Il Governo Draghi ha reso pubblico il nuovo Dpcm che proroga l’obbligo di possesso del Green Pass. A partire dal 15 ottobre sarà obbligatorio possedere la certificazione verde in tutti i luoghi di lavoro, sia pubblici che privati. Di conseguenza, chi ne sarà sprovvisto potrà incappare in alcune conseguenze. 

Sia i dipendenti delle pubbliche amministrazioni che i dipendenti delle aziende private, ma anche i professionisti, dovranno necessariamente possedere il Green Pass

In questo articolo verranno illustrate tutte le novità introdotte dal provvedimento, dalla modalità in cui verranno effettuati i controlli, alle sanzioni applicate in caso di mancato possesso, fino alle novità riguardo QR code e ai tamponi.

Questo Dpcm è diverso dagli altri decreti del Governo, in quando è il primo che regola i controlli in ambito lavorativo e che stabilisce delle linee guida appositamente elaborate per il personale della Pubblica Amministrazione.

Green Pass, i controlli: come verranno effettuati

Mentre il Dpcm preparato dai ministri Colao, Speranza e Franco andava a regolare e ad intervenire sulle misure che i datori di lavoro erano tenuti a adottare nei confronti dei loro dipendenti in caso di mancato possesso del Green Pass, il secondo Dpcm, quello in sostanza preparato dai ministri Brunetta e Speranza, va a sancire le linee guida da seguire tassativamente da parte dei dipendenti della Pubblica Amministrazione, a partire dal 15 ottobre

Quindi, in sostanza, il nuovo Dpcm cosa dice a riguardo?

Il Dpcm, approvato dal Governo e che entra in vigore dal 15 ottobre, dice che ogni azienda o amministrazione pubblica potrà effettuare i controlli in piena autonomia, nel rispetto delle normative che regolano la privacy e quelle che lo stesso decreto stabilisce. 

In sostanza, saranno i datori di lavoro a stabilire le modalità per effettuare i controlli e le verifiche sul possesso del Green pass. Le verifiche potranno essere anche effettuate a campione, dove sarà necessario.  L'unica condizione stabilita dal Dpcm del 12 ottobre e che le amministrazioni e le aziende dovranno effettuare i controlli al momento dell'accesso nei luoghi di lavoro.

Inoltre, saranno le stesse a nominare i soggetti legati all'accertamento delle violazioni degli obblighi di cui commi uno e due. Sarà necessario, inoltre, che le amministrazioni e le aziende, nell'effettuare i controlli, applichino un'organizzazione tale da non causare code o ritardi. 

Tuttavia, se i controlli non potranno essere effettuati al momento dell’accesso nei luoghi di lavoro, dovranno essere necessariamente effettuati nella fascia antimeridiana della giornata. 

Come abbiamo già detto, i controlli potranno anche effettuarsi a campione, a condizione che però non sia inferiore al 20% dei dipendenti presenti e in servizio. Ovviamente suddetti controlli, anche se a campione, dovranno essere effettuati a rotazione, in modo da garantire il controllo su tutto il personale in servizio.

Per effettuare i suddetti controlli, il governo ha messo a disposizione un'APP chiamata Verifica C 19, ma saranno rese disponibili in seguito altre applicazioni per i datori di lavoro, sia pubblici che privati, con specifiche funzionalità che consentiranno una verifica quotidiana e più veloce.

Ecco il video dell'intervista effettuata da Le Fonti Tv a Giancarlo Marcotti riguardante il tema del Green Pass oblligatorio. Le Fonti TV è la prima live streaming tv italiana dedicata all'economia, la finanza, la sfera giuridica, le imprese e il risparmio gestito, grazie a format originali che offrono contenuti e spunti operativi per i professionisti.

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Ma in che modo verranno effettuati suddetti controlli? Ogni Green Pass possiede un QR code che può essere letto attraverso delle applicazioni specifiche.

In particolare, i controlli potranno essere effettuati:

  • attraverso controllo e lettura del codice QR Code, rilasciato al momento della vaccinazione o dopo aver effettuato un tampone. Al contempo, dovranno essere effettuati anche la rilevazione della temperatura e delle presenze;
  • per i dipendenti della pubblica amministrazione, registrati alla piattaforma NoiPa. In questo caso, nel rispetto della privacy, tutti i dati verranno recepiti dalla piattaforma nazionale DGC;
  • in presenza di aziende con più di 50 dipendenti, sia privati che pubblici, che non sono iscritti alla piattaforma NoiPa, i dati verranno recepiti in maniera asincrona dal portale istituzionale Inps e la piattaforma nazionale DGC. Nel caso invece di azienda con più di 1000 dipendenti, i dati verranno recepiti dalla piattaforma nazionale DGC.

Green Pass: cosa succede a coloro che non potranno vaccinarsi?

Come è noto, non tutti i soggetti possono effettuare il vaccino, quindi, non tutti i soggetti possono possedere il Green pass. Quindi cosa succede in questo caso? Cosa succede nel caso in cui in azienda vi siano dei soggetti che sono impossibilitati ad effettuare il vaccino?

