Con questo gettone del telefono puoi guadagnare più di 250 euro!

Quanto tempo è passato dall'ultima volta che abbiamo utilizzato un gettone del telefono? Sembra un secolo. Eppure il mercato dei vecchi gettoni è vivace e potrebbe farci guadagnare discrete somme di denaro. Lasciarli al fondo di un cassetto è davvero un peccato, soprattutto quando scopriamo che i collezionisti sarebbero disposti a pagarci da 15 a oltre 250 Euro per un singolo esemplare in buono stato!

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Chi ricorda i gettoni telefonici?

Erano quei dischi in ottone a tre scanalature del diametro di circa 2 cm., che fino alla fine degli anni ‘90 erano utilizzati per effettuare telefonate dagli apparecchi pubblici.

Rappresentavano un caso anomalo di moneta, in quanto anche non originando dal conio della Zecca dello Stato, era utilizzato al pari del denaro in corso negli scambi commerciali, e per il pagamento di altri servizi diversi da quelli telefonici, ad es. nelle sale gioco per i videogame.

Il loro valore, nel tempo, è variato da 30 a 200 Lire, in funzione del costo dello scatto e della sua durata.

Attualmente, il valore del singolo gettone non è quasi mai superiore a un Euro. Esiste, tuttavia, un vivace mercato del collezionismo che apprezza moltissimo i gettoni telefonici conservati in ottimo stato, e che rispondono a determinati requisiti relativi alle date di produzione, o che presentano difetti o errori di fabbricazione.

I gettoni telefonici che quasi ciascuno di noi probabilmente ancora conserva, potrebbero essere acquistati da un collezionista fino a 50 Euro.  Ma come vedremo, gli esemplari più antichi arrivano tranquillamente a 250 Euro. Merita allora fare un’ispezione al fondo dei nostri cassetti casa.

Guadagnare con i gettoni telefonici prodotti dal 1959

Tutti i gettoni che abbiamo utilizzato fino al 31 dicembre 2001 sono stati prodotti tra il 1959 e il 1980. Da questa data iniziarono a presentarsi le prime schede telefoniche, ideate per sostituirsi al metallo, di gestione molto più ingombrante. Queste però non ebbero fortuna: con l’arrivo del nuovo millennio, i telefoni cellulari decretarono la fine della loro brevissima vita.

Ora però, parliamo del gettone telefonico sicuramente più diffuso in Italia. Lo ricordiamo per le tre scanalature: due su un lato, che racchiudevano l’immagine di un vecchio telefono a cornetta, una sull’altro lato a dividere le due parole: Gettone/Telefonico.

Su questa faccia, sopra la scritta Gettone vediamo inciso il marchio della ditta di produzione, mentre in fondo, sotto la dicitura Telefonico, è presente un ovale dentro cui sono incise quattro cifre a indicare anno e mese di conio. Ad es., il numero 7704 indica che il gettone è stato prodotto nel mese di aprile del 1977.

Questi gettoni vennero coniati a partire dal 1959 dalla, Emilio Sensi Medaglie (E.S.M.) di Milano, unica ditta produttrice fino al 1971. Da questo anno subentrarono poi altre aziende italiane, che affiancarono la E.S.M., la quale per differenziare la propria produzione da quella della concorrenza, dall’aprile 1972 al 1980 incise sul gettone il proprio marchio.

Il costo di un gettone è variato nel tempo, adeguandosi ai costi telefonici di scatto e durata. Il primo gettone, che riporta la data 5909, aveva un costo di 30 Lire, passato poi a 45 nel 1964 (che davano diritto a 3 scatti telefonici), 50 nel 1972, 100 nel 1980 e concludere con le 200 Lire che ricordiamo a partire da 1984.

Ma oggi, quanto vale uno di questi gettoni? Come riporta il sito web Lamoneta.it, il valore dipende innanzitutto dal suo stato di conservazione, che per il collezionista deve essere ottimo, e che definisce in ultimo il valore finale numismatico.

L’altra variabile determinante è sicuramente l’anno di produzione del gettone che ne definisce la rarità: una scarsa presenza comporta un incremento del suo valore.

Infine, come accade per tutte le monete, i difetti di produzione o peculiarità di un particolare conio, sono variabili che possono incrementare anche fino a 10 volte il valore del gettone.

Monete di Valore è un canale YouTube dedicato agli appassionati di numismatica. I questo video si parla di quanto si può guadagnare con la vendita dei gettoni telefonici ormai inutilizzabili.

Guadagnare con i gettoni telefonici: quanto valgono?

Quasi sempre il singolo gettone telefonico ha un valore non superiore a un Euro. Facciamo però attenzione all’anno di produzione dei gettoni che abbiamo in casa. Lo leggiamo impresso in basso su un lato della moneta. Le prime due cifre indicano l’anno, le ultime due il mese: da questo numero possiamo risalire al valore in Euro che il collezionista sarà disposto a riconoscere.

