerrimi oppositori del DdL Zan senza dubbio rientra il partito della Lega e il suo segretario Matteo Salvini.

E’ proprio di queste ore infatti la proposta di un testo radicalmente modificato da parte del presidente della commissione Giustizia, Andrea Ostellari.

Le modifiche avanzate infatti hanno radicalmente rivisto l’impostazione del disegno di legge portato avanti dal novembre 2019 da Alessando Zan e dagli altri firmatari.

Vediamo nel dettaglio le modifiche proposte, in base anche a quanto riassunto da Il Fatto Quotidiano che si è occupato proprio delle ultime novità relative al DdL Zan.

Il portavoce del Carroccio, Andrea Ostellari, all’interno delle modifiche proposte, non ha semplicemente ricercato i tanto attesi “compromessi”, per trovare un punto di accordo tra le varie forze politiche, ma è intervenuto in modo consistente sull’intero disegno di legge Zan.

In particolare, portando avanti le idee da sempre espresse dal Centro Destra e più precisamente dalla Lega, Ostellari ha, tra le alte cose, completamente eliminato i termini “identità di genere” in ogni punto in cui ricorrono nel testo proposto da Zan.

Una situazione quindi di forte stravolgimento, rispetto al testo iniziale, con una proposta già esposta a tutti i capigruppo in commissione Giustizia e che ha trovato, diversamente da quanto si potesse immaginare, numerosi sostenitori.

La proposta che prima era prettamente dal controtesta trova oggi numerosi sostenitori nell’ala sinistra del Parlamento, in particolare nel partito renziano di Italia Viva.

Stando alle parole del capogruppo di Italia Viva, Davide Faraone, il tentativo proposto dalla Lega è simbolo della volontà di trovare un’intesa e procedere con la redazione del testo definitivo della legge.

Allo stesso modo anche  autonomista Julia Unterberger è propensa a ricercare un punto d’incontro con il testo proposto dalla Lega.

La proposta leghista che stravolge quindi il testo iniziale sembra quasi poter uscire vincitrice dal prossimo confronto che ci sarà in Parlamento.

La prossima discussione sull’argomento e sul disegno di legge infatti è stato calendarizzato al 13 luglio 2021.

 

 

Ma il dibattito sul disegno di legge è ancora aperto e le possibili modifiche al del Zan si susseguono.

Mentre infatti il senatore leghista Simone Pillon parla di “grosso sforzo” da parte di tutto il centrodestra e di parziale riscrittura solo di alcune parti del testo, esponenti del Movimento Cinque Stelle e del partito Democratico attaccano tanto gli emendamenti quanto l’atteggiamento accomodante di Italia Viva.

Non rimane quindi che attendere il dibattito in aula e osservare le ulteriori modifiche che, siamo certi, non saranno le ultime e definitive.