Plenitude. E' questo il nuovo nome di Eni, il colosso dell'energia. Perchè questo cambiamento? Cosa significa?

Troviamo le risposte ai nostri quesiti proprio sul sito di Eni gas e luce, ovvero:

"Eni gas e luce diventa Plenitude: un nome che accoglie la nostra storia e, al tempo stesso, rappresenta la pienezza di una visione globale e della nostra energia che continua a rigenerarsi."

Ancora più completa, è la definizione che, di Plenitude, ci fornisce il Corriere.it

".....Plenitude, che significa pienezza, abbondanza, ma anche adeguatezza nella quantità o misura........"

Attenzione all'efficienza, riduzioni degli sprechi, energia sostenibile da fonti rinnovabili: la "mission" di Eni è chiara. Una svolta, anche nel nome, che tende sempre di più al "green" e alla sostenibilità ambientale. 

Eni: cosa è Plenitude

Intanto, facciamo un po' di chiarezza, prendendo a prestito quanto riportato dal sito ansa.it:

"Si chiamerà Plenitude la società in cui confluiranno le attività retail e delle rinnovabili di Eni."

E non solo. Verranno fatte confluire in questa nuova società, anche tutte le attività inerenti la mobilità elettrica.

Quando avverrà tutto ciò? Troviamo indicazioni utili sul sito della Borsa italiana:

"Eni ha ha progettato l'IPO di Plenitude entro il 2022, perché ritiene che sia la miglior soluzione per valorizzare questo business, che si inquadra nella strategia e nell'impegno a lungo termine di Eni verso la decarbonizzazione. Ma i Gruppo manterrà una quota di maggioranza nella newco e prevede che il flottante possa essere attorno al 20-30% el capitale." 

Questo è un passaggio chiave nell'opera di decarbonizzazione dell'attività della Società. Come ben sappiamo, qualsiasi cambiamento, necessita di tempi e di step, per cui, ovviamente, non si potranno vedere immediatamente risultati netti.

Da qui al 2040, però, l'obiettivo di Eni, è quello di arrivare a produrre energia a impatto zero.

Obiettivo semplice? Tutt'altro. Vediamo di comprenderne i motivi.

Eni: sosteniblità ambientale e remunerazione per gli azionisti

Se da un lato l'obiettivo dichiarato di Eni è quello di andare verso un rinnovamento della propria attività, ergo del proprio business, con un orizzonte sempre più "green" e a basso/zero impatto inquinante, dall'altro, essendo una società quotata in borsa, non solo deve rendere conto agli azionisti ma anche, e soprattutto, garantire loro ritorni economici sia in termini di crescita del valore azionario che di dividenti annui.

Dunque, la parte più difficile è proprio quella di coniugare queste due esigenze. 

Le transizioni, infatti, richiedono tempo. Come ben sappiamo, però, il tempo è denaro. Dover far coesistere queste due esigenze, necessità, è tutto fuorchè semplice. Le fasi di transizione, infatti, possono determinare periodi di assestamento, così nella vita, così nei conti di una società. Il problema è la durata di questi periodi, perchè, transizioni che si protraggono nel tempo, sono fonti di minori ricavi (e quindi utili/dividendi) nel breve periodo.

Gli azionisti avranno pazienza? Se sì, quanta? E fino a quando?

Una sfida difficile, certo, ma non impossibile, specie per un colosso come l'Eni che, ovviamente, ha preparato questo passaggio fondamentale non nel giro di qualche giorno, ma sicuramente di anni.

Strategia e pianificazione sono parole chiave nel business del cane a sei zampre. 

Eni, Plenitude: Stefano Goberti, una garanzia

Alla guida di Plenitude, è stato designato Stefano Goberti, manager con oltre trent'anni di esperienza in Eni (sia in Italia che all'estero), oltre che Cfo di Saipem in passato. Inomma: un nome, una garanzia. Un aspetto decisamente importante questo, che dà credibilità al progetto, sia da un punto di vista operativo, sia agli occhi dei mercati finanziari e degli azionisti.

Il punto di partenza, come ha evidenziato il manager, è una domanda in forte crescita di energie rinnovabili. Domanda che continuerà a crescere nei prossimi anni.

Da cosa parte Plenitude?

Da una base di 10 milioni di clienti e diversi progetti relativi alle energie rinnovabili in cantiere e prossimi alla realizzazione. A latere, da un punto di vista finanziario, la presenza di un bilancio solido ed una disponibilità di cassa importante e regolare, permettono questa svolta societaria.

L'obiettivo di Plenitude?

Come già evidenziato in precedenza, la mission è quella di raggiungere entro il 2040, il traguardo del 100% di energia decarbonizzata fornita a tutti i clienti, raggiungendo quindi l'agognato target di "emissioni a impatto ambiebtale zero".

Da un punto di vista prettamente finanziario, l'IPO di Plenitude, è prevista per il 2022.

Eni: il concetto di sostenibilità ambientale

Innanzitutto, che cosa si intende quando si parla di sostenibilità ambientale?

La sostenibilità ambientale si ottiene da un modello di sviluppo che sia in grado di soddisfare le esigenze della generazione presente senza, per questo, inibire la possibilità di soddisfare quelle delle generazioni future. 

