A partire dal 6 agosto 2021 il Governo ha introdotto l’obbligo di Green pass per accedere a moltissimi luoghi della vita sociale. Seppur non introducendo alcun obbligo vaccinale, quindi, le intenzioni dell’esecutivo erano quelle di spingere al massimo i cittadini indecisi verso la vaccinazione e i risultano rivelano che la mossa è stata azzeccata.

Un boom di prenotazioni del vaccino è seguito all’annuncio di Draghi, che con un apposito decreto ha esteso l’utilizzo della certificazione verde a bar e ristoranti al chiuso, ai cinema, ai teatri, ai concerti, ai musei, alle palestre e persino ai centri termali e ai parchi divertimento. Obbligatorio presentare la certificazione anche alle sagre, alle fiere, ai congressi, nei centri culturali e nelle sale gioco.

Ma le regole sul Green pass diverranno ancora più stringenti a partire dal 1° settembre, quando la certificazione verrà richiesta anche sui mezzi di trasporto a lunga percorrenza (treni, aerei, autobus e traghetti), a scuola, e su alcuni luoghi di lavoro.

Vediamo quali sono le novità sul Green pass (la cui validità potrebbe essere estesa a 12 mesi), come cambiano le regole dal 1° settembre, in quali luoghi occorre presentare la certificazione verde e cosa rischiano i cittadini che frequentano i suddetti luoghi senza il Green pass.

Green pass, la nuova certificazione verde per i cittadini

Il Green pass nasce da una spinta europea alla protezione della salute di tutti i cittadini del Vecchio Continente. Per fronteggiare l’emergenza coronavirus e prevenire la diffusione del contagio nei luoghi al chiuso, infatti, molti Governi europei hanno lanciata la proposta di limitare gli accessi ai luoghi maggiormente frequentati e affollati alle sole persone che hanno completato la vaccinazione (in Italia basta avere almeno una dose) oppure a coloro che sono guariti dal Covid (da non oltre sei mesi), o ancora ai cittadini in possesso di un tampone negativo (non più vecchio di 48 ore).

Infatti, come spiega il sito del Governo, il Green pass:

È una certificazione digitale e stampabile (cartacea), che contiene un codice a barre bidimensionale (QR Code) e un sigillo elettronico qualificato.

Su questo QR Code sono riportate una serie di informazioni personali e sanitarie riguardanti il titolare del documento: per esempio, è possibile verificare il suo nome e cognome, oltre a controllare se ha svolto o meno la vaccinazione o se ha eseguito un tampone.

Come possono ottenere il Green pass?

Per ottenere il Green pass esistono diversi modi, ai quali sono associate durate diverse della certificazione:

  • dopo aver eseguito la vaccinazione completa, il Green pass è valido nove mesi (anche se si discute sulla possibilità di estendere la validità fino a un anno);
  • dopo aver ricevuto una sola dose di vaccino, il Green pass è valido soltanto fino alla data di prenotazione della seconda dose;
  • dopo aver eseguito un tampone antigenico rapido o molecolare con risultato negativo, la certificazione verde è valida per i successivi due giorni (ovvero 48 ore);
  • dopo aver passato il Covid ed essere guariti la certificazione è valida per i successivi sei mesi.

Il possesso del Green pass non è affatto obbligatorio, ma volontario: tuttavia, per poter accedere a numerosi luoghi della vita pubblica è necessario presentare la certificazione. Restano esclusi dalla vaccinazione i bambini con meno di 12 anni e i cittadini che, per problemi di salute, non possono sottoporsi alla vaccinazione. Per questi ultimi è possibile scaricare un’altra certificazione di esenzione.

Green pass obbligatorio, quando lo dove presentare?

Come abbiamo detto, in moltissimi luoghi della nostra quotidianità – a partire dal 6 agosto e poi anche dal 1° settembre – si renderò obbligatoria la presentazione del Green pass per accedere.

In un primo momento il Governo intendeva limitare l’utilizzo del Green pass ai soli luoghi dove il contagio sarebbe risultato più semplice, ovvero i luoghi affollati e al chiuso. Ma in seguito è prevalso il modello francese, che prevede l’estensione del Green pass a (quasi) tutte le attività sociali.

Dalle palestre alle piscine, dai centri culturali ai musei, dagli spettacoli teatrali ai cinema, dai bar ai ristoranti solo al chiuso, fino alle sagre e alle fiere. Il Green pass è obbligatorio anche per accedere alle sale gioco e scommesse e persino per accedere ai concorsi pubblici.

Dal 1° settembre sono in arrivo ulteriori strette per quanto riguarda i mezzi di trasporto, la scuola e il lavoro: sono questi i contenuti principali del nuovo decreto del Governo, che modifica le regole sull’utilizzo della certificazione verde. Vediamo nel dettaglio dove e quando dovremmo presentarla per poter accedere a un luogo pubblico.

Green pass e trasporti: dove è obbligatorio?

Novità sui trasporti: a partire dal 1° settembre 2021 il Green pass diviene una condizione necessaria per tutti i viaggiatori che intendono spostarsi in treno, aereo, con la nave, il traghetto oppure con gli autobus che attraversano Regioni diverse. Infatti, considerando che il Green pass ha sostituito la vecchia autocertificazione, anche qualora una Regione dovesse passare in zona arancione o rossa, l’utilizzo della certificazione diverrebbe obbligatorio per muoversi oltre i confini.

