Da Bruxelles è arrivata la firma sul regolamento che si esprime sul certificato digitale Covid, meglio noto nel nostro Paese come Green Pass: lo comunica una recentissima news di Ansa.it.

Il certificato digitale Green pass ha il compito di semplificare viaggi e spostamenti tra gli stati dell’Unione Europea e, si spera, contribuirà alla ripresa di settori duramente colpiti dalla crisi: oltre quello del turismo, anche quello della ristorazione.

Il Green pass, secondo fonti ufficiali, entrerà ufficialmente in vigore a partire dall’1 luglio 2021.

Ma come si ottiene il Green pass?

Come e quando dovremo utilizzarlo?

Che cos’è il Green pass

Il Green pass, conosciuto anche come certificato verde, è un certificato, introdotto dal decreto 22 aprile 2021, modificato dal d.l. 18 maggio 2021, che servirà agli italiani per poter effettuare degli spostamenti in tutta la Penisola e per tornare a vivere una vita normale: la normativa regolerà infatti gli ingressi a spettacoli, eventi sportivi, ristoranti, location per ricevimenti, ma anche Rsa e case di riposo, tenendo conto anche di quanto deciso da Bruxelles e dall’UE.

Infatti, a partire da luglio, il certificato verde nazionale verrà anche affiancato al Green pass europeo, che permetterà ai cittadini degli stati membri di riprendere a viaggiare liberamente.

Ovviamente, il tutto rispettando delle regole specifiche.

Quando è obbligatorio il Green pass?

Il Green pass sarà obbligatorio per poter svolgere le regolari attività che prevedono l’incontro tra più persone: innanzitutto, visto che il Comitato tecnico scientifico ha dato il proprio via libera a banchetti e festeggiamenti per cerimonie (religiose e non), per questo genere di eventi sarà obbligatorio possedere il certificato.

Il Green pass servirà anche per la partecipazione ad eventi quali convegni, fiere, avvenimenti sportivi e eventi culturali/musicali

Sarà inoltre necessario, qualora delle regioni tornassero in zona arancione o rossa, per l’ingresso nella regione interessata.

Possedere il Green pass, però, non significa che l’obbligo di indossare la mascherina venga meno: dato che il rischio di infezione in soggetti vaccinati non è del tutto eliminato, la mascherina (così come anche le regole di igiene valide fino ad ora) non dovranno essere assolutamente abolite.

Anzi, anche quando l’obbligo di indossare la mascherina non varrà più all’aperto, è molto probabile che il Ministero della Salute manterrà l’obbligo di indossare i dispositivi anti-contagio in luoghi chiusi, indipendentemente dal Green pass.

Green pass: come richiederlo

Richiedere il Green pass non è difficile; esistono molti modi per poter ottenere il proprio certificato verde.

Innanzitutto, per quanto riguarda il Green pass nazionale, questo viene rilasciato dalla struttura sanitaria che ha effettuato la vaccinazione.

In altre parole, chi ha effettuato entrambe le dosi del vaccino, riceverà direttamente dalla struttura sanitaria che ha effettuato la vaccinazione un codice QR, che rappresenterà il lasciapassare per il soggetto vaccinato.

In caso di tampone negativo, invece, varrà il risultato rilasciato dal laboratorio analisi o dal soggetto che ha effettuato suddetto tampone.

Per quanto riguarda, invece, il Green pass europeo, valido per viaggiare da e verso gli Stati membri, esiste una piattaforma dedicata sul sito Digital green certificate gestito da Sogei, che sarà accessibile dal primo luglio.

In ogni caso, una volta effettuata la vaccinazione, come accennato, viene generato un codice QR direttamente correlato alla tessera sanitaria del soggetto che ha ricevuto il vaccino.

Dunque, oltre a mostrare la copia cartacea da parte dell’ente che ha effettuato la vaccinazione, si potrà accedere al proprio codice QR tramite il proprio SPID e l’app Immuni.

Anche l’App IO potrebbe presto fornire un servizio del genere: si attende però, al momento, il via libera da parte del Garante della Privacy.

Si avrà accesso al proprio certificato verde anche tramite il Sistema Tessera Sanitaria, che permetterà di accedere al Green pass per stamparne una copia cartacea (ma solo se il proprio medico di base, pediatra, farmacista o altra figura sanitaria ha accesso al Sistema TS).

Quanto dura il Green pass?

Purtroppo, la durata del Green pass ha destato molte perplessità, anche in ragione della sua durata variabile.

Infatti, se il certificato verde viene rilasciato per avvenuta vaccinazione, in questo caso sarà valido per nove mesi, calcolati a partire dalla data in cui è stata somministrata la seconda dose.

