Quali sono le nuove misure previste per il rientro a scuola e in università? Manca ormai meno di un mese al ritorno tra i banchi, ed è già da qualche giorno che è in vigore il green pass. Si parla tutti di scuola, ma quasi nessuno sembra aver chiarito bene le modalità di rientro per le università e per lo svolgimento dei test di ammissione nelle facoltà a numero chiuso. Vediamole in questo articolo.

Ufficialmente, il decreto green pass è stato varato giovedì 22 luglio, ed è entrato in vigore due settimane dopo, cioè venerdì 6 agosto. Infatti, da alcuni giorni, è indispensabile avere il green pass per poter svolgere determinate attività e frequentare alcuni luoghi, come palestre, piscine, musei o locali al chiuso.

Non pochi sono stati i problemi e la confusione derivati dall'entrata in vigore del green pass. In molti si sono dichiarati contrari a tale misura e hanno scelto di manifestare. Un altro problema è invece legato all’attacco hacker ai danni dei server della Regione Lazio, in seguito al quale, tra i tanti dati messi a rischio, troviamo anche quelli relativi alle vaccinazioni.

Infatti, in tutta la regione si sono verificati casi di vaccini non registrati (quindi persone che avevano effettuato la seconda dose ma che, a causa dell’impossibilità di registrarla, hanno subito ritardi nel ricevere il green pass), e ritardi generali nelle vaccinazioni.

Nel mezzo di questa situazione già complicata, si comincia anche a parlare di scuola e di università.

Quali sono le nuove regole per tornare tra i banchi a settembre? E quelle per tornare nelle aule universitarie? Scopriamole insieme.

Green pass scuole e università: cosa dice il decreto

Il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi è stato molto chiaro: l’obiettivo, per il nuovo anno scolastico (e accademico), sarà quello di limitare il più possibile la didattica a distanza, in favore di quella in presenza. Questo perché la DAD, che è stata protagonista ormai per troppo tempo, rappresenta un limite per gli studenti di tutte le fasce di età, specialmente quelli più piccoli.

Per garantire un rientro in aula in sicurezza, il Governo Draghi ha preso la decisione di cui si parla all’interno del decreto, Articolo 9-ter al DL 52/2021:

“Dal 1° settembre 2021 e fino al 31 dicembre 2021 (…), tutto il personale scolastico del sistema nazionale di istruzione e universitario, nonché gli studenti universitari, devono possedere e sono tenuti a esibire la certificazione verde COVID-19 (…)”.

Come spiega il decreto, la misura è necessaria “al fine di tutelare la salute pubblica e mantenere adeguate condizioni di sicurezza nell’erogazione in presenza del servizio essenziale di istruzione”, e il non rispettare tali norme viene considerato “assenza ingiustificata”.

Dopo cinque giorni di mancato rispetto delle regole da parte del personale, il rapporto lavorativo si considera sospeso. Inoltre, il decreto continua spiegando che i dirigenti scolastici e i responsabili di università o servizi educativi per l’infanzia hanno l’obbligo di controllare che le disposizioni vengano rispettate.

Non saranno solo gli insegnati senza green pass ad essere sanzionati, ma anche i presidi: chi non effettuerà i controlli rischierà infatti una multa di circa tremila euro.

Green pass e test di ammissione

Anche per quanto riguarda i prossimi test di ammissione in università sarà obbligatorio avere il green pass. Tutti coloro che hanno in programma test di ammissione alle facoltà a numero chiuso dovranno quindi essere in possesso della certificazione verde.

I dubbi sull’obbligo del green pass per i test di ammissione erano legati al fatto che il decreto prevede il green pass per quanto riguarda i concorsi pubblici, e non era chiaro se nella categoria “concorsi” rientrassero anche i test di ammissione.

Alpha test ha specificato in un post sui social che sì, anche per sostenere i test di ammissione il green pass sarà obbligatorio.

Quest’anno, il test nazionale di ammissione a medicina e chirurgia si terrà il 3 settembre, e nel corso dello stesso periodo si terranno i test per tutte le altre facoltà a numero chiuso, che sarà impossibile sostenere in assenza di green pass.

Università e green pass

Per quanto riguarda il primo semestre del 2021, si tornerà a fare lezione in presenza anche in università, rispettando le regole di distanziamento e tracciamento. Tutti gli studenti universitari dovranno avere il green pass.

Questa decisione deriva dal fatto che le aule universitarie sono spesso molto affollate, e gli studenti sono soliti frequentare diversi luoghi comuni, molto più di quanto non accada alle scuole superiori: biblioteche, mense, corridoi, le stesse aule... 

Ad ogni modo, la didattica in università sarà erogata in modalità mista, così da permettere di seguire le lezioni anche a chi non avrà a disposizione il green pass.

Sul tavolo anche l’ipotesi di estendere il green pass ai minori di 18 anni

Si discutono anche le regole in base alle quali saranno assegnati gli alloggi agli universitari meritevoli, e spicca la scelta dell’Università statale di Milano: la graduatoria non sarà più fatta solo sulla base del merito e del reddito, ma anche sulla base del vaccino. Niente green pass, niente alloggio.