A prescindere dal colore della regione, comunque, dal mese di settembre il Green pass è obbligatorio anche per viaggiare in aereo o con i treni Intercity, Intercity Notte, Alta Velocità

La certificazione sarà richiesta anche alle persone che scelgono di spostarsi con un traghetto (ad eccezione di quelli che viaggiano sullo stretto di Messina o nelle isole minori) o per i viaggiatori che si spostano tra le Regioni con autobus a lunga percorrenza.

Ancora esclusi dall’obbligo di Green pass gli autobus urbani, le metropolitane, i tram e i treni regionali. La capienza di questi ultimi rimane al 50%, mentre dove si rende obbligatorio il Green pass è possibile innalzare la soglia all’80% della capienza massima.

Green pass a scuola: obbligatorio per insegnanti e personale 

Anche a scuola il Green pass viene reso una condizione obbligatoria per gli insegnati e per il personale scolastico. È questa una delle novità che riguarda l’utilizzo del green pass sui luoghi di lavoro, come stabilito dalla nota tecnica che il Miur ha inviato alle scuole:

Dal 1° settembre al 31 dicembre 2021, il personale scolastico e universitario e gli studenti universitari dovranno esibire la Certificazione verde Covid-19.

Per gli insegnati e il personale scolastico privi di Green pass, infatti, è prevista la sospensione del rapporto di lavoro oltre alla corresponsione di una sanzione che va da 400 a 1.000 euro. Dopo cinque giorni di assenza causa mancanza del Green pass, inoltre, il lavoratore verrà considerato assente ingiustificato e perderà il diritto allo stipendio. Ciò detto vale anche per i docenti universitari.

Ancora nessun obbligo per i ragazzi che frequentano la scuola dell’obbligo, mentre per gli studenti universitari che vogliono tornare a svolgere le attività in presenza, vige l’obbligo di certificazione verde.

Bar, ristoranti, hotel: quando occorre il Green pass?

A partire dal 6 agosto 2021, il Green pass è stato esteso anche ai bar e ai ristoranti, ma solo per coloro che intendono consumare al chiuso. Per i clienti che decidono di accomodarsi sui tavolini all’aperto, invece, l’obbligo non sussiste. Anche per tutti gli ospiti che consumano un caffè o una bevanda al bancone del bar, non è necessario presentare la certificazione verde.

Diversa la questione degli hotel: gli ospiti che prenotano un soggiorno nella struttura non sono tenuti a presentare il Green pass né per l’accesso alle aree di ristorazione, né per il pernottamento nella struttura. 

Come specifica il sito di Federalberghi:

Sono, invece, accessibili con Green Pass alcune attività e servizi al chiuso messi a disposizione dall’hotel, come palestra, piscina coperta e centro benessere.

Per lo sfruttamento dei servizi e delle aree comuni interni all’hotel, quindi, è necessario presentare la certificazione verde.

Green pass, dove NON è obbligatorio?

La lista dei luoghi all’interno dei quali è necessario possedere il Green pass, da settembre, si allunga. Ma esistono ancora numerosi luoghi e attività per le quali non è obbligatorio presentare il Green pass.

Per esempio, il Green pass non è necessario per andare al supermercato o al centro commerciale: in quest’ultimo, però, diviene necessario per sedersi ai tavoli di un bar o di un ristorante. Nessun obbligo di certificazione verde nemmeno per andare dal parrucchiere, dal barbiere o dall’estetista

Infine, non devono presentare il Green pass i cittadini che i recano in un centro termale per usufruire di servizi essenziali di assistenza.

Green pass obbligatorio: come avvengono i controlli?

Per verificare la validità del Green pass ed evitare l’applicazione di sanzioni per consumatori ed esercenti, è obbligatorio effettuare il controllo. L’applicazione da utilizzare, a tal fine, è VerificaC19, che può essere sfruttata anche offline. È comunque opportuno collegarsi ad Internet almeno una volta al giorno.

Una volta scansionato il codice QR presente sul certificato, possono apparire tre schermate con colore diverso:

  • schermata verde, la certificazione deriva dal completamento della vaccinazione, dallo svolgimento di un tampone o dalla guarigione dal Covid ed è valida sia in Italia sia all’estero;
  • schermata azzurra, la certificazione deriva dalla somministrazione di una sola dose ed è valida solo in Italia;
  • schermata rossa, la certificazione non è ancora valida (si attiva dal 15esimo giorno dalla somministrazione della prima dose) oppure c’è stato un errore nella lettura.

L’applicazione di controllo non memorizza alcuna informazione personale, ma serve solo per verificare la validità della certificazione ed evitare l’applicazione di multe da 400 a 1.000 euro. I titolari dei locali non sono tenuti a richiedere i documenti di identità, a meno che non vi siano evidenti incongruenze.

I locali che non effettuano i controlli o che accolgono persone senza Green pass (ove obbligatorio) per tre volte di fila, rischiano la chiusura per un periodo variabile da cinque a dieci giorni.