Il Green pass, comunque, viene rilasciato anche per casi di guarigione dopo aver contratto il Covid-19; in questo caso, la certificazione vale sei mesi, calcolati a partire dal giorno in cui il soggetto termina il periodo di isolamento.

Infine, è possibile ottenere il Green pass anche nel caso in cui si sia effettuato un test con risultato negativo: in questo caso, il certificato verde vale soltanto per 48 ore, che decorrono dal momento in cui è stato effettuato il tampone stesso.

Green pass: nuove regole per i matrimoni

Si riparte, dopo un lungo periodo in cui è stato predisposto lo stop, anche con la celebrazione dei matrimoni e, dunque, con i relativi festeggiamenti.

Festa si, ma con nuove, rigide regole stabilite dal Comitato tecnico scientifico, e che vanno dunque rispettate.

Scongiurato un numero privativo di invitati: il Comitato non ha fissato, con sollievo di molte coppie di futuri sposi, un numero massimo di invitati che potranno prendere parte ai festeggiamenti.

Fondamentale, invece, sarà la disposizione spaziale dei commensali durante il ricevimento. I tavoli dovranno essere distanziati tra loro con una distanza di almeno due metri (anzi, quando possibile, la distanza consigliata è addirittura di due metri e mezzo). Ogni commensale deve distare dagli altri commensali non conviventi almeno un metro.

Non è stato disposto alcun obbligo in merito alla location: i banchetti potranno svolgersi anche all’interno, ma quando possibile è consigliata una location all’aperto.

L’unica disposizione da rispettare con rigore è l’impossibilità di ricorrere alla formula del buffet self-service: il buffet è consentito solo se servito direttamente dal personale di sala, nel rispetto delle distanze di sicurezza.

Tutti gli invitati, poi, saranno obbligati a portare con sé il proprio Green Pass per accertare, in caso di eventuali controlli a sorpresa, la propria vaccinazione. Nel caso di soggetti non ancora vaccinati, e dunque non muniti di Green Pass, sarà cura degli interessati effettuare un tampone entro 48 ore prima dalla cerimonia, al fine di accertare la propria negatività al Covid-19.

E per chi ha ricevuto una sola dose di vaccino?

Basta portare con sé il certificato di vaccinazione: in questo caso, però, tale certificato sarà valido solamente se la prima dose del vaccino è stata effettuata almeno da quindici giorni dalla data del matrimonio. Se questo requisito non dovesse essere rispettato, il soggetto interessato dovrà provvedere ad effettuare un tampone, come se non avesse ricevuto la prima dose di vaccino.

Tutti (invitati, fotografi, personale di sala, band, animatori e sposi compresi) hanno l’obbligo di mantenere la mascherina sia durante la cerimonia che durante il ricevimento.

Per quanto riguarda i classici balli, sono consigliati soltanto all’esterno; all’interno, infatti, è necessario mantenere almeno due metri quadri di distanza da persona a persona, soluzione che, molto probabilmente, difficilmente sarà attuabile.

Ultima regola imposta dal Comitato tecnico scientifico riguarda infine le bomboniere: dovranno essere distribuite dagli sposi a ciascun ospite, igienizzando le mani tra una consegna e l’altra.

Green pass al ristorante e in hotel

Siamo ancora in attesa di leggere il nuovo Dpcm ufficiale, che a breve sarà firmato dal Presidente Mario Draghi, ma se lo chiedono in molti: servirà il Green pass per andare al ristorante o per soggiornare in hotel?

Nel testo del nuovo Dpcm, sembrerebbe essere stato specificato che non soltanto le autorità competenti dovranno occuparsi di verificare il Green pass, ma anche il personale di servizio nei pubblici esercizi e presso le strutture ricettive.

Leggiamo infatti su una notizia riportata su ilSole24ore che saranno tenuti a verificare il codice QR:

“i pubblici ufficiali nell’esercizio delle proprie funzioni, il personale addetto ai servizi di controllo delle attività di intrattenimento e di spettacolo in luoghi aperti al pubblico o in pubblici esercizi, i soggetti titolari delle strutture ricettive e dei pubblici esercizi

Questo sembrerebbe confermare che ristoratori ed albergatori potranno, quando ritenuto opportuno per l’incolumità degli avventori, richiedere di verificare il Green pass.

Eppure, il ministro Speranza è intervenuto sulla questione, affermando che gestori di alberghi, ristoranti e negozi non dovranno richiedere ai propri clienti di visionare il Green pass.

Dalle parole del Ministro della Salute, quindi, è possibile dedurre che non sarà necessario disporre di certificato verde per recarsi in hotel, ristoranti o esercizi commerciali.

Per avere la conferma definitiva, però, occorrerà aspettare il testo ufficiale del nuovo Dpcm sul Green pass, che attende soltanto la firma di Draghi.