La prima volta, questo termine, è stato usato circa una trentina di anni fa, nel 1992, durante la prima Conferenza Onu sull'ambiente. 

Quante volte abbiamo sentito parlare di "effetto serra", di buco dell'ozono, etc? Quante volte abbiamo sentito discorsi relativi alla necessità di raggiungere o ricreare un equilibrio tra l'uomo e l'ambiente che lo circonda? Quante volte abbiamo percepito l'aria insalubre delle nostre città? 

La ricerca della sostenibilità ambientale passa inevitabilmente anche attraverso scelte che andranno a cambiare radicalmente il nostro modo di vivere attuale. Un modo di vivere che non è più sostenibile, perchè l'ambiente non è più in grado di tollerarlo.

Non ci si limita solamente alla sostenibilità ambientale, ma il discorso è più ad ampio spettro: sostenibilità si intende anche in ambito economico e sociale. E' tutto collegato.

Eni: sostenibilità in Italia

Secondo una recente ricerca effettuata dalla Società Pictet, negli ultimi anni c'è stato finalmente un cambio di marcia in merito al rapporto tra uomo e ambiente. In particolare, sono proprio i consumatori, ovvero i cittadini, a chiedere ai vari Governi ed Enti preposti una maggior attenzione al Pianeta e, soprattutto, una maggiore ed incisiva azione a tutela del mondo che ci circonda. 

I più attivi in tal senso sono proprio i giovani, ovvero coloro che cercano di salvagiardare il loro futuro. 

Non sono solo gli alimenti ad essere finiti sotto la lente d'osservazione dei consumatori. C'è di più, decisamente di più. Sono finiti infatti sotto stretta sorveglianza i vari marchi, le Società, i brand.

Ecco perchè, oggi come oggi, essere sensibili al discorso ambientale e soprattutto dimostrarsi concretamente proattivi nell'opera di salvataggio del pianeta con comportamenti eticamente corretti, fa decisamente la differenza anche sul mercato.

Il consumatore finale infatti, sempre di più, tende a premiare i prodotti di quei brand che si dimostrano eco friendly. Viceversa, chi dimostra scarsa considerazione vero l'argomento verrà sempre di più emarginato dal mercato, con evidenti ripercussioni dal punto di vita economico.

La reputazione, la cosiddetta "brand reputation" in tal senso, è destinata a diventare un valore aggiunto sempre più importante.

Secondo la ricerca di Pictet, i giovani italiani, sono disposti a pagare di più per prodotti di consumo (anche tecnologici) che risultino ispirati ai dogmi dell'economia circolare: durabilità e riparabilità.

Una maggior attenzione all'ambiente si nota anche attraverso la riduzione degli sprechi. Il semplice gesto di spegnere la luce quando non è strettamente necessario, che a noi può sembrare un gesto banale, può divenire fondamentale per il pianeta. Specie se ripetuto su larga scala.

Eni: la transazione energetica è una sfida tecnologica

La transazione energetica è, in prima battuta una sfida a livello tecnologico. La creazione di Plenitude serve ad attrarre nuovi capitali da investire ed impiegare proprio in tal senso. 

L'80% dei nuovi investimenti da qui al 2025, infatti, sarà destinato proprio alle attività rinnovabili. Non è esclusa l'emissione di un cosiddetto bond "green".

Investire in nuove tecnologie, permetterà alla Società di raggiungere gradualmente l'obiettivo che si è prefissata per il 2040, ovvero la decarbonizzazione totale (in primis dovuta alle attività aziendali ma anche al consumo del singolo privato cittadino).

Se l'obiettivo finale è quello dell'energia a impatto zero entro il 2040, è molto probabile che, già entro il 2030, Plenitude sia in grado di vendere energia elettrica a zero emissioni di CO2 "Scope 3"

Un cambiamento anche nel logo che mette in mostra un cane a sei zampe non più con lo sguardo rivolto alle fiamme, bensì al sole. Una rivoluzione importante anche dal punto di vista del "concept visivo".

Eni: con Plenitude l'elettrico fa un balzo avanti

Non solo fonti rinnovabili: con Plenitude, l'Eni focalizza il proprio punto di osservazione anche sulla mobilità elettrica e, nello specifico, sui punti di ricarica per i veicoli elettrici. 

Con una quota di mercato tra auto elettriche ed ibride balzata in crescita costante, è ovvio che, le colonnine per la ricarica di questi veicoli, diventeranno sempre più diffuse e basilari nella nostra quotidianità. Già oggi, possiamo vedere un progressivo aumento delle postazioni nei nostri centri urbani.

Siamo però ancora a livelli insufficienti. 

L'investimento sulla tecnologia e sulla mobilità elettrica, porterà quindi sicuramente ottimo risultati, a livello di business, nei prossimi decenni. Questa è la strada tracciata. Tornare indietro non si può, anche perchè il pianeta, ormai, non sa più in che modo lanciare le proprie urla di dolore.

Ben si sposa quindi la scelta di Eni, sotto la duplice valenza ambientale ed economica. Programmazione e lungimiranza, doti che di certo non mancano al management del colosso italico che può contare quindi su una solida reputazione sul mercato. Se a questa, aggiungiamo la mission eco friendly, ecco che, il connubio ha tutte le potenzialità per essere perfetto e soprattutto di esserein grado di garantire interessanti ritorni. Ambientali ed economici.