  • Gettoni telefonici che riportano la sigla/anno 6504, hanno un valore fino a 45 Euro.
  • Sigla 7110, fino a 70 Euro.
  • Sigla 7304, fino a 60 Euro.
  • Sigla 7412, fino a 50 Euro.
  • Sigla 7502, fino a 10 Euro.
  • Sigla 7607, fino a 30 Euro.
  • Sigla 7704, fino a 50 Euro.
  • Sigla 7706, fino a 12 Euro.
  • Sigla 7803, fino a 20 Euro.
  • Sigla 7809, fino a 15 Euro.
  • Sigla 7901, fino a 18 Euro.
  • Sigla 7905, fino a 15 Euro.
  • Sigla 8011, fino a 15 Euro.

Ma i gettoni telefonici appena visti non sono gli unici con cui si può guadagnare dalla loro vendita. In circolazione ne esistono altri meno recenti, e anche più rari, che risalgono fino al 1927, data di conio del primo gettone telefonico, e di valore molto diverso da quelli appena visti.

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Guadagnare vendendo i gettoni telefonici rari

Andando indietro nel tempo troviamo altri tipi di gettoni telefonici sostanzialmente diversi da quello appena descritto, progettati per gli apparecchi telefonici pubblici dell’epoca.

Il più vicino a noi è il gettone coniato dalla ditta TETI di Roma nel 1935. È considerato molto raro e lo possiamo riconoscere dalla colorazione grigia, conferita dalla lega contenente alluminio.

Le due facce hanno sfondo reticolato, una raffigurante un disco combinatore, l’altra la scritta TETI.

Chi ha la fortuna di possederne un esemplare può venderlo a partire da 20 Euro fino a 200 Euro, se il gettone è in perfetto stato di conservazione.

Altro gettone altrettanto raro è quello dell’azienda napoletana SET, che dal 1934 iniziò a produrlo con due facce identiche riportanti le scritte S.E.T e SOCIETA ESERCIZI TELEFONICI.

Di questo gettone esistono alcune varianti che possono modificare pesantemente il valore finale. Un gettone con la scritta S.E.T, senza il punto finale, può valere fino a 70 Euro. Se invece è presente il punto finale, il collezionista può sborsare anche più di 180 Euro.

Andiamo ancora indietro nel tempo, con un pezzo veramente raro: il gettone telefonico in ottone della Telve del 1932. Presenta una scanalatura e la scritta SOCIETA TELEFONICA DELLE VENEZIE su una faccia, e un disco combinatore sull’altra. Il suo valore è davvero sorprendente: all’asta può superare tranquillamente i 250 Euro.

Continuiamo a cercare bene nei cassetti dei nostri nonni, forse troveremo un altro pezzo davvero raro: un gettone nichelato a tre scanalature che ricorda molto i gettoni che utilizzavamo fino agli anni ‘90. Lo producevano le officine bolognesi della Timo.

Una faccia riporta, in alto la data di produzione, 1928, al centro un rombo con all’interno la scritta TIMO, e al fondo la dicitura ANNO VI dell’epoca fascista. Nel rovescio del gettone, la scanalatura centrale separa due scritte: TELEFONI ITALIA e MEDIA ORIENTALE.

Un pezzo davvero raro, si diceva, che chi ha la fortuna di possederlo, se non ha ragioni sentimentali per conservarlo, può venderlo senza alcuna difficoltà a un prezzo che varia da 100 a 200 Euro, a seconda del suo stato di conservazione.

Quanto posso guadagnare vendendo il primo gettone telefonico italiano?

Siamo arrivati al primo gettone telefonico della storia italiana, quello realizzato dalla Stipel (poi SIP, Telecom e ora Tim) nel 1927 e destinato a essere utilizzato esclusivamente all’interno della Fiera Campionaria di Milano dello stesso anno.

È in ottone e presenta tre scanalature: due su una faccia, una sull’altra. Il lato a una scanalatura mostra le scritte SOCIETA TELEFONICA in alto, e INTERREGIONALE PIEMONTESE E LOMBARDA (la ditta produttrice) in basso.

L’altro lato riporta invece la scritta S.T.I.P.E.L. sopra la prima scanalatura, e 1927 ANNO VI sotto la seconda. Al centro, in rilievo è rappresentata una cornetta, quelle che si accostavano all’orecchio per ascoltare le conversazioni con i vecchi apparecchi.

Quanto vale il primo gettone telefonico della nostra storia? Anche qui dipende dal suo stato di conservazione e dalla presenza di graffi e danneggiamenti, che ne abbassano inevitabilmente il valore numismatico, e dalla presenza di errori di conio che lo incrementano.

Un gettone Stipel in buone condizioni vale fra 30 e 40 Euro. Se però la scritta Stipel è priva del punto finale, dopo la L, il valore del gettone può superare senza difficoltà i 100 Euro.