Una scelta che fa discutere, soprattutto se si pensa a coloro che per motivi di salute non hanno la possibilità di vaccinarsi: siamo sicuri che sia giusto escluderli a priori dalla graduatoria?

Anief contro il green pass per docenti e Ata

Marcello Pacifico, presidente dell’Anief (Associazione Sindacale Professionale), ha lanciato una petizione per abolire l’obbligo del certificato verde per il personale scolastico. Inoltre, con l’aiuto delle associazioni Radamante e Iurecondito sono state lanciate altre due petizioni: una per eliminare l’obbligo del green pass nelle aule universitarie, l’altra per sdoppiare le “classi pollaio” e garantire così lezione in sicurezza.

Le firme raccolte in favore dell’abolizione del green pass per il personale scolastico sono già oltre 65mila nel giro di pochi giorni. Il Presidente dell’Anief, Marcello Pacifico, ha detto che il sindacato sarebbe pronto a scioperare in tutte le regioni d’Italia il primo giorno di ripresa delle lezioni.

Green pass e personale scolastico: i dati dei vaccini

L’ultima settimana di luglio, secondo i dati del report settimanale del commissario straordinario per l'emergenza Covid, il 15% del personale scolastico italiano non aveva ancora fatto la prima dose di vaccino. Parlando di numeri, si trattava di 220.605 unità.

La situazione è rimasta pressoché la stessa: gli ultimi dati evidenziano un lieve aumento, e si stima che 217.870 soggetti, tra il personale scolastico, non abbiano ancora ricevuto neanche una dose.

Osservando i dati, si nota che in più di cinque regioni autonome oltre il 30% delle persone sono ancora in lista d’attesa per ricevere la prima dose. Ad esempio, in Sicilia la percentuale arriva al 42%.

Come spiega il ministro dell’istruzione Bianchi in un’intervista al Corriere della Sera: “il Green pass non è assolutamente uno schiaffo al personale della scuola e mi dispiace che qualcuno lo abbia interpretato così”. 

Si tratta di una misura volta a proteggere i più fragili. Bianchi spiega che la sanzione per il personale che non rispetterà le regole non è da considerarsi eccessiva, perché chi non vuole vaccinarsi potrà sottoporsi al tampone, e chi non può vaccinarsi sarà escluso dal green pass.

Garattini sull’importanza del vaccino e la risposta a Cacciari

Il farmacologo Silvio Garattini, presidente dell'Irccs Istituto Mario Negri, ha spiegato all’Adnkronos in questa intervista l’importanza di vaccinarsi, perché il vaccino non eguaglia il tampone, dal momento che il tampone potrebbe risultare negativo in un primo momento e positivo qualche ora dopo. 

Secondo Garattini, inoltre, gli insegnati hanno il ruolo di educatori all’interno di una società, e per questo dovrebbero essere i primi a vaccinarsi e a dare il buon esempio, perché il vaccino non serve solo per proteggere se stessi, ma anche per tutelare gli altri e difendere quelle categorie di persone che, per motivi di salute, non hanno la possibilità di vaccinarsi.

Garattini, negli ultimi giorni, è stato protagonista anche di un tête à tête con il filosofo Massimo Cacciari, che il 28 luglio ha pubblicato su “La Stampa” l’editoriale “Ecco perché dico no al Green Pass e alla logica del sorvegliare e punire”, affermando che il vaccino deve restare una scelta libera e che “non c’è libertà senza consapevolezza dei suoi rischi”.

Garattini ha deciso di rispondere alle domande poste da Cacciari all’interno dell’editoriale in un articolo pubblicato su Huffingtonpost, e si è così creato un dibattito formativo e utile tra il filosofo ed il farmacologo. L’intervento di Gattinari si conclude con un’affermazione che fa riflettere sul modo in cui è stata veicolata l’informazione sui vaccini in Italia: “In Italia è mancata una chiara informazione capace di spiegare il rapporto benefici- rischi del vaccino rispetto al contagio”.

Green pass e istruzione: è “giusto”?

Il green pass sta letteralmente dividendo in due il nostro paese. Tra chi si schiera a favore e chi si schiera contro, ciascuno di noi si sarà certamente chiesto se quella del governo è stata la scelta migliore, e ciascuno di noi, dentro di sé, avrà trovato la propria risposta e agito di conseguenza.

Ricordiamo però che, qualora non si volesse o potesse procedere con il ciclo vaccinale, le due dosi di vaccino non sono l’unico modo per ottenere il green pass. Infatti, questo può essere ottenuto anche in seguito all’effettuazione di un test molecolare o antigenico rapido con risultato negativo al virus Sars-CoV-2, e in questo caso sarà valido per 48 ore.

Inoltre, per supportare coloro che non hanno il vaccino, è stato firmato un protocollo d’intesa valido fino al 30 settembre, grazie al quale è possibile effettuare tamponi ad un prezzo contenuto nelle farmacie aderenti. Il tampone nelle farmacie aderenti ha il prezzo di 8 euro per i minorenni, e di 15 per i maggiorenni. Qui puoi consultare l’elenco delle farmacie aderenti.