Tutti soggetti che, per comprovati motivi di salute, non possono effettuare il vaccino contro il COVID-19, dovranno necessariamente esibire un certificato medico. Detto certificato, dovrà anche contenere un apposito QR code. Il QR code servirà ovviamente al momento dell'accesso nei luoghi di lavoro.

Ma il Dpcm del governo puntualizza che tutto il personale esente dalla vaccinazione, non dovrà essere necessariamente sottoposto al controllo. Ma, chiarisce anche dicendo che la certificazione rilasciata dal medico e la sua esibizione al datore di lavoro sono obbligatori.

Green Pass, scadenza e aggiornamento: si potrà accedere nei luoghi di lavoro?

Come sappiamo, il Game Pass ha una scadenza, ma cosa succede nel caso in cui il Green pass scaduto dovrà essere rinnovato? I dipendenti pubblici o privati in questo caso potranno accedere nei luoghi di lavoro privi di certificazione?

Come spiega il dpcm, i soggetti privi di Green Pass dovranno necessariamente provare di poter accedere nei luoghi di lavoro. Te dovranno munirsi di documenti rilasciati in formato cartaceo o digitale, dalle strutture sanitarie pubbliche e private, dalle farmacie, dai laboratori di analisi, dai medici di medicina generale e dai pediatri di libera scelta.

Questa documentazione rimarrà valida fino al rilascio del Green Pass. 



Green Pass: le sanzioni 

Adesso veniamo alle sanzioni. Leggendo il nuovo dpcm del governo è chiaro che le sanzioni da applicare sono simili a quelle previste dal precedente decreto. In particolare il lavoratore, o il soggetto pubblico privato, che verrà trovato non in possesso della certificazione verde sarà considerato assente per ingiustificato motivo e non avrà nemmeno diritto allo stipendio fino a quando non avrà presentato nuovamente il Green Pass.

Come chiarisce ilsussidiario.net:

“nel caso di aziende con meno di 15 dipendenti, dopo il quinto giorno di assenza ingiustificata, il datore di lavoro può sospendere il lavoratore per la durata corrispondente a quella del contratto di lavoro stipulato per la sostituzione, comunque per un periodo non superiore a dieci giorni, rinnovabili per una sola volta.”

Se il lavoratore dovesse effettuare l'accesso nel luogo di lavoro senza il Green Pass, sarà cura del datore di lavoro effettuare una segnalazione alla Prefettura per avviare una sanzione amministrativa. La sanzione amministrativa consisterà in una multa che va dai 600 euro ai 1500 euro. 

Mentre il datore di lavoro applicherà le sanzioni disciplinari.

Per quanto riguarda i lavoratori che provengono da società di somministrazione, i controlli dovranno essere effettuati sia dalla società di somministrazione che dall’azienda da cui verranno distaccati. Quindi, in sostanza questi lavoratori subiranno due controlli.

È chiaro, anche in questo caso, che chi risulterà non essere in possesso di green pass subirà le sanzioni amministrative appena citate.

Green Pass: i protocolli di sanificazione e i controlli da parte dei clienti

Secondo il nuovo DPCM, le aziende sia pubbliche che private, dovranno necessariamente rispettare tutti i protocolli e le linee guida per la sanificazione dei luoghi di lavoro. Tutti i dipendenti dovranno sanificare le mani, usare le mascherine e mantenere il distanziamento sociale, oltre che possedere il Green pass.

Per la prima volta, questo dpcm, stabilisce anche i comportamenti che i clienti devono adottare nei confronti degli autisti e dei tassisti. In particolare, stabilisce che i clienti non possono verificare il possesso di green pass dei tassisti e dei conducenti dei mezzi pubblici.

Inoltre, è un'assoluta novità del nuovo DPCM, i titolari di attività di parrucchieria, estetica o di altri operatori del settore dell'estetica non sono tenuti a controllare il Green pass dei propri clienti, ma sono tenuti invece a verificare il possesso del green pass dei propri dipendenti.

Precedentemente, invece, i titolari di attività di estetica dovevano assolutamente controllare il possesso dei green pass dei propri clienti. Si tratta quindi di un grande passo avanti.

Inoltre, il possesso di Green pass è anche obbligatorio per tutti i lavoratori autonomi, per i professionisti e per tutti coloro che posseggono un'attività anche di volontariato

Il nuovo DPCM del governo stabilisce anche se tutti i datori di lavoro sono tenuti anche a verificare il possesso della certificazione Verde prima dell'accesso nei luoghi di lavoro. Questa soluzione è stata resa possibile proprio per rendere l'accesso nei luoghi di lavoro ancora più veloce.

Quindi, in sostanza, quali sono le sanzioni amministrative da applicare in caso di mancato possesso di Green pass? 

Come abbiamo appena detto poco prima, la sanzione amministrativa deve essere applicata dalla prefettura E consiste nel pagamento di una multa che va dai 400 euro ai 1.000 euro. Come abbiamo visto, a questa si aggiungono anche le sanzioni disciplinari previste dal datore di